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Riso, l’allarme da Vercelli: filiera in grave difficoltà tra crisi e pressioni internazionali

Alla Fiera in Campo di Caresanablot la presidente di Ente Risi Natalia Bobba chiede un intervento urgente dell’Unione Europea e convoca i produttori il 6 marzo

Riso, l’allarme da Vercelli: filiera in grave difficoltà tra crisi e pressioni internazionali

Riso, l’allarme da Vercelli: filiera in grave difficoltà tra crisi e pressioni internazionali

La pianura che da sempre è sinonimo di risaie e di eccellenza agroalimentare oggi lancia un segnale di allarme. Dalla Fiera in Campo di Caresanablot, in provincia di Vercelli, arriva la voce preoccupata della filiera del riso italiana. A pronunciarla è la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, che parla di una situazione “grave”, segnata da turbolenze internazionali che mettono a rischio la sopravvivenza del comparto.

L’intervento è arrivato durante l’inaugurazione della manifestazione agricola, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore risicolo. Bobba ha descritto un contesto economico globale che sta pesando in modo crescente sui produttori italiani ed europei. La richiesta è chiara: l’Unione Europea deve intervenire e non può restare a guardare.

Il riso è una delle colture simbolo del Piemonte e in particolare del territorio vercellese, che rappresenta uno dei principali poli produttivi d’Europa. La filiera coinvolge agricoltori, trasformatori, industria alimentare e distribuzione. Quando l’equilibrio si incrina, l’impatto non riguarda soltanto le aziende agricole, ma un intero sistema economico territoriale.

Natalia Bobba Presidente dell'Ente Nazionale Risi - Ente Nazionale Risi

Natalia Bobba

Secondo quanto evidenziato dalla presidente di Ente Risi, la congiuntura internazionale – tra oscillazioni dei prezzi, concorrenza extraeuropea e dinamiche commerciali globali – sta mettendo sotto pressione il comparto. Il rischio è che la competitività del riso europeo venga erosa da produzioni provenienti da Paesi con costi inferiori e standard normativi differenti.

Per questo Ente Risi ha annunciato la convocazione di un incontro per il 6 marzo, al quale sono stati invitati i rappresentanti degli agricoltori e degli industriali dei Paesi europei produttori di riso. L’obiettivo è definire una strategia condivisa da presentare alla Commissione europea, affinché vengano adottate misure concrete a sostegno del settore.

La questione non è nuova, ma assume oggi un carattere di urgenza. Il riso italiano, che si distingue per qualità e varietà – dal Carnaroli all’Arborio, dal Vialone Nano al Baldo – rappresenta un’eccellenza riconosciuta sui mercati internazionali. Tuttavia, la competitività non può prescindere da condizioni di mercato equilibrate e da politiche commerciali coerenti.

La Fiera in Campo, tradizionale vetrina di innovazione tecnologica e confronto tra operatori, si è trasformata così in un palcoscenico per un appello politico ed economico. Il messaggio lanciato da Vercelli è che la crisi non riguarda solo una coltura, ma un intero sistema produttivo che contribuisce in modo significativo all’economia agricola nazionale.

L’incontro di marzo rappresenterà un banco di prova per verificare la capacità della filiera di fare fronte comune e di dialogare con Bruxelles. Sullo sfondo resta una domanda cruciale: quale futuro per il riso europeo in un mercato sempre più globalizzato e competitivo?

Dal cuore delle risaie piemontesi, la richiesta è di risposte rapide e strutturali. Perché dietro ogni chicco ci sono aziende, lavoratori e territori che chiedono di non essere lasciati soli.

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