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Svezia, marito accusato di aver sfruttato la moglie con 120 uomini: inchiesta per sfruttamento aggravato e clienti sotto processo

Denuncia nell’autunno 2025, custodia cautelare e atto d’accusa atteso il 13 marzo 2026. Almeno due clienti già incriminati. Il caso riapre il dibattito sul modello svedese che punisce chi compra sesso

Svezia, marito accusato di aver sfruttato la moglie con 120 uomini: inchiesta per sfruttamento aggravato e clienti sotto processo

Svezia, marito accusato di aver sfruttato la moglie con 120 uomini: inchiesta per sfruttamento aggravato e clienti sotto processo

A Kramfors, nella contea di Västernorrland, un’indagine giudiziaria ha acceso un confronto che va oltre la vicenda personale di una coppia. Un uomo sulla sessantina è sospettato di aver organizzato per anni incontri sessuali a pagamento che avrebbero coinvolto la moglie, una donna sulla cinquantina, e almeno 120 uomini. La procura parla di un’attività sistematica e diffusa in più aree della Svezia. L’uomo ha negato ogni accusa. L’atto d’imputazione per grovt koppleri – forma aggravata di sfruttamento della prostituzione – è atteso entro il 13 marzo 2026.

L’inchiesta è partita nell’autunno del 2025, quando la donna ha presentato denuncia. La procuratrice distrettuale Ida Annerstedt ha confermato che il marito è stato fermato e posto in custodia cautelare il 23 ottobre 2025. La misura è ancora in corso. Gli investigatori hanno ipotizzato il reato di koppleri (favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione), previsto dal capitolo 6, paragrafo 12 del Codice penale svedese. Nella forma aggravata, la pena va da 2 a 10 anni di reclusione. L’aggravante si applica quando l’attività è stata estesa nel tempo, ha prodotto profitti significativi o ha comportato sfruttamento particolarmente grave.

maltrattamentiSecondo quanto è emerso dalle comunicazioni ufficiali e dalla stampa svedese, l’indagine ha documentato almeno 120 clienti. Parte degli incontri si sarebbe svolta nella contea di Västernorrland, con spostamenti anche in altre regioni. Gli inquirenti hanno sequestrato telefoni cellulari e materiale informatico. Le analisi di chat, annunci online e pagamenti digitali avrebbero consentito di ricostruire appuntamenti, trasferimenti di denaro e contatti con i clienti. La procura non ha diffuso dettagli sulle condizioni personali della donna né sulle modalità con cui sarebbero stati organizzati gli incontri, richiamando il segreto istruttorio.

Parallelamente al fascicolo principale, sono stati aperti procedimenti contro alcuni acquirenti di prestazioni sessuali. Almeno due uomini sono già stati incriminati. Altri casi sono in valutazione. In Svezia, dal 1999, è reato acquistare servizi sessuali. La norma, nota come “modello svedese”, considera chi vende prestazioni come parte offesa e concentra la responsabilità penale su clienti e intermediari. Oggi l’acquisto di sesso, denominato sexköp, è punito con pena detentiva fino a un anno. La legge è stata aggiornata per includere anche l’acquisto a distanza, quando la prestazione viene ordinata online senza contatto fisico.

Il caso ha riportato l’attenzione sull’impianto normativo svedese. L’idea alla base della legge è ridurre la domanda per limitare lo sfruttamento. I sostenitori ritengono che il sistema abbia ridotto la prostituzione di strada e rafforzato la protezione delle persone coinvolte. I critici osservano che il fenomeno si è spostato sulle piattaforme digitali, rendendo più complessa l’attività investigativa. L’indagine di Kramfors si colloca in questo scenario: secondo quanto riportato da SVT, la televisione pubblica svedese, una parte significativa dei contatti sarebbe avvenuta tramite siti web dedicati e applicazioni di messaggistica.

La cronologia dell’inchiesta indica che le condotte contestate si sarebbero protratte dal gennaio 2022 all’ottobre 2025. Il 4 novembre 2025 i media locali hanno dato notizia dell’accusa di grovt koppleri, citando dichiarazioni della procuratrice Ida Annerstedt. Il 10 gennaio 2026 SVT ha riferito che fino a 20 o 30 clienti potrebbero essere formalmente incriminati. Il 16 febbraio 2026 la stampa internazionale ha confermato il numero minimo di 120 uomini identificati e la scadenza del 13 marzo per il deposito dell’atto d’accusa.

Le autorità non hanno reso note le generalità della coppia. Alcuni organi di informazione hanno riferito che l’indagato avrebbe precedenti per reati violenti e problemi economici, elementi che al momento non incidono sulla presunzione di innocenza ma che sono stati citati per delineare il contesto familiare. La procura non ha chiarito se vi siano state forme di coercizione diretta o pressioni psicologiche sulla donna. Questo aspetto sarà centrale nel processo.

La dimensione digitale ha avuto un ruolo decisivo. Le indagini su sfruttamento e tratta in Nord Europa si basano sempre più su prove elettroniche: cronologie di messaggi, registrazioni di pagamenti, geolocalizzazioni. Sono elementi che consentono di ricostruire reti di contatti e flussi economici con precisione. Nel fascicolo svedese, secondo quanto riportato da Aftonbladet e Svenska Dagbladet, gli investigatori hanno incrociato dati bancari e comunicazioni per stabilire frequenza e modalità degli incontri.

Il procedimento rappresenta un banco di prova per il sistema svedese. Da un lato c’è l’ipotesi di un’organizzazione familiare che avrebbe tratto profitto dall’attività della donna; dall’altro la responsabilità penale dei clienti. Se l’impianto accusatorio sarà confermato, il caso mostrerà la capacità delle autorità di colpire sia l’intermediazione sia la domanda. In caso contrario, riaprirà il dibattito sull’efficacia del modello.

Nelle prossime settimane la procura di Västernorrland dovrà formalizzare le accuse. Seguirà la fase dibattimentale, in cui saranno valutate prove digitali, testimonianze e ricostruzioni economiche. Restano aperti interrogativi sulla protezione della donna e sulle eventuali misure di supporto previste dal sistema svedese per le persone considerate vittime di sfruttamento.

Il caso è seguito da testate nazionali e internazionali. Oltre a SVT, ne hanno scritto Aftonbladet, Svenska Dagbladet, Associated Press e Agence France-Presse. Nei prossimi mesi sarà il tribunale a stabilire se i fatti contestati reggeranno al vaglio processuale e quale impatto avranno sulla discussione pubblica in Svezia e in altri Paesi europei che hanno adottato modelli simili.

Fonti: SVT Nyheter, Aftonbladet, Svenska Dagbladet, Associated Press, Agence France-Presse, Codice penale svedese (Brottsbalken, capitolo 6, paragrafo 12).

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