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Caldo record a fine febbraio: Piemonte e Valle d’Aosta come a maggio

Zero termico fino a 3.500 metri, punte di 23 gradi in pianura. E ora si teme l’effetto gelate

Caldo record

Caldo record a fine febbraio: Piemonte e Valle d’Aosta come a maggio

Un anticipo d’estate nel bel mezzo dell’inverno. Martedì 24 febbraio Piemonte e Valle d’Aosta saranno tra le regioni più calde d’Italia, con temperature oltre i 20 gradi in pianura e valori che localmente potranno toccare i 21-23°C tra Torinese, Cuneese e fondovalle valdostani. Numeri che, per la fine di febbraio, rappresentano un’anomalia marcata.

Il responsabile è il rinforzo dell’anticiclone subtropicale sull’Europa centro-occidentale, che convoglia aria molto mite verso l’arco alpino. In quota le anomalie supereranno i 10 gradi oltre le medie stagionali e lo zero termico è atteso in risalita fino a 3.300-3.500 metri. Una quota tipica di inizio estate, non certo degli ultimi giorni d’inverno. Anche a 1.500 metri si potranno registrare 14-15 gradi.

In pianura, oltre alla stabilità atmosferica, inciderà il meccanismo della subsidenza: correnti discendenti dalle Alpi che si comprimono e si riscaldano ulteriormente, accentuando l’effetto mite. In alcune aree della Pianura Padana centro-occidentale si potranno registrare 19-20 gradi, con picchi superiori tra Piemonte e bassa Valle d’Aosta. Un quadro che rende queste zone le più calde del Paese in queste ore.

Mercoledì è atteso un parziale ridimensionamento: l’ingresso di aria più umida nei bassi strati potrà favorire nubi basse e un calo delle massime attorno ai 15 gradi. Ma la fase stabile e mite dovrebbe proseguire fino a venerdì, con cieli in prevalenza soleggiati e nebbie solo nelle ore più fredde in pianura. Dal weekend possibile un aumento della nuvolosità per l’abbassamento del flusso atlantico, con precipitazioni ancora da confermare.

Le conseguenze non riguardano solo la sensazione di primavera anticipata. In montagna resta marcato il pericolo valanghe sulle alte valli alpine: uno zero termico così elevato incide sulla stabilità del manto nevoso, soprattutto nelle ore più calde.

C’è poi il capitolo agricoltura. Dopo tre mesi caratterizzati da precipitazioni abbondanti e terreni saturi d’acqua, questo caldo anomalo potrebbe favorire un risveglio vegetativo anticipato. Germogli e fioriture premature renderebbero però colture e frutteti vulnerabili a eventuali gelate tardive primaverili, uno scenario già vissuto negli ultimi anni e ricordato per i danni dell’aprile 2021.

L’episodio si inserisce in una tendenza climatica che vede febbraio sempre più spesso segnato da sbalzi estremi. Giorni quasi estivi alternati a possibili ritorni improvvisi del freddo. L’inverno sembra arretrare, ma la partita con la primavera è tutt’altro che chiusa.

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