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Sapa, 100 esuberi e rischio chiusura entro il 2027: nessun tavolo di crisi aperto in Regione

Pompeo (Pd): «Situazione grave per gli stabilimenti tra Torino, Asti e Cuneo. La Giunta intervenga subito»

Sapa, 100 esuberi e rischio chiusura entro il 2027: nessun tavolo di crisi aperto in Regione

Sapa, 100 esuberi e rischio chiusura entro il 2027: nessun tavolo di crisi aperto in Regione

Si parla di circa 100 esuberi e della possibile chiusura degli stabilimenti entro il 2027, ma in Regione al momento non risulta aperto alcun tavolo di crisi. È questo il nodo politico emerso in Consiglio regionale sulla situazione di Sapa, azienda attiva nello stampaggio a iniezione di materie plastiche per l’automotive, con quattro siti produttivi tra le province di Torino, Asti e Cuneo.

A sollevare la questione è stata la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione all’Assessore regionale al Lavoro chiedendo chiarimenti sul futuro dei lavoratori.

«La Regione non può restare in silenzio mentre in Piemonte si apre un nuovo fronte di crisi industriale che coinvolge centinaia di famiglie», ha dichiarato Pompeo. «Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, il gruppo avrebbe comunicato ai sindacati un piano che prevede circa 100 esuberi e la possibile chiusura degli stabilimenti entro il 2027, con ricadute pesantissime sui territori coinvolti».

I siti interessati – tra cui quelli di San Martino Alfieri, Dronero e Torino – rappresentano un presidio industriale significativo in aree dove la filiera dell’automotive piemontese continua a essere una componente fondamentale dell’economia locale. La prospettiva di un ridimensionamento o di una dismissione apre interrogativi non solo occupazionali, ma anche sociali.

«I lavoratori hanno diritto a sapere quale sarà il loro futuro», ha aggiunto la consigliera dem. «Non possiamo limitarci a registrare l’ennesima crisi. È necessario aprire subito un tavolo con azienda, sindacati e istituzioni locali per verificare le reali intenzioni del gruppo e individuare strumenti di salvaguardia occupazionale. La politica deve essere presente, non spettatrice».

Laura Pompeo

Laura Pomepo

La risposta fornita in Aula dall’Assessore regionale al Lavoro, letta dall’assessore Vignale, ha però indicato che «non risulta aperto alcun tavolo di crisi, né è pervenuta alcuna richiesta di apertura». La Regione, è stato precisato, starebbe comunque seguendo con attenzione l’evoluzione della situazione, pronta ad attivare gli strumenti previsti qualora emergessero elementi concreti.

Una posizione che non soddisfa l’opposizione. «Questa risposta non ci rassicura affatto e vigileremo sul futuro di Sapa e dei suoi dipendenti. La transizione industriale non può essere scaricata sui lavoratori», ha concluso Pompeo, chiedendo «trasparenza, responsabilità e un impegno concreto della Regione per difendere l’occupazione e il tessuto produttivo piemontese».

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del comparto automotive, tra riconversione tecnologica e contrazione dei volumi produttivi tradizionali. In questo scenario, ogni annuncio di esuberi pesa come un campanello d’allarme per un territorio che negli ultimi anni ha già affrontato diverse vertenze industriali.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda circa la chiusura dei siti. Ma il tema è ora entrato nel dibattito politico regionale e potrebbe evolversi nei prossimi giorni, anche alla luce delle eventuali richieste formali di apertura di un tavolo di confronto.

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