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15 Febbraio 2026 - 21:48
Regno Unito sott’acqua: 40 giorni di pioggia consecutiva, Tamigi in piena e campagne al collasso
Lungo il Thames Path a Oxford l’acqua ha superato la riva e ha cancellato il confine tra fiume e prato. I cartelli “Percorso chiuso” sono comparsi uno dopo l’altro, piantati nel fango come segnali di emergenza. Tra Henley e Sonning, i giardini che affacciano sull’ansa del Tamigi sono diventati stagni, i vialetti sono scivolosi per il limo, le barche galleggiano sopra prati invisibili. Non è un episodio isolato. È l’effetto di settimane di precipitazioni continue che hanno trasformato l’inverno 2026 in una stagione dominata dall’acqua.
La Met Office, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, ha registrato tra il 31 dicembre 2025 e l’8 febbraio 2026 oltre 37–40 giorni consecutivi con pioggia misurabile in diverse località del Sud-Ovest e delle Midlands. A North Wyke nel Devon, a Cardinham in Cornovaglia e ad Astwood Bank nell’Herefordshire si è arrivati a 40 giorni di fila. Gennaio ha chiuso al 117% della media nazionale di lungo periodo. In Cornovaglia sono caduti 267,6 millimetri, un record storico, mentre l’Irlanda del Nord ha toccato il 170% della media. Nel Sud-Est e nel Centro-Sud dell’Inghilterra le precipitazioni hanno raggiunto il 188%. All’8 febbraio l’Inghilterra aveva già accumulato il 59% della pioggia media dell’intero mese.

Non si è trattato di singoli temporali intensi ma di una sequenza persistente di perturbazioni atlantiche, guidate da un jet stream posizionato più a sud del normale. Questo flusso ha convogliato depressioni verso il Regno Unito rallentandone il passaggio a causa di un blocco anticiclonico sull’Europa nord-orientale. I fronti sono rimasti più a lungo sulle stesse aree e i suoli si sono saturati. La Environment Agency, l’agenzia ambientale britannica, ha emesso in alcuni giorni oltre 80–90 “flood warnings”, avvisi di alta probabilità di allagamento, e più di 200 “flood alerts”, che indicano un rischio potenziale.
L’impatto è evidente nelle campagne del Sud-Ovest. I terreni non drenano più, le macchine agricole restano ferme, le colture invernali rischiano di marcire. Le associazioni di categoria hanno segnalato costi aggiuntivi per il mantenimento del bestiame in stalla, tra foraggi, lettiere e cure veterinarie. Il Financial Times ha raccolto le preoccupazioni degli agricoltori e ha evidenziato la richiesta di una strategia idrica più solida.
Nella valle del Tamigi l’acqua ha allargato il proprio spazio. A Oxford sono stati chiusi tratti del towpath, il sentiero che costeggia il fiume. Grandpont è risultato parzialmente allagato, passaggi a Fiddler’s Island e a sud di Osney Lock sono stati interdetti, il parcheggio inferiore di Seacourt Park & Ride è finito sott’acqua. Più a valle, tra Playhatch, Sonning e Sonning Eye, il servizio governativo “Check for flooding” ha segnalato allerte ripetute.
A Sonning Eye si trova la proprietà di George Clooney e Amal Clooney, un maniero del XVII secolo su un isolotto fluviale. La posizione lo rende esposto alle piene. In passato, tra il 2014 e il 2020 e durante l’evento del 2023 legato a Storm Henk, giardini e pertinenze sono stati invasi dall’acqua. Anche nelle prime settimane del 2026 l’area è rimasta sotto osservazione. Le autorità locali e i residenti hanno predisposto protezioni temporanee nei punti più bassi. La vulnerabilità del sito è documentata e non dipende dal profilo dei proprietari ma dalla morfologia del terreno e dalla quota rispetto al fiume.
A Reading, l’osservatorio dell’Università di Reading ha misurato 31 giorni consecutivi con almeno 0,1 millimetri di pioggia fino all’11 febbraio 2026, una delle sequenze più lunghe dall’inizio delle registrazioni nel 1908. Anche il bacino del Severn ha mostrato criticità, con Tewkesbury nuovamente circondata dall’acqua. Nel briefing del 13 febbraio 2026 la Environment Agency ha indicato 75 “flood warnings” e 151 “flood alerts” ancora attivi.
Gli scienziati spiegano che un’atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo. L’aumento delle temperature medie rende più probabili precipitazioni intense e sequenze prolungate. La Met Office ha ricordato che la crisi climatica sta modificando la distribuzione stagionale delle piogge nel Regno Unito, con inverni più umidi e maggiore variabilità.
Non tutta l’acqua caduta si traduce però in riserve utili. Parte delle precipitazioni defluisce rapidamente, provocando allagamenti senza ricaricare in modo efficace falde e invasi. Alcuni serbatoi restano sotto la media mentre altri raggiungono livelli critici. Gli idrologi sottolineano che la distribuzione nel tempo e nello spazio conta quanto il totale annuo.
Sul piano delle difese, Londra dispone della Thames Barrier, barriera mobile contro le maree di tempesta, che ha effettuato regolarmente le chiusure di prova tra gennaio e febbraio 2026. Tuttavia le esondazioni a monte, come in Oxfordshire, non dipendono dall’estuario. È in corso l’iter per l’Oxford Flood Alleviation Scheme, un progetto che prevede la creazione di un nuovo canale e l’abbassamento di terreni per aumentare la capacità di espansione naturale del fiume. L’avvio dei lavori è previsto nella parte finale del 2026.
Le previsioni della Met Office indicano una prosecuzione di condizioni instabili, con brevi pause alternate a nuove perturbazioni. I meteorologi hanno parlato di una fase senza una fine immediata, sottolineando che la persistenza è il fattore determinante.
Le amministrazioni locali invitano i residenti a iscriversi ai sistemi di allerta della Environment Agency e a conoscere la differenza tra “flood alert” e “flood warning”. Le università e i consigli distrettuali, come il South Oxfordshire District Council, raccomandano di pianificare vie di fuga su terreno elevato, sapere come interrompere gas ed elettricità e preparare il necessario per un’eventuale evacuazione. Le piogge prolungate aumentano anche il rischio di rigurgiti fognari, gestiti in quest’area da Thames Water.
L’inverno 2026 ha mostrato come una sequenza continua di precipitazioni possa mettere sotto pressione infrastrutture, campagne e centri abitati. Dalle stalle del Sud-Ovest ai sottopassi chiusi lungo il Tamigi, il sistema ha reagito ma resta esposto. Le immagini delle case sull’acqua, comprese quelle di proprietà note al grande pubblico, hanno reso visibile un dato strutturale: in un clima che cambia, la gestione del territorio e delle piene non è più una questione episodica ma una priorità permanente.
Fonti: Met Office, Environment Agency, Financial Times, Università di Reading, Oxford City Council, Check for flooding – UK Government, South Oxfordshire District Council, Thames Water.
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