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12 Febbraio 2026 - 07:07
Shakira
All’alba l’acqua è così limpida da sembrare assente. Sulla sabbia restano solo impronte di uccelli. Nessun edificio, nessun molo affollato, nessuna musica. Bonds Cay è rimasta quasi com’era: un’isola privata di circa 650 acri (circa 263 ettari), con oltre 21 chilometri di costa incontaminata, oggi di nuovo sul mercato per circa 25,2 milioni di euro, equivalenti a 30 milioni di dollari sterlina o 22 milioni di sterline inglesi secondo alcuni listing europei.
L’isola si trova nella porzione settentrionale delle Berry Islands, un gruppo di isolotti delle Bahamas caratterizzati da acqua trasparente, fondali bassi nei pressi delle coste e barriere coralline più profonde a poca distanza. La distanza da Nassau, la capitale dell’arcipelago, è di circa 37 miglia nautiche, mentre da Fort Lauderdale in Florida si arriva in 155 miglia nautiche. Questa posizione combina privacy estrema con accessibilità relativamente agevole tramite yacht, idrovolante o elicottero — un fattore cruciale per chi investe in proprietà insulari di lusso.
L’isola è oggi proposta in vendita da Corcoran CA Christie Bahamas, affiliata al gruppo immobiliare Corcoran Group. Nei listing ufficiali il prezzo è indicato come “Price Upon Request”, ma molte fonti internazionali riportano la cifra di circa 30 milioni di dollari come richiesta indicativa.
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A differenza di molte isole delle Bahamas ormai già sviluppate, Bonds Cay rimane largamente non edificata e incontaminata. Esiste una piccola infrastruttura turistica minimale, con bungalow in stile “glamping” e un bar fronte mare, ma non ci sono resort o complessi residenziali consolidati. Chi compra il terreno acquisisce una tela bianca su cui costruire, nell’ambito delle normative ambientali e urbanistiche delle Bahamas, con la necessità di realizzare infrastrutture chiave per energia, acqua e gestione dei rifiuti.
La notorietà dell’isola è legata a un progetto che non è mai decollato ma che resta centrale nel racconto del suo potenziale. Nell’autunno del 2006 una cordata di investitori che comprendeva la popstar Shakira e il musicista britannico Roger Waters dei Pink Floyd ha comprato Bonds Cay per circa 16 milioni di dollari. L’obiettivo dichiarato era trasformarla in una sorta di rifugio per artisti e luogo di residenza di lusso, con boutique hotel, ville e spazi creativi. Quel piano non ha mai visto cantieri significativi e l’isola è rimasta in larghissima parte allo stato naturale.
Non è totalmente chiaro da quanto tempo l’isola sia formalmente intestata agli stessi investitori originari o a veicoli societari collegati, né se sia stata trasferita privatamente nel corso degli anni. Tuttavia, questo collegamento con nomi internazionali del mondo della musica ha contribuito a collocare Bonds Cay nell’immaginario collettivo come “l’isola di Shakira”.
L’incremento del valore da circa 16 milioni di dollari nel 2006 a 30 milioni oggi riflette sia l’aumento dei prezzi degli asset esclusivi sia la crescente domanda globale di privacy, spazi aperti e luoghi remoti da parte di investitori e individui ad alto patrimonio netto.
La grandezza dell’isola e il contesto naturale costituiscono driver di interesse concreti: le spiagge bianche, le acque turchesi, l’ecosistema marino ricco che attira praticanti di pesca sportiva e immersioni. L’area marina circostante, inclusa la vicina Chub Cay, è nota come “capitale del billfish delle Bahamas”.
Dal punto di vista regolatorio, le Bahamas impongono valutazioni di impatto ambientale e limiti di densità territoriale prima di approvare sviluppi significativi. Un progetto di qualità richiede non solo capitali consistenti per infrastrutturazioni off-grid — come micro-reti energetiche basate su solare con sistemi di accumulo e impianti di desalinizzazione — ma anche studi ambientali approfonditi per tutelare specie endemiche e rispettare criteri di sostenibilità sempre più valutati dagli istituti finanziari internazionali.
Fonti: Corcoran CA Christie Bahamas, Corcoran Group, JamesEdition, Bloomberg, Financial Times, Forbes, Bahamas Government – Department of Environmental Planning and Protection, archivi stampa finanziaria USA 2006.
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