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14 Febbraio 2026 - 00:21
Louvre allagato: tubo del riscaldamento cede, soffitto del 1819 danneggiato a pochi metri dalla Gioconda
Poco prima di mezzanotte, tra il 12 e il 13 febbraio 2026, una perdita d’acqua ha messo in allarme il Musée du Louvre. Alle 23:30, secondo la ricostruzione fornita dalla direzione del museo e ripresa dalla stampa francese, una tubatura del circuito di riscaldamento ha ceduto in un locale tecnico dell’ala Denon. L’acqua ha raggiunto la sala 707, uno snodo centrale del percorso espositivo, danneggiando il soffitto dipinto nel 1819 da Charles Meynier, autore neoclassico noto per le sue grandi composizioni celebrative.

I vigili del fuoco sono intervenuti in pochi minuti e hanno bloccato l’afflusso alle 00:10. Il danno era già visibile: due lacerazioni e sollevamenti della pellicola pittorica su una porzione del soffitto intitolato “Il trionfo della pittura francese, apoteosi di Poussin, Le Sueur e Le Brun”. L’architetto capo dei Monumenti storici ha escluso problemi strutturali, ma una restauratrice incaricata delle prime verifiche ha confermato la presenza di distacchi nella superficie dipinta e ha avviato rilievi più approfonditi. La riapertura della sala è stata valutata con cautela, subordinata alla messa in sicurezza dell’area.
La sala 707 si trova lungo il percorso che conduce alla sala 711, dove è esposta la Gioconda. Per motivi di sicurezza sono state chiuse anche le sale 706 e 708. Il 13 febbraio i visitatori hanno trovato deviazioni obbligate e code più lunghe. Il museo ha segnalato sul proprio sito le chiusure “per cause indipendenti dalla nostra volontà”, mentre i sindacati CFDT (Confédération Française Démocratique du Travail) e CGT (Confédération Générale du Travail)hanno confermato le infiltrazioni e la temporanea interdizione della sala 707.
Nelle sale interessate sono esposti dipinti del Quattrocento e Cinquecento italiano e lombardo. Tra le opere figurano il “Calvario con San Domenico in preghiera” del Beato Angelico e il “Cristo benedicente” di Bernardino Luini. Non risultano danni diretti ai dipinti, ma il museo ha preferito sospenderne temporaneamente la fruizione per consentire controlli su microclima, supporti e cornici. In casi di infiltrazioni, anche variazioni limitate di umidità possono compromettere tavole e tele, causando deformazioni o distacchi degli strati pittorici. Il Louvre non ha diffuso un bollettino tecnico dettagliato sugli eventuali effetti indiretti, limitandosi a confermare che le verifiche sono in corso.
Non è il primo episodio. A novembre 2025 un’altra perdita aveva colpito l’area bibliotecaria del Dipartimento delle Antichità Egizie, danneggiando tra 300 e 400 volumi e materiali di consultazione. In quel caso la causa era stata individuata nell’apertura accidentale di una valvola del sistema di riscaldamento e ventilazione. Il museo aveva già programmato la sostituzione di impianti obsoleti a partire da settembre 2026. L’episodio di febbraio riporta l’attenzione sul tema della manutenzione in un edificio storico che accoglie milioni di visitatori l’anno.
Nel 2024 il Musée du Louvre ha registrato circa 8,7 milioni di ingressi, con una forte presenza di pubblico internazionale. Negli ultimi mesi l’istituzione ha affrontato anche scioperi del personale e un’inchiesta su una presunta frode alla biglietteria che, secondo quanto riferito, avrebbe provocato un danno superiore ai 10 milioni di euro. In ottobre, inoltre, nella vicina Galerie d’Apollon è avvenuto il furto di gioielli storici per un valore stimato di circa 88 milioni di euro. Una sequenza di criticità che ha alimentato interrogativi sulla gestione complessiva della sicurezza e delle infrastrutture.
L’acqua rappresenta uno dei rischi più insidiosi per i musei. Non si limita a bagnare le superfici: altera gli equilibri igrometrici, favorisce la formazione di sali e può indebolire intonaci e pigmenti. Nei soffitti dipinti come quello di Charles Meynier, la penetrazione dell’umidità può generare rigonfiamenti e microlesioni che richiedono consolidamenti puntuali. In base alle prassi conservative adottate nei principali musei europei, interventi di emergenza prevedono asciugature controllate, monitoraggi costanti dell’umidità e applicazioni di materiali reversibili per stabilizzare le parti sollevate. Il Louvre non ha reso pubblici i dettagli tecnici dell’operazione, ma ha confermato che il personale interno e restauratori specializzati sono intervenuti immediatamente.
Resta aperta la questione degli impianti. Il museo occupa un complesso architettonico stratificato nei secoli, con sistemi tecnologici aggiornati in più fasi. La sostituzione di reti di riscaldamento e ventilazione richiede tempi lunghi e investimenti significativi. Negli ultimi anni la direzione ha rivisto anche la politica tariffaria, introducendo aumenti per i visitatori extra Unione Europea con l’obiettivo dichiarato di sostenere i costi di manutenzione e sicurezza.
Per chi ha programmato una visita nei prossimi giorni, il consiglio è verificare gli aggiornamenti ufficiali prima dell’ingresso. La Gioconda risulta accessibile, ma i percorsi possono subire variazioni in base all’avanzamento dei lavori nella zona 706-708. Il museo ha indicato che ulteriori comunicazioni verranno pubblicate sul sito istituzionale.
La perdita del 12 febbraio ha mostrato quanto sia fragile l’equilibrio tra conservazione e fruizione in un’istituzione di questa scala. L’intervento rapido ha limitato le conseguenze più gravi, ma le due lacerazioni sul soffitto di Charles Meynier restano un segnale concreto. La tutela del patrimonio passa anche da interventi invisibili: controlli periodici, sostituzioni programmate, sistemi di allerta efficienti. Nei prossimi giorni il Musée du Louvre completerà la diagnostica sul soffitto, definirà il piano di consolidamento e comunicherà tempi e modalità di riapertura definitiva della sala 707.
Fonti: Musée du Louvre (comunicati ufficiali); Le Monde; Le Figaro; France Info; dichiarazioni dei sindacati CFDTe CGT riportate dalla stampa francese.
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