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29 Gennaio 2026 - 16:08
Il riso italiano scende in piazza a Vercelli: Confagricoltura chiama a raccolta il settore e chiede interventi urgenti
Il riso italiano torna al centro del dibattito pubblico e politico con una manifestazione nazionale in programma il 3 febbraio a Vercelli, in piazza Zumaglini. A promuoverla è la Confagricoltura di Vercelli-Biella, che porterà in piazza una piattaforma di richieste e proposte rivolta alle istituzioni italiane ed europee, con l’obiettivo dichiarato di garantire un futuro a un comparto considerato strategico per l’agricoltura nazionale.
L’iniziativa, spiegano dall’associazione, avrà un respiro nazionale, con la partecipazione delle delegazioni delle altre province risicole, a conferma di una mobilitazione che va oltre i confini locali. Al centro della protesta, la necessità di interventi immediati sulle regole del mercato e sulle politiche comunitarie. «Il riso italiano necessita di interventi immediati anche a livello Ue per garantire il futuro a un settore di eccellenza», afferma la Confagricoltura di Vercelli-Biella, annunciando la manifestazione.
Tra i punti chiave della piattaforma presentata dall’organizzazione agricola c’è la richiesta di «un meccanismo di protezione che possa veramente incidere sulle importazioni dai paesi beneficiari del regime dell’Ue». Secondo Confagricoltura, infatti, la clausola di salvaguardia oggi proposta non sarebbe efficace e il limite minimo di 562mila tonnellate di prodotto importato risulterebbe, nelle attuali condizioni di mercato, di fatto inoperante.
A ribadire la posizione del mondo agricolo piemontese è il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, che punta il dito su tariffe e controlli: «I nostri risicoltori propongono anche una rivalutazione delle tariffe doganali, considerandole non più attuali e non sufficienti al riequilibrio del mercato, e un aumento dei controlli doganali sui prodotti provenienti da paesi extra Ue».
Il tema delle regole resta centrale anche sul fronte delle produzioni agricole. Confagricoltura chiede «che venga almeno applicata la reciprocità in ambito Ue, vista la difficoltà riscontrata a livello extra Ue», sottolineando uno squilibrio normativo che penalizzerebbe i produttori europei. Al Ministero dell’Agricoltura viene inoltre domandato di incaricare l’Ente Nazionale Risi o altri organismi ministeriali di «sviluppare varietà aromatiche, di attuare un programma di promozione del basmati italiano e di provvedere al riordino del registro varietale dell’Ente Nazionale Risi, trasferendo le varietà non più coltivate da anni nell’apposito registro varietale “da conservazione”».
La piattaforma rivendicativa si completa con la richiesta di introdurre l’obbligatorietà dell’origine in etichetta, insieme a strumenti in grado di favorire il riordino fondiario e irriguo e di dare impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie, come i droni, considerate un supporto sempre più rilevante per l’agricoltura moderna.
La manifestazione del 3 febbraio si propone così come un momento di visibilità e pressione politica per una filiera che denuncia difficoltà strutturali e chiede risposte concrete, nel tentativo di difendere la competitività e il valore del riso italiano sui mercati nazionali e internazionali.

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