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16 Febbraio 2026 - 13:34
Favria a tavola: la fagiolata di Carnevale diventa festa di comunità
Favria si sveglia con un profumo che non lascia dubbi. È quello dei fagioli che sobbollono lentamente nei grandi paioli, mescolati con pazienza fin dalle prime ore del mattino. Un aroma pieno, avvolgente, che attraversa le strade e arriva fino alle case. È il profumo della memoria, della festa condivisa, della tradizione che si rinnova. È il profumo della fagiolata di Carnevale.
Domenica 15 febbraio l’appuntamento ha assunto un significato ancora più speciale. Due storiche realtà del paese, gli Alpini e la Pro Loco, hanno deciso di unire le forze per dare vita a un’unica grande festa. Non una semplice collaborazione organizzativa, ma un segnale concreto di unità, amicizia e spirito di comunità. Gli Alpini, che custodiscono questa tradizione da oltre cinquant’anni nella loro sede, e la Pro Loco, che negli anni ha contribuito a far crescere l’evento portandolo prima in piazza e poi nel salone polivalente, hanno lavorato fianco a fianco con entusiasmo e grande partecipazione.

Il risultato parla da sé: oltre 270 persone hanno preso parte alla giornata. Circa 120 si sono sedute a tavola nel salone polivalente per condividere il pranzo, mentre più di 150 porzioni sono state distribuite da asporto a chi ha scelto di portare a casa un pezzo di festa. Numeri importanti per un paese che dimostra, ancora una volta, quanto tenga alle proprie tradizioni.
Eppure i numeri, da soli, non bastano a raccontare l’atmosfera. La fagiolata è prima di tutto convivialità. È il rumore delle sedie che si spostano, il tintinnio dei bicchieri, le risate che si rincorrono da un tavolo all’altro. È il piacere di ritrovarsi, di scambiare due parole con chi non si vede da tempo, di condividere racconti e ricordi davanti a un piatto fumante. È l’orgoglio di chi serve e lo sguardo soddisfatto di chi assaggia.
Dietro a tutto questo c’è un impegno silenzioso ma fondamentale. Tredici Alpini effettivi, affiancati da ventidue aggregati, insieme ai volontari della Pro Loco, hanno dedicato tempo ed energie alla preparazione, al servizio e al riordino. Un lavoro di squadra fatto di mani operose e disponibilità concreta, che trasforma una semplice domenica in un momento autentico di comunità.
Nel piatto, intanto, prende forma la tradizione. I fagioli cucinati lentamente con la carne di maiale e le immancabili quaiette – le cotiche arrotolate, ricche e saporite – raccontano una storia che affonda le radici nel passato. Un tempo rappresentavano il pasto sostanzioso che precedeva la Quaresima, un momento di abbondanza dopo i mesi invernali più duri. Un piatto semplice negli ingredienti, ma carico di significato: nutrimento, condivisione, festa.
Ed è proprio nella condivisione che si trova il cuore della fagiolata. Sedersi a tavola insieme significa riconoscersi parte di una comunità. I bambini osservano curiosi, gli anziani ricordano le edizioni di un tempo, le famiglie si riuniscono, gli amici brindano. Ogni tavolo diventa uno spazio di relazioni e semplicità, dove il tempo sembra rallentare.
La giornata si chiude con piatti svuotati fino all’ultimo cucchiaio, strette di mano sincere e la soddisfazione negli occhi di chi ha lavorato per settimane dietro le quinte. Favria non celebra soltanto una ricetta, ma un modo di stare insieme, un patrimonio che continua a vivere grazie all’impegno delle associazioni e alla partecipazione dei cittadini.
Perché la fagiolata, in fondo, è questo: come i fagioli, la carne e le quaiette si fondono in un sapore unico, così le persone, quando collaborano, riescono a creare qualcosa che va oltre il semplice pranzo. Un’esperienza che scalda il cuore, rafforza i legami e resta nella memoria collettiva.
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