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11 Febbraio 2026 - 23:29
Parcheggio occupato, anziano rinuncia alla farmacia: la denuncia della dottoressa Scarabello
Un anziano gira per mezz’ora in auto, cerca un posto, non lo trova. Quando finalmente entra in farmacia è amareggiato. Dice che forse non tornerà più. Troppa fatica, troppo complicato anche solo fermarsi. Non è una scena eccezionale, non è un’emergenza annunciata con conferenza stampa. È la quotidianità raccontata dalla dottoressa Franca Scarabello, che a Settimo Torinese lavora e prova, ogni giorno, a tenere aperta la serranda al civico 18 di via Mazzini.
Il punto è un parcheggio di carico e scarico. Uno spazio piccolo, con una funzione precisa: soste brevi, massimo quindici minuti. Serve alla Parafarmacia e agli altri negozi della zona. Serve a chi deve caricare, scaricare, entrare al volo. Serve soprattutto a chi cammina con difficoltà, a chi non può permettersi di lasciare l’auto lontano e fare cento metri che sembrano mille.
Secondo la denuncia della farmacista, quello spazio è spesso occupato ben oltre il tempo consentito. Non per cinque minuti in più. Per tempi prolungati. E quando lei prova a farlo notare, la risposta non è il dialogo. Sono insulti. Per questo ha scelto di scrivere, di esporsi, di chiedere pubblicamente ciò che dovrebbe essere normale: rispetto.
“Non è una polemica verso qualcuno in particolare, ma un invito al buon senso e al rispetto reciproco, soprattutto verso le persone anziane e verso chi lavora”, precisa. Nessun dito puntato, nessun nome. Solo un problema concreto: un cliente che rinuncia perché non riesce a fermarsi.
La segnalazione è stata inviata per conoscenza alla sindaca Elena Piastra. E qui la questione si fa inevitabilmente più ampia. Perché negli ultimi anni il tema è sempre lo stesso: rilanciare i negozi di prossimità, sostenere il commercio locale, rendere le vie più attrattive. Si fanno incontri, si parla di strategie, si evocano progetti. Poi, nella pratica, un anziano decide di non tornare più perché trovare parcheggio è diventata un’impresa.
Non si tratta di un grande piano urbanistico, non è una questione da milioni di euro. È un rettangolo d’asfalto con scritto “15 minuti”. È una regola semplice. È la differenza tra entrare in farmacia o tirare dritto.
La denuncia della dottoressa Franca Scarabello non suona come uno sfogo. È piuttosto il segnale di un equilibrio fragile. Se chi ha difficoltà a camminare non riesce ad accedere ai negozi, se chi lavora deve discutere ogni volta per far rispettare uno spazio destinato a tutti, allora il problema non è solo il parcheggio. È la convivenza urbana.
Settimo Torinese discute di sviluppo economico. Intanto, c’è chi perde clienti per quindici minuti che diventano ore. E forse il rilancio di una città non passa solo dai tavoli istituzionali, ma anche da più controlli della polizia locale...
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