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Raccolta firme per la sicurezza in via Pirandello a Borgaro: dopo 4 mesi ancora nessuna risposta dal Comune

Depositata il 30 settembre, la richiesta dei residenti non ha ricevuto alcuna risposta formale. Ora scatta l’interrogazione

Raccolta firme per la sicurezza in via Pirandello a Borgaro: dopo 4 mesi ancora nessuna risposta dal Comune

Raccolta firme per la sicurezza in via Pirandello a Borgaro: dopo 4 mesi ancora nessuna risposta dal Comune

Il 30 settembre 2025 decine di residenti di via Pirandello a Borgaro hanno depositato una raccolta firme per chiedere interventi urgenti sulla sicurezza stradale. A oggi, dopo oltre quattro mesi, dal Comune non è arrivata alcuna risposta formale.

La richiesta era precisa, circoscritta, concreta: installazione o ripristino di dossi rallentatori e posa di cartellonistica adeguata in una strada a prevalente destinazione residenziale dove – denunciano i cittadini – le auto transitano a velocità sostenuta, con rischi evidenti per pedoni, anziani e bambini. Non un generico malumore, ma un atto protocollato, sottoscritto da svariati residenti e formalmente depositato negli uffici comunali.

Eppure, dal 30 settembre in avanti, il silenzio. Nessuna comunicazione scritta ai promotori. Nessuna risposta ufficiale. Nemmeno dopo il sollecito protocollato il 4 novembre 2025, indirizzato all’assessore alla Viabilità Fabrizio Chiancone. Il tempo è passato, le firme sono rimaste agli atti, ma la questione – sostengono i firmatari – non ha avuto seguito visibile.

Il caso ora entra ufficialmente nel dibattito politico.

Il gruppo di minoranza Uniti per Cambiare ha depositato un’interrogazione con risposta scritta per capire cosa sia stato fatto – e soprattutto cosa non sia stato fatto – dopo il deposito della raccolta firme. Nel documento si chiede se siano stati forniti riscontri ai promotori, quali atti istruttori siano stati attivati, se vi siano stati sopralluoghi, relazioni tecniche, pareri della Polizia Locale o valutazioni dell’Ufficio tecnico.

Elisa Cibrario Romanin del gruppo Uniti per Cambiare

La domanda politica è lineare: l’Amministrazione ha aperto un’istruttoria oppure la richiesta è rimasta in un cassetto? E, soprattutto, entro quali tempi intende decidere sugli interventi richiesti? Nell’interrogazione si chiedono termini certi e non ulteriormente differibili per valutare e, se del caso, attuare le misure proposte.

«Non stiamo parlando di una polemica politica, ma di una istanza collettiva dei cittadini, protocollata e ignorata», si legge nel comunicato della minoranza. Parole che spostano il baricentro: qui non si tratta di uno scontro tra maggioranza e opposizione, ma di una richiesta che nasce dal basso. E ancora: «Non rispondere a una raccolta firme significa voltare le spalle ai cittadini».

Il tema, del resto, è uno di quelli che non ammettono leggerezze. La sicurezza stradale in un’area residenziale riguarda la quotidianità: attraversamenti, passeggini, anziani che escono di casa, bambini che rientrano da scuola. Non servono grandi opere, sostengono i firmatari, ma interventi puntuali e mirati. Proprio per questo il silenzio pesa di più.

L’interrogazione richiama esplicitamente i principi di trasparenza, partecipazione e correttezza amministrativa, sottolineando che il mancato riscontro a un’istanza collettiva su un tema sensibile non è compatibile con i principi di buona amministrazione. È un passaggio che va oltre il singolo episodio: mette in discussione il metodo con cui l’ente si rapporta ai cittadini quando questi scelgono la via formale, protocollano, firmano, attendono.

Non è la prima volta che a Borgaro la questione della viabilità accende il confronto pubblico. Ma qui il nodo non è solo tecnico. È politico. Perché tra una promessa di attenzione alla partecipazione e una pratica amministrativa fatta di silenzi si apre uno scarto evidente. E quello scarto alimenta sfiducia.

Il Consiglio comunale sarà chiamato ora a fare chiarezza. L’assessore dovrà rispondere punto per punto: se esistono atti, se esistono valutazioni, se esiste una decisione. Oppure se la scelta è stata quella di non intervenire. Anche questa sarebbe una risposta, purché motivata e messa nero su bianco.

Perché in democrazia la differenza non la fa solo ciò che si realizza, ma anche il modo in cui si spiega ciò che non si fa. Il silenzio, invece, lascia spazio alle interpretazioni. E in via Pirandello, dopo quattro mesi, le interpretazioni stanno prendendo il posto delle risposte.

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