AGGIORNAMENTI
Cerca
24 Febbraio 2026 - 16:06
Autobus che non arrivano, corse cancellate all’ultimo minuto, tabelloni che si svuotano come per magia. E poi la spiegazione di turno, buona per tutte le stagioni. Ma intanto studenti e lavoratori restano a piedi. È il quadro del trasporto pubblico extraurbano nel Torinese, finito nuovamente sotto i riflettori del Consiglio regionale.
A portare il caso a Palazzo Lascaris è Alberto Unia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che ha interrogato la Giunta Cirio denunciando una situazione che definisce senza mezzi termini “grave”.
Nel mirino non c’è una singola tratta, ma un intero sistema che mostra crepe evidenti: dai collegamenti con l’aeroporto – biglietto da visita del territorio – fino alle linee che servono Chivasso, Ivrea, Pinerolo, Fenestrelle e Torre Pellice. Zone già penalizzate da infrastrutture carenti e da collegamenti non sempre all’altezza, che ora devono fare i conti con un servizio a intermittenza.
I numeri forniti da Unia sono quelli che fanno rumore. Cinquantasette corse soppresse in una giornata. Settantotto in un’altra. Sessantanove in quella successiva. Non un episodio isolato, ma una sequenza che descrive una normalità diventata anomala. Una fotografia che pesa soprattutto su studenti e pendolari, cioè su chi non prende il bus per svago ma per necessità. Per chi timbra un cartellino, per chi deve essere in aula alle otto in punto, per chi non può permettersi di “arrivare quando arriva”.
In Aula, Unia ha chiesto alla Regione quali misure concrete intenda mettere in campo per garantire la continuità del servizio e prevenire ulteriori disagi. Non un generico impegno, ma risposte operative. A replicare è stato l’assessore Vignale, intervenuto per conto del collega Gabusi. La spiegazione fornita dalla Giunta punta il dito sulle assenze del personale viaggiante, legate – è stato detto – all’inasprirsi del confronto sindacale. Una tensione che si rifletterebbe direttamente sulla regolarità delle corse.
L’Agenzia della mobilità piemontese, dopo le segnalazioni ricevute, ha inviato una nota di richiamo agli obblighi contrattuali al consorzio Extrato, concessionario del servizio, e alla società Arriva, chiedendo misure urgenti per ripristinare la regolarità. Un passaggio formale, necessario. Ma che per ora non cambia la sostanza: le corse saltano e i disagi restano.

L’assessore ha inoltre sottolineato come il tema di un clima lavorativo sereno e dell’assenza di vertenze aperte venga considerato prioritario nelle future gare. Un impegno che guarda avanti. Ma nel frattempo c’è un presente che chiede risposte immediate. Perché il trasporto pubblico non è un servizio accessorio: è un diritto, soprattutto in territori dove l’auto privata non è sempre un’alternativa possibile.
Secondo Alberto Unia, le giustificazioni non possono bastare. E la critica non è solo politica, ma concreta: ogni corsa soppressa significa tempo perso, lezioni saltate, ore di lavoro compromesse, coincidenze mancate. Significa aumentare il divario tra centro e periferia, tra chi vive in aree meglio collegate e chi abita in zone che rischiano di restare sempre più isolate.
La questione dei trasporti pubblici piemontesi si inserisce in un contesto già complesso, fatto di linee ferroviarie in difficoltà, di tratte sostituite da bus, di ritardi cronici. Un sistema che fatica a garantire standard adeguati e che, quando si inceppa, mostra tutta la sua fragilità. E se le motivazioni possono essere molte – carenza di personale, tensioni sindacali, organizzazione interna – per gli utenti il risultato è uno solo: un servizio inadeguato.
Il rischio, sottolineato dall’esponente pentastellato, è che si finisca per normalizzare l’emergenza. Che le cancellazioni diventino la regola e non l’eccezione. Che il pendolare debba partire con largo anticipo non per prudenza, ma per rassegnazione.
Ora la partita si gioca su due fronti: da un lato la Regione, chiamata a vigilare e a pretendere il rispetto dei contratti; dall’altro i gestori del servizio, che devono garantire standard minimi di affidabilità. Perché il trasporto pubblico extraurbano non può essere lasciato alla logica delle pezze e dei richiami formali.
Sul tavolo resta una domanda semplice: quanto ancora possono reggere studenti e lavoratori prima che la fiducia nel servizio venga meno del tutto? Insomma, al di là delle note ufficiali e delle spiegazioni istituzionali, ciò che serve è un cambio di passo reale. Non annunci, ma corse che partono e arrivano. Sempre.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.