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14 Febbraio 2026 - 15:58
Battaglia delle arance a Ivrea ... Tutto quel che c'è da sapere
Non è una festa. È una ferita che ogni anno si riapre.
A Ivrea il Carnevale non è zucchero filato e sorrisi di cartapesta. È storia che si ribella. È una città che decide di ricordarsi chi è, lanciando arance contro il potere. Non per gioco. Per memoria.
La Battaglia delle Arance non nasce per intrattenere i turisti con la macchina fotografica pronta. Nasce da una leggenda che parla di tirannia, di un signorotto feudale che pretendeva lo ius primae noctis e di una giovane mugnaia che, invece di piegarsi, gli taglia la testa. Un gesto che diventa simbolo. Rivolta. Popolo contro oppressione. E da lì la scintilla: il castello incendiato, la sommossa, la libertà conquistata con le mani sporche.
Oggi quelle mani stringono arance.
Tre giorni di battaglia vera, fisica, feroce. Non c’è finzione quando un’arancia ti colpisce in pieno petto. Non c’è teatro quando senti il rumore secco dell’impatto sull’elmetto, quando l’asfalto diventa una poltiglia arancione, quando l’odore acre degli agrumi si mescola al sudore e all’adrenalina.
Da una parte i carri da getto, che rappresentano le armate del tiranno. Dall’altra gli aranceri a piedi, nove squadre, ognuna con i propri colori, la propria storia, il proprio orgoglio. Non sono figuranti: sono cittadini. Operai, studenti, professionisti. Gente normale che per tre giorni diventa popolo in rivolta.
E poi c’è lei. La Mugnaia. Non una maschera qualsiasi, ma il volto della disobbedienza. Quando attraversa la città, l’applauso non è per folklore. È per ciò che rappresenta: il coraggio di dire no. Di spezzare una catena.
Chi non l’ha mai vista pensa sia solo una gigantesca sagra degli agrumi. Non capisce. Non sente. Perché qui non si partecipa per guardare: si partecipa per esserci. E se non vuoi combattere, indossi il berretto rosso e diventi “intoccabile”. È una regola non scritta che tutti rispettano. Perché la battaglia è dura, ma l’onore conta.
Certo, le polemiche non mancano. Ogni anno si discute di costi, sicurezza, cavalli, sprechi. È il destino di ogni tradizione che sopravvive nel presente. Ma la verità è che la Battaglia delle Arance non è rimasta viva per ostinazione. È rimasta viva perché è identità.
Quando cala il martedì grasso, la città è devastata. Letteralmente coperta di arance schiacciate. Ma dentro c’è una sensazione difficile da spiegare: come se, per tre giorni, Ivrea avesse ricordato a sé stessa che la libertà non è un concetto astratto. È qualcosa che si difende. Anche simbolicamente. Anche lanciando un frutto.
E forse è proprio questo il punto. In un tempo in cui tutto è spettacolo, qui la festa è ancora partecipazione. Corpo contro corpo. Sguardo contro sguardo.
Non è una cartolina.
È una battaglia.
ore 09.00
Fagiolate.
Distribuzione dei fagioli grassi presso le Fagiolate del Castellazzo (piazza Maretta), San Lorenzo (Ex Polveriera), via Dora Baltea e San Bernardo (piazza della Chiesa).
ore 09.30
Giuramento di Fedeltà del Magnifico Podestà in piazza Castello.
ore 10.00
Visita della Mugnaia e del Generale alla Fagiolata Benefica del Castellazzo in piazza Maretta.
Giuramento degli Armigeri al Podestà in Piazza di Città
ore 10.30
Cerimonia della Preda in Dora sul Ponte Vecchio.
Il Podestà, accompagnato dal suo seguito, dai Credendari, dagli Alfieri e dai Pifferi e Tamburi, getta dietro di sé la pietra tratta dal Castellazzo in segno di rifiuto di ogni forma di tirannia. La Mugnaia con il Generale, lo Stato Maggiore e la Scorta d’Onore assistono alla Cerimonia dalla sponda destra del fiume.
ore 11.00
Sfilata dei gruppi ospiti sul Lungo Dora e presentazione in Piazza di Città.
ore 13.00
Inquadramento dei Carri da getto in corso M. d’Azeglio e preparazione alla Battaglia delle Arance.
ore 14.00
Inizio della Marcia del Corteo Storico da Piazza di Città e sfilata dei gruppi ospiti.
Battaglia delle arance. Le nove Squadre a piedi danno vita alla Battaglia delle arance con i tiratori sui Carri da Getto nelle piazze di tiro: piazza Ottinetti, Piazza di Città, Borghetto, piazza del Rondolino e piazza Freguglia.
ore 15.00
Sfilata ed esibizione di gruppi di sbandieratori in corso Massimo d'Azeglio.
ore 17.30
Generala in Piazza di Città.
ore 09.30
Zappate degli Scarli. Il Generale accompagna le coppie di sposi designate sul luogo dove sarà innalzato lo Scarlo.
ore 9.30 Parrocchia di San Maurizio;
ore 10.00 Parrocchia di Sant’Ulderico;
ore 10.30 Parrocchia di San Lorenzo;
ore 11.00 Parrocchia di San Salvatore;
ore 11.30 Parrocchia di San Grato
ore 12.30
Cerimonia della consegna dell’Albero della Libertà in Piazza di Città
ore 13.00
Trofeo Pich e Pala in Piazza di Città. Sfida di tiro lungo dell’arancia.
Inquadramento dei Carri da getto in corso M. d’Azeglio
ore 14.00
Marcia del Corteo Storico a piedi e visita alle Squadre degli aranceri: Tuchini del Borghetto, Mercenari, Diavoli, Pantere, Credendari, Scacchi, Arduini, Asso di Picche e Morte.
Battaglia delle arance. Le nove Squadre a piedi danno vita alla Battaglia delle arance con i tiratori sulle Pariglie e sui Tiri a quattro su un unico percorso: piazza Ottinetti, Piazza di Città, Borghetto, piazza del Rondolino e piazza Freguglia.
ore 17.30
Generala in Piazza di Città.
ore 11.00
Palio degli Aranceri in piazza Ottinetti.
ore 13.00
Inquadramento dei Carri da getto in corso M. d’Azeglio
ore 14.00
Inizio della Marcia del Corteo Storico e sfilata dei gruppi ospiti.
Battaglia delle arance
ore 18.00
Premiazione delle Squadre degli aranceri a piedi e dei carri da getto in Piazza di Città.
ore 20.15
Partenza del Corteo Storico per l’abbruciamento degli Scarli delle Parrocchie di San Maurizio, Sant’Ulderico e San Lorenzo.
ore 21.30
Abbruciamento dello Scarlo della Parrocchia San Salvatore alla presenza della Vezzosa Mugnaia in Piazza di Città.
ore 22.15
Abbruciamento dell’ultimo Scarlo, Parrocchia di San Grato in piazza Lamarmora
Marcia funebre.
ore 22.45
Tradizionale saluto “Arvédze a giòbia ‘n bot” in piazza Ottinetti.
Dopo la fine della marcia in piazza Ottinetti, il Generale e lo Stato Maggiore tenendosi a braccio e cantando la Canzone del Carnevale si recano di corsa al Palazzo Municipale.
ore 23.00
Verbale di chiusura in Piazza di Città.
ore 11.00
Tradizionale distribuzione di polenta e merluzzo organizzata dal Comitato della Croazia - Polenta e Merluzzo in piazza Lamarmora.

CARNEVALE 2026: MODALITA' ACCESSO PER I RESIDENTI ALL'AREA A PAGAMENTO
Domenica 15 febbraio 2026 l'accesso pedonale all'area, appositamente transennata, interessata dallo svolgimento della manifestazione dello Storico Carnevale di Ivrea, sarà subordinato, come già nelle passate edizioni, al pagamento di un biglietto di ingresso.
I residenti a Ivrea potranno circolare liberamente e non saranno, quindi, tenuti al pagamento del biglietto, previa esibizione al personale in servizio presso i varchi di accesso di (ordine di priorità):
LA VOCE DEL CANAVESE
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