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15 Febbraio 2026 - 07:00
La NATO può essere paralizzata con 15.000 soldati? Il wargame tedesco che simula il corridoio russo tra Kaliningrad e Lituania
Un’esercitazione strategica tedesca, rilanciata da WELT, ha simulato uno scenario preciso: un’incursione russa limitata tra Kaliningrad e la Lituania, costruita su una giustificazione “umanitaria”, capace di mettere in difficoltà la capacità decisionale della NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord). Non una guerra su larga scala, ma un’operazione calibrata. Secondo la simulazione, sarebbero bastati 15.000 militari, sostenuti da droni, mine e artiglieria, per bloccare infrastrutture chiave e guadagnare tempo politico. Il punto non era conquistare territorio, ma paralizzare la reazione dell’Alleanza.
Il wargame è stato organizzato da WELT insieme al German Wargaming Center della Helmut-Schmidt-Universitätdi Amburgo. Due squadre, una che rappresentava un governo occidentale e una che impersonava il Cremlino, hanno agito all’interno di uno scenario realistico. Tra i partecipanti c’erano l’ex segretario generale della CDU (Unione Cristiano-Democratica di Germania) Peter Tauber, nel ruolo del cancelliere tedesco, e l’analista Alexander Gabuev, nel ruolo di un presidente russo fittizio. Il progetto, raccontato nella serie “Ernstfall” di WELT, ha messo alla prova tempi decisionali, reazioni politiche e limiti operativi.
Nel gioco, la crisi è iniziata con la dichiarazione di una presunta emergenza umanitaria a Kaliningrad, l’exclave russa tra Polonia e Lituania. Mosca ha chiesto un corridoio di transito attraverso il territorio lituano. Dal punto di vista giuridico la richiesta appariva debole. Sul piano comunicativo, invece, era sufficiente a generare incertezza. Era un attacco armato? Era una provocazione? Era un’operazione di soccorso? Mentre le capitali occidentali discutevano, le truppe si muovevano.
L’obiettivo tattico individuato nel wargame era la città lituana di Marijampolė, vicina alla cosiddetta Suwalki Gap, una fascia di circa 65 chilometri che collega via terra le Repubbliche baltiche al resto della NATO. Controllare quell’area significa poter isolare Lituania, Lettonia ed Estonia. Diversi centri studi occidentali, tra cui CSIS (Center for Strategic and International Studies) e RAND Corporation, hanno già indicato la Suwalki Gap come uno dei punti più vulnerabili del fianco orientale dell’Alleanza.

La simulazione non prevedeva un’avanzata profonda. Il fulcro era l’interdizione. Droni armati, artiglieria a lungo raggio, mine disseminate anche tramite sistemi aerei senza pilota e disturbo elettronico avrebbero consentito di esercitare quello che in ambito militare viene definito “controllo del fuoco”. Strade, ferrovie e snodi logistici sarebbero diventati percorribili solo a costo di ritardi e perdite. Le forze NATO avrebbero visto il problema, ma avrebbero impiegato tempo per intervenire in modo efficace. L’obiettivo era creare un fatto compiuto e costringere gli alleati a scegliere tra escalation immediata e negoziato da una posizione indebolita.
Nel wargame le prime 24-48 ore si sono rivelate decisive. La Casa Bianca, nello scenario simulato, ha evitato inizialmente di qualificare l’azione come un caso da Articolo 5, la clausola di difesa collettiva della NATO. Germaniae Polonia hanno mostrato approcci diversi: Varsavia ha mobilitato forze senza oltrepassare il confine, Berlino ha privilegiato sanzioni e gestione diplomatica. In questa finestra temporale si è concentrato l’effetto strategico: non la superiorità numerica, ma il dubbio politico.
Dal 2023, dopo il Vertice di Vilnius, la NATO ha adottato nuovi piani di difesa regionali e ha aumentato il livello di prontezza fino a 300.000 militari ad alta disponibilità. Sono stati definiti tre piani principali – Nord Atlantico, Centro-Baltico e Sud – e rafforzata la Allied Reaction Force. La Germania ha annunciato lo schieramento permanente della Brigata corazzata 45 in Lituania, circa 5.000 effettivi con basi previste a Rukla e Rūdininkai entro il 2027. È la prima presenza stabile di una brigata tedesca all’estero dalla Seconda guerra mondiale.
Anche i Paesi baltici hanno accelerato. Lituania, Lettonia ed Estonia hanno avviato la Baltic Defence Line, una linea difensiva con ostacoli anticarro, strutture in cemento note come “dragon’s teeth”, trincee e predisposizioni per la demolizione controllata di ponti in caso di invasione. L’esperienza della guerra in Ucraina ha inciso sulle scelte operative. Vilnius ha annunciato un aumento della spesa militare fino al 5-6% del prodotto interno lordo nei prossimi anni.
L’analista militare Franz-Stefan Gady, coinvolto nella simulazione, ha sostenuto che una strategia russa potrebbe puntare a obiettivi limitati ma politicamente destabilizzanti. Non occupare interamente i Paesi baltici, ma dimostrare che la NATO fatica a reagire sotto una certa soglia di ambiguità. In questo schema, la deterrenza non viene testata sul campo aperto, ma nel tempo che intercorre tra un’azione e la risposta collettiva.
Il wargame ha messo in evidenza tre fattori: la rapidità delle decisioni, la resilienza logistica e la gestione della narrativa pubblica. Un attacco ibrido potrebbe includere anche cyberattacchi a sistemi bancari, reti energetiche e comunicazioni, come ipotizzato nella serie “Ernstfall”. Interruzioni nei pagamenti digitali o nei trasporti potrebbero amplificare la pressione sulle autorità politiche.
Un’esercitazione non equivale a una previsione. Semplifica, ipotizza, riduce variabili. Tuttavia, serve a testare procedure e a individuare fragilità. Il dibattito generato dall’iniziativa di WELT è stato ripreso da testate internazionali come Wall Street Journal, Focus Online e NDTV. Il tema riguarda l’intero spazio europeo, in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e da un quadro politico statunitense meno prevedibile rispetto al passato.
Il messaggio che emerge dalla simulazione non è che 15.000 uomini possano sconfiggere la NATO sul piano militare. È che un’azione limitata, costruita sull’ambiguità giuridica e sulla pressione temporale, può mettere alla prova la coesione politica dell’Alleanza. La deterrenza, in questo scenario, dipende dalla chiarezza preventiva sulle soglie di risposta e dalla capacità di reagire in tempi compatibili con l’operazione avversaria.
Fonti: WELT, German Wargaming Center – Helmut-Schmidt-Universität, CSIS (Center for Strategic and International Studies), RAND Corporation, Wall Street Journal, Focus Online, NDTV.
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