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La Voce degli Animali
17 Febbraio 2026 - 17:09
Cavallo (foto di repertorio)
C’è un momento in cui una società decide chi vuole essere. E il destino dei cavalli, dopo secoli di sfruttamento silenzioso, torna al centro del dibattito politico. È approdata in Senato la proposta di legge che punta a vietare in Italia la macellazione degli equidi – cavalli e pony, asini e muli – riconoscendo loro lo status di animali da affezione.
Una svolta attesa da anni dalle associazioni animaliste. Tra queste l’OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che accoglie con favore l’iniziativa e auspica che l’iter parlamentare si concluda in tempi brevi, portando all’approvazione di una legge definita storica.

I cavalli sono tra gli animali che più hanno pagato il prezzo dello sfruttamento umano. Per secoli impiegati come forza lavoro nei campi, come mezzi di trasporto e perfino come strumenti viventi nei conflitti bellici, oggi continuano a essere utilizzati in ambito agonistico, spesso sottoposti a pressioni fisiche intense. Restano vittime di fenomeni come le corse clandestine e la macellazione illegale. E quando non sono più ritenuti “produttivi”, molti finiscono nella filiera della macellazione, talvolta anche esemplari che non sarebbero DPA.
La proposta di legge prevede l’attribuzione automatica della dicitura “Non DPA” (non destinato alla produzione alimentare) a tutti gli equidi, rendendo illegale la loro macellazione e la commercializzazione delle carni. Un cambiamento netto, che trasformerebbe definitivamente il loro status giuridico.
Il testo introduce sanzioni rilevanti per i trasgressori: reclusione da tre mesi a tre anni per chi alleva equini a scopo alimentare; multe da 30mila a 100mila euro, con aumento di un terzo della pena se la carne viene immessa sul mercato; obbligo di iscrizione in un registro nazionale e applicazione di un transponder sottocutaneo, con sanzioni da 20mila a 50mila euro per chi non regolarizza l’animale entro due mesi.
Un impianto normativo che mira a interrompere definitivamente la filiera della carne equina in Italia, riconoscendo agli equidi una tutela coerente con la sensibilità crescente dell’opinione pubblica.
A sottolinearlo è Massimo Comparotto, presidente di OIPA Italia, che dichiara: «Sono sempre di più le persone che considerano i cavalli animali da affezione, spesso veri e propri membri della famiglia. In particolare la loro macellazione è un argomento controverso, tanto che moltissimi consumatori non mangiano carne di cavallo in Italia, proprio per il sentimento di vicinanza a questi animali. Ci auguriamo che il divieto di macellazione degli equidi venga ufficializzato al più presto, compiendo un passo importante verso una tutela più coerente con la sensibilità crescente dei cittadini».
Per l’OIPA è fondamentale che la proposta non resti lettera morta. L’associazione si appella al legislatore affinché il provvedimento venga calendarizzato e approvato con urgenza, lanciando un segnale chiaro: un cambio culturale, uno “switch” che riconosca definitivamente cavalli, asini e muli come esseri senzienti e non come prodotti.
La partita ora si gioca nelle aule parlamentari. Ma fuori, nei maneggi, nelle campagne, nei rifugi e nelle case di chi ha scelto un cavallo come compagno di vita, l’attesa è già carica di emozione. Per molti, non si tratta solo di una riforma: è il riconoscimento di un legame antico, fatto di fiducia, lavoro e silenzi condivisi.
LA VOCE DEL CANAVESE
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