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12 Febbraio 2026 - 22:23
Docenti “schedati” con un QR code davanti al Regina Margherita: bufera in Piemonte
Davanti ai cancelli del liceo Regina Margherita di Torino, ieri mattina, non c’erano soltanto studenti in ritardo e professori diretti in aula. C’erano anche dei volantini. E soprattutto un QR code. Un codice da inquadrare con il cellulare per “segnalare” docenti ritenuti politicamente sgraditi. Un gesto che riapre una ferita che molti pensavano rimarginata e che riporta al centro del dibattito il tema della libertà di insegnamento.
A denunciare l’episodio sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Laura Pompeo e Daniele Valle, che parlano senza mezzi termini di una “campagna intimidatoria” in corso anche in Piemonte. Secondo quanto riferiscono, la distribuzione dei volantini è proseguita nonostante la richiesta esplicita della dirigente scolastica di restare fuori dal perimetro di responsabilità dell’istituto. Nemmeno la minaccia di far intervenire le forze dell’ordine avrebbe fermato i promotori dell’iniziativa.

«Questa mattina, davanti al liceo Regina Margherita di Torino, si è verificata una nuova distribuzione di volantini con un QR code per “segnalare” docenti ritenuti politicamente sgraditi. Nonostante la richiesta esplicita della dirigente scolastica di rimanere al di fuori del perimetro di responsabilità della scuola, è, tuttavia, proseguito il volantinaggio delle cosiddette “liste di prescrizione”. Neppure la minaccia di far intervenire le forze dell’ordine è bastata a far desistere i promotori dell’iniziativa», affermano i due esponenti dem.
Parole che evocano scenari pesanti, in cui la scuola – luogo costituzionalmente deputato al pluralismo e alla formazione del pensiero critico – diventa terreno di schedature ideologiche. Pompeo e Valle parlano di un’azione organizzata e insistente, che richiede una risposta istituzionale netta. E accusano la Giunta guidata da Alberto Cirio di essersi finora sottratta al confronto.
«Un fatto che conferma la natura organizzata e insistente di questa campagna e che rende ancora più urgente una risposta istituzionale chiara e ferma e non il silenzio dietro al quale si sta trincerando la Giunta Cirio, nascondendosi dietro la scusa pretestuosa di una mancanza di competenza in materia», dichiarano ancora i consiglieri regionali.
Il nodo politico è tutto qui: competenza formale o responsabilità politica? Per il Partito Democratico, la distinzione non regge. La Regione, sostengono, non può limitarsi a osservare mentre davanti agli istituti superiori si distribuiscono materiali che invitano a “segnalare” insegnanti in base alle loro presunte posizioni politiche.
«Siamo di fronte a un tentativo di intimidazione che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e che richiama metodi che pensavamo consegnati alla storia. Abbiamo tentato, attraverso tutte le possibili vie istituzionali, di chiedere al centrodestra di prendere una posizione chiara e adottare azioni urgenti per porre rimedio a tale iniziativa politica intimidatoria. Ma non abbiamo ottenuto risposta», aggiungono Pompeo e Valle.
La campagna, spiegano, avrebbe una dimensione nazionale e sarebbe riconducibile – secondo quanto riportato – al movimento di estrema destra Azione Studentesca. Un elemento che amplia ulteriormente la portata della vicenda e la inserisce in un quadro più ampio, dove il confine tra iniziativa politica e pressione ideologica si fa sempre più sottile.
«La campagna, condotta su scala nazionale e che sembrerebbe riconducibile al movimento di estrema destra Azione Studentesca, non solo mina la libertà di insegnamento, ma rischia di alimentare un clima di sospetto e controllo ideologico all’interno delle scuole, luoghi che dovrebbero essere presidio di pluralismo, dialogo e crescita civile», concludono i due consiglieri.
Sul tema è stata presentata una mozione, prima firmataria Laura Pompeo, attualmente in attesa di discussione in Consiglio regionale. Un passaggio che potrebbe trasformare la polemica in un confronto formale tra maggioranza e opposizione.
Resta però l’immagine di quei volantini davanti a un liceo storico della città. Un QR code che promette segnalazioni. E una domanda politica che resta sospesa: la Giunta regionale intende intervenire o continuerà a considerare la vicenda come materia che non la riguarda?
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