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Bufere su Claviere e allerta valanghe sulle Alpi piemontesi, in arrivo fino a 70 centimetri di neve e raffiche oltre 150 all’ora

Fronte da Nord Ovest in azione tra Alta Val Susa e Ossola, grado 4-FORTE sopra i 2000 metri e foehn tempestoso fino in pianura

Bufere su Claviere

Bufere su Claviere e allerta valanghe sulle Alpi piemontesi, in arrivo fino a 70 centimetri di neve e raffiche oltre 150 all’ora

La perturbazione è entrata in azione nella serata di domenica lungo le alte vallate di confine. A Claviere, a 1.760 metri di quota in Alta Val Susa, la neve ha iniziato a cadere fitta già intorno alle 21, accompagnata da raffiche di vento sostenute. È il primo segnale di un peggioramento destinato a intensificarsi tra lunedì 16 e martedì 17 febbraio, con effetti significativi su gran parte dell’arco alpino piemontese.

Il nuovo fronte perturbato, in arrivo da Nord Ovest, sta investendo in particolare le aree di confine con la Francia e il Vallese. Le previsioni indicano nevicate abbondanti soprattutto sui crinali e nelle alte valli dal Monviso fino all’Ossola. Tra Alta Val di Susa, alte Valli di Lanzo, alta Valle Orco, alta Val Sesia e alta Val d’Ossola si attendono accumuli superiori ai 30-50 centimetri oltre i 1.800-2.200 metri, con punte che potranno localmente superare i 60-70 centimetri sopra i 2.000-2.300 metri entro la mattinata di martedì, in particolare sul comparto delle Graie.

Le località più esposte risultano Sestriere, Claviere, Bardonecchia-Rochemolles, Moncenisio, Usseglio-Pian Benot, Balme-Pian della Mussa, Forno Alpi Graie, Ceresole Reale, Campiglia Soana, Piamprato, Alagna Valsesia, Alpe Cheggio, San Domenico di Varzo, Alpe Devero e Formazza-Riale. Qui la combinazione tra nuove nevicate e vento forte favorirà la formazione di accumuli irregolari e lastroni.

Claviere (TO)

La quota neve si manterrà generalmente tra i 1.100 e i 1.500 metri, ma non si escludono rovesci fino agli 800 metri nelle fasi più intense, specie tra la serata di lunedì e la notte su martedì in caso di estensione dello sfondamento verso le medie valli interne. Sulle pianure piemontesi, invece, il tempo resterà in prevalenza asciutto, ma non al riparo dagli effetti del vento.

Il punto più critico riguarda il pericolo valanghe. Per la giornata di lunedì 16 febbraio il livello è fissato a grado 4-FORTE su una scala di 5 sulle Alpi Cozie settentrionali, sulle Graie, sulle Pennine di confine e sulle Lepontine Nord al di sopra dei 2.000 metri. A quote inferiori il livello è 3-MARCATO. Le zone più sensibili includono le valli Germanasca, Pellice, Chisone, Susa, Lanzo, Orco e Soana, oltre ai settori di confine.

Secondo le indicazioni di AINEVA, le nuove nevicate unite al vento da Nord Ovest determineranno la formazione di estesi accumuli di neve ventata. Il vento trasporterà sia la neve fresca sia parte di quella già presente al suolo, creando depositi instabili anche di grandi dimensioni. In queste condizioni, un singolo passaggio sopra il limite del bosco potrà essere sufficiente a provocare il distacco. I pendii ripidi, le conche, i canaloni e le zone dietro ai cambi di pendenza sono indicati come particolarmente delicati. Non si escludono valanghe a lastroni di dimensioni medio-grandi, con possibilità isolata di distacchi anche dai bacini di alimentazione ripidi ad alta quota esposti a Sudest.

Accanto alla neve, l’altro protagonista sarà il foehn. L’instaurarsi di un marcato gradiente di pressione tra il versante francese e quello piemontese attiverà venti molto forti da Nord Ovest. Dalla tarda mattinata di lunedì e fino alla serata di martedì sono previste raffiche tempestose in montagna, con picchi tra 120 e 150 chilometri orari sulle alte valli dal Monviso al Monte Rosa. Il clou è atteso martedì tra Alta Val Susa, Valli di Lanzo e il comparto del Gran Paradiso, dove non si escludono punte superiori ai 150 chilometri orari.

Il foehn potrà estendersi anche alle pianure, soprattutto tra Canavese, Torinese e Cuneese, con raffiche tra 60 e 90 chilometri orari sulle aree pedemontane e agli sbocchi vallivi. Localmente, tra medio-bassa Val Susa, Lanzo e Valle Orco, si potranno superare i 100 chilometri orari.

L’inizio di settimana si presenta dunque complesso per chi frequenta la montagna. Le condizioni, specie sopra il limite del bosco, saranno instabili e in rapida evoluzione. Gli esperti raccomandano la massima prudenza e invitano a consultare costantemente i bollettini valanghe ufficiali prima di intraprendere qualsiasi attività in quota.

Dopo le recenti tragedie registrate sull’arco alpino, l’attenzione resta alta. La combinazione tra nuove nevicate, vento forte e accumuli irregolari rappresenta uno degli scenari più delicati della stagione invernale. La montagna, in queste ore, mostra il suo volto più severo.

Claviere (TO)

15 febbraio 2026, montagne del Cuneese a Prato Nevoso (CN)

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