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18 Febbraio 2026 - 18:16
Il Comune di Volpiano e il sindaco Giovanni Panichelli
Lunedì 23 febbraio alle 19.30 il Consiglio comunale di Volpiano si riunirà in seduta straordinaria nella Sala Polivalente di via Trieste. All’ordine del giorno ci sono variazioni di bilancio, DUP, TARI. Ma è evidente che l’attenzione si concentrerà altrove.
Al centro della seduta ci sono tre mozioni. Tre atti distinti. Un unico filo conduttore: la credibilità dell’azione amministrativa.
Si discuterà della delibera sui distretti irrigui, della posizione dell’assessore Luca Ferrero, delle esternazioni social del vice sindaco Irene Berardo sui fatti di Torino del 31 gennaio. Ma, soprattutto, si discuterà di qualcosa che parte da lontano. Dal luglio 2024.
Per capire cosa succederà lunedì, bisogna tornare indietro.
Nel luglio 2024 due consiglieri comunali, Giuseppe Medaglia (Cambiamo Volpiano) e Monica Camoletto (Gente di Volpiano), presentano una segnalazione formale alla Città Metropolitana di Torino – Ufficio Gestione Risorse Idriche. Oggetto: presunta interruzione e manomissione del Canale Cesali, definito canale storico di acque demaniali.

La segnalazione del luglio 2024. Tracciato del Canale demaniale. Visibile l'interruzione del percorso e rimozione piante (freccia gialla)
La segnalazione parla di interventi effettuati con mezzi meccanici, di rimozione della vegetazione ripariale, di chiusura del tratto verso sud. Vengono allegate immagini satellitari, raffronti con lo stato precedente, richiami alla mappa Rabbini del Settecento. Non è un post sui social. È un atto protocollato.
La Città Metropolitana risponde invitando a formalizzare l’esposto alla Polizia Metropolitana. Il 18 luglio 2024 viene depositata una querela alla Procura della Repubblica di Ivrea contro ignoti. Si ipotizza la possibile configurazione del reato di deviazione di acque. Si parla di bene pubblico. Di demanio. Di falda.
La vicenda, dunque, non nasce nel 2026. È già stata portata davanti alla magistratura quasi due anni prima della delibera oggi contestata. E qui arriva il presente.
Il 19 gennaio 2026 la Giunta comunale approva la delibera n. 8. Formalmente è una “presa d’atto della composizione dei distretti irrigui” all’interno della struttura consortile del Consorzio Stura e Banna. Sostanzialmente, secondo l’opposizione, è un atto che istituisce due nuovi distretti irrigui: Fontanile Cesali e Fontanile Gavo.
La delibera definisce perimetrazioni, individua superfici irrigabili, avvia richieste di concessione in sanatoria per l’utilizzo delle acque di fontanile e di falda. Non è una fotografia passiva. È un atto che incide sull’accesso a una risorsa limitata.
Ed è su questo che si innesta la prima mozione, presentata dai gruppi Cambiamo Volpiano, Gente di Volpiano e Centro Destra per Bigliotto, firmata da Antonietta Maggisano, Giuseppe Medaglia, Monica Camoletto, Mariagrazia Bigliotto e Patrizia Bertuol. La richiesta è netta: annullare la delibera.
L’accusa è politica prima ancora che tecnica. Secondo i firmatari non si tratterebbe di una semplice presa d’atto, ma di una scelta che ridisegna i confini dell’irrigazione e quindi gli equilibri agricoli del territorio. Si sostiene che non emergano criteri espliciti, che non vi sia traccia di un confronto strutturato con gli operatori agricoli locali, che le perimetrazioni possano risultare selettive.
E qui il Canale Cesali torna centrale.
Perché la delibera interviene su un tracciato che, nel 2024, era già stato oggetto di esposto e querela. La mozione sottolinea che rappresentare cartograficamente un percorso anziché un altro non è un dettaglio neutro se quel percorso è al centro di contestazioni e accertamenti.
Il punto è semplice: quando un’infrastruttura idrica è oggetto di segnalazioni formali e di un procedimento penale, la cautela istituzionale dovrebbe essere massima. È stata massima? È questo che lunedì verrà chiesto in aula.
Il secondo fronte riguarda l’assessore Luca Ferrero, titolare delle deleghe ad Agricoltura, Rapporti con i Consorzi irrigui, Sistemi idrogeologici ed Ecologia. Ferrero è anche imprenditore agricolo sul territorio. Ha partecipato alla seduta di Giunta del 19 gennaio.
La mozione di sfiducia, presentata da Cambiamo Volpiano e Gente di Volpiano, firmata da Maggisano, Medaglia e Camoletto, sostiene che si configuri un conflitto almeno potenziale. Il riferimento è all’articolo 78 del TUEL: obbligo di astensione in caso di interesse diretto o indiretto.
Non si parla di reato. Non si parla di illecito accertato. Si parla di opportunità amministrativa.
Ma alla luce dei documenti del 2024 il tema assume un peso diverso. Perché se il Canale Cesali era già oggetto di una querela depositata da due consiglieri comunali – gli stessi che oggi firmano le mozioni – la presenza in Giunta dell’assessore con deleghe direttamente coinvolte non è un elemento marginale.
La questione non è solo se Ferrero abbia un interesse economico diretto. La questione è se la sua partecipazione rafforzi o indebolisca la percezione di imparzialità dell’atto.
La mozione chiede al Sindaco di ritirare le deleghe. È una richiesta politica. La decisione finale spetta al primo cittadino.
E poi c’è il terzo fronte. Quello che apparentemente c’entra meno con l’acqua ma che politicamente pesa altrettanto.
La mozione presentata da Cambiamo Volpiano, Gente di Volpiano e Centro Destra per Bigliotto sui fatti di Torino del 31 gennaio. Firmatari: Maggisano, Medaglia, Camoletto, Bigliotto, Bertuol.
Il documento condanna i gravi episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione legata ad Askatasuna e chiede una presa di distanza chiara del Sindaco e della Giunta dalle posizioni espresse sui social dal vice sindaco Irene Berardo.
Secondo i firmatari, la pubblicazione dell’immagine della manifestazione e l’espressione di solidarietà “contro il Governo” anche dopo gli scontri configurerebbero una vicinanza inopportuna a un contesto degenerato in violenza.
Anche qui non si chiede formalmente la revoca dell’incarico. Si chiede una presa di posizione. Ma il significato politico è evidente: la maggioranza è chiamata a scegliere.
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