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13 Febbraio 2026 - 16:22
«Difendere l’abitazione significa rispettare i sacrifici di una vita e proteggere ciò che per migliaia di famiglie rappresenta molto più di un bene materiale. La casa è il luogo degli affetti, delle radici, della sicurezza quotidiana: è lo spazio in cui si crescono i propri figli, si costruisce un futuro e si trasmettono valori. Per Forza Italia la casa è un bene primario: non solo patrimonio, ma presidio di stabilità, libertà e dignità personale». Questa la visione che guida la strategia politica del senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito in Piemonte, da anni punto di riferimento sulle politiche dell’abitare.
Un lavoro che ha trovato un riscontro concreto nella Legge di Bilancio 2026, dove il tema casa torna finalmente centrale nelle scelte economiche e sociali del Paese. In una fase segnata da tensioni internazionali e dalla necessità di tenere in equilibrio i conti pubblici, la scelta è stata chiara: non colpire il risparmio degli italiani e non trasformare l’abitazione in uno strumento di prelievo.
«La casa non può diventare un bancomat fiscale – sottolinea il senatore Rosso – ed è per questo che, con l’approvazione degli emendamenti a mia firma, Forza Italia ha inciso in modo determinante sulla Manovra». Emendamenti che hanno rafforzato la tutela dei piccoli proprietari, bloccando nuovi aumenti della tassazione e impedendo l’innalzamento della cedolare secca sugli affitti brevi. «Parliamo di misure di giustizia sociale ed equilibrio, che difendono chi possiede un immobile, spesso frutto di una vita di lavoro, evitando scelte punitive che avrebbero colpito il mercato e reso più difficile l’accesso alla casa».
Un’azione che non nasce oggi. Rosso segue da anni i dossier legati all’abitare, sia in Parlamento sia come responsabile nazionale del Dipartimento Casa di Forza Italia, portando avanti una linea coerente: difendere la proprietà privata, garantire certezza fiscale, tutelare il diritto a vivere e investire senza paura di continui cambi di regole.
Accanto al capitolo fiscale, l’attenzione è ora rivolta alla trasformazione profonda delle città. In qualità di relatore in Senato della legge quadro sulla Rigenerazione urbana, il senatore azzurro sta portando avanti un provvedimento strategico che punta a unificare e semplificare una normativa frammentata, offrendo strumenti concreti a Comuni, imprese e investitori. «Rigenerare significa recuperare l’esistente, fermare il consumo di suolo e restituire qualità agli spazi urbani – spiega –. Significa rimettere realmente al centro le persone, i quartieri, la vita quotidiana e l’attenzione all’ambiente».
La Rigenerazione urbana diventa così anche una leva decisiva per la sicurezza. Quartieri curati, spazi pubblici illuminati, servizi di prossimità e funzioni miste contrastano degrado e marginalità. «Le città più vissute sono le città più sicure – evidenzia Rosso – perché dove c’è comunità, presenza e qualità urbana c’è meno spazio per l’abbandono e la criminalità».

Cuore della riforma è un modello urbano moderno, ispirato al principio della “città dei 15 minuti”: quartieri in cui i servizi essenziali sono raggiungibili a piedi, in sicurezza e senza barriere. Significa ambulatori, farmacie, scuole, trasporti, spazi verdi, presìdi sociali e commercio di prossimità collocati vicino alle persone, soprattutto anziani, persone con disabilità e cittadini fragili, che oggi pagano più di altri la distanza, il degrado e l’assenza di servizi. Rigenerazione urbana vuol dire demolire e ricostruire, rendendo gli edifici più moderni, efficienti e accessibili.
«È questa la politica del buon senso – conclude il senatore Rosso – che difende la casa, rende le città più a misura d’uomo e rafforza il Paese senza scaricare nuovi costi sulle spalle dei cittadini».
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