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“Regno Unito colonizzato dagli immigrati”. Numeri sbagliati, bufera politica e Manchester United nella tempesta

Scontro con Starmer, verifica della FA, tifosi in rivolta e dati ufficiali che smentiscono le cifre del patron di INEOS. Dal campo alla politica, il caso esplode in 48 ore

 “Regno Unito colonizzato dagli immigrati”. Numeri sbagliati, bufera politica e Manchester United nella tempesta

“Regno Unito colonizzato dagli immigrati”. Numeri sbagliati, bufera politica e Manchester United nella tempesta

Allo scoccare del mezzogiorno del 1 febbraio 2026, una colata di fumo rosso ha invaso Sir Matt Busby Way. Centinaia di tifosi con maschere da clown hanno marciato verso Old Trafford, tra cori contro i proprietari e striscioni indirizzati a un nome preciso: Sir Jim Ratcliffe. La protesta è nata per questioni calcistiche e gestionali, ma nel giro di pochi giorni si è trasformata in altro. Il 12 febbraio 2026, in un’intervista a Sky News registrata ad Anversa il giorno precedente, il co-proprietario del Manchester United ha dichiarato che il Regno Unito è stato “colonizzato dagli immigrati” e che nel Paese vivono “9 milioni di persone che dipendono dai sussidi”. Quelle parole hanno spostato il caso dal campo sportivo al dibattito politico nazionale.

Sir Jim Ratcliffe, presidente del gruppo chimico INEOS, ha sostenuto che il sistema di welfare “costa troppo” e che servono scelte dure per rimettere in equilibrio l’economia. Le frasi sono state rilanciate dai media in poche ore. La reazione è stata immediata e trasversale. Il primo ministro Keir Starmer ha definito i commenti “offensivi e sbagliati”, chiedendo scuse pubbliche. Anche Downing Street ha parlato di dichiarazioni divisive. Nel giro di quarantotto ore sono intervenuti esponenti politici, associazioni antidiscriminazione e gruppi di tifosi. La Football Association (FA, Federazione calcistica inglese) ha fatto sapere che avrebbe valutato se le parole potessero configurare un caso di “discredito del gioco”, ipotesi che può portare a un procedimento disciplinare.

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Lo stesso giorno, Ratcliffe ha diffuso una precisazione. Si è detto “dispiaciuto se la scelta delle parole ha offeso alcune persone”, ma ha ribadito la necessità di un’immigrazione “controllata e ben gestita” a sostegno della crescita economica. Non ha ritrattato il contenuto politico delle sue affermazioni, limitandosi a correggere il tono.

Un altro elemento ha alimentato la polemica: i numeri. Nell’intervista, Ratcliffe ha affermato che la popolazione del Regno Unito sarebbe passata da 58 milioni nel 2020 a 70 milioni oggi, con un aumento di 12 milioni in quattro anni. Le stime ufficiali dell’Office for National Statistics (ONS, Ufficio nazionale di statistica) raccontano un quadro diverso. Al 30 giugno 2020 la popolazione era circa 67,1 milioni, non 58. Al 30 giugno 2025 la stima provvisoria indicava 69,5 milioni. Il superamento della soglia dei 70 milioni è associato alle serie più aggiornate tra fine 2025 e inizio 2026. L’incremento effettivo dal 2020 a metà 2025 è stato di circa 2,4 milioni. La base di partenza indicata nell’intervista era dunque inferiore di quasi 9 milioni rispetto ai dati ufficiali.

Il tema immigrazione-welfare è più complesso di una cifra isolata. Negli ultimi anni la crescita demografica è stata sostenuta in larga parte dall’immigrazione netta, in un Paese caratterizzato da bassa natalità e invecchiamento progressivo. Le pressioni su sanità, scuola e abitazioni sono oggetto di analisi economiche e politiche, ma non emergono dalle statistiche immagini assimilabili a una “colonizzazione”. Le associazioni Kick It Out e Show Racism the Red Card, impegnate contro il razzismo nel calcio, hanno definito il linguaggio utilizzato “divisivo” e potenzialmente dannoso per la convivenza civile.

Il Manchester United ha preso posizione con una nota ufficiale. Il club ha ribadito di essere “orgoglioso di essere inclusivo e accogliente” e ha ricordato la campagna All Red All Equal, lanciata nel 2016 per promuovere uguaglianza, diversità e inclusione. La dichiarazione non ha citato direttamente Ratcliffe, ma ha sottolineato che la comunità di giocatori, staff e tifosi riflette la storia multiculturale di Manchester.

Le tensioni con la tifoseria erano già evidenti prima dell’intervista. Il gruppo The 1958 ha organizzato la manifestazione del 1 febbraio contro la famiglia Glazer e contro lo stesso Ratcliffe, criticando aumenti dei prezzi dei biglietti e scelte di governance considerate poco trasparenti. La Greater Manchester Police ha stimato tra 500 e 600 partecipanti, senza arresti. Dopo le dichiarazioni sull’immigrazione, il tono si è irrigidito. The 1958 ha parlato di “totale imbarazzo”. Il Manchester United Muslim Supporters Club (MUMSC) ha definito le parole “profondamente preoccupanti”, sostenendo che richiamano narrazioni dell’estrema destra.

Sul piano politico, oltre a Starmer, è intervenuto il sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, che ha definito le frasi “inaccurate e incendiarie”, ricordando che la città si è sviluppata grazie al contributo di persone provenienti da molte parti del mondo, compresi lavoratori del National Health Service (NHS, Servizio sanitario nazionale). La cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha parlato di commenti “disgustosi”. In diversi interventi pubblici è emerso anche il tema della residenza fiscale di Ratcliffe, trasferita a Monaco nel 2020. Secondo ricostruzioni di stampa, il trasferimento ha comportato minori entrate fiscali per il Tesoro britannico. I critici hanno sollevato una questione di coerenza tra la denuncia dei costi pubblici e le scelte personali.

Un ulteriore fronte riguarda il gruppo INEOS. L’azienda ha beneficiato, come molte grandi imprese europee, di sostegni pubblici sotto forma di garanzie e contributi per progetti industriali e per siti produttivi come Grangemouth. Questo dato è stato richiamato nel dibattito come elemento di contrasto rispetto alla critica generalizzata ai sussidi statali.

Il caso ha aperto una discussione più ampia sul linguaggio utilizzato da figure che guidano club sportivi globali. Il Manchester United non è solo una società calcistica quotata in borsa, ma un marchio con milioni di tifosi in diversi continenti. La prima squadra maschile conta giocatori di numerose nazionalità. In una città come Manchester, caratterizzata da forte pluralità culturale, il lessico adottato dai dirigenti ha un impatto che va oltre l’opinione personale.

Resta una questione politica legittima: quale livello di immigrazione è sostenibile per l’economia e per i servizi pubblici? È un interrogativo discusso in molte democrazie. Tuttavia, la qualità del confronto dipende dall’accuratezza dei dati e dalla precisione delle parole. Le statistiche dell’ONS mostrano un aumento demografico contenuto rispetto a quanto affermato nell’intervista e confermano che l’immigrazione ha contribuito alla crescita della forza lavoro in un contesto di invecchiamento. Le scelte di politica pubblica richiedono analisi dettagliate, non immagini sintetiche.

Per il Manchester United, la vicenda si inserisce in una fase delicata. Dal 2024 INEOS ha assunto il controllo delle operazioni calcistiche. I risultati sportivi sono stati altalenanti e la fiducia dei tifosi è già stata messa alla prova da decisioni economiche e tecniche. In questo contesto, una dichiarazione controversa può incidere sulla percezione della leadership più di una sconfitta sul campo.

La Football Association deve ancora chiarire se aprirà un procedimento formale. Non è certo che ci saranno sanzioni, ma la sola valutazione segnala che il confine tra opinione privata e responsabilità pubblica, per chi guida un club di questa dimensione, è sempre più sottile. Nel frattempo, il dibattito resta aperto. La vicenda mostra come, nell’era dei social media e della comunicazione continua, una frase possa spostare l’attenzione da una protesta sportiva a una crisi istituzionale nel giro di pochi giorni.

Fonti: Sky News; Office for National Statistics (ONS); comunicato ufficiale Manchester United; dichiarazioni pubbliche di Keir Starmer; dichiarazioni di Andy Burnham; dichiarazioni di Rachel Reeves; nota Football Association (FA); comunicati The 1958; dichiarazione Manchester United Muslim Supporters Club (MUMSC); comunicazioni aziendali INEOS; dati Greater Manchester Police.

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