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11 Febbraio 2026 - 19:42
“Innamorati di Torino”, metalmeccanici in piazza a San Valentino per il futuro industriale della città (foto di repertorio)
San Valentino diventa una giornata di mobilitazione per i metalmeccanici torinesi. Con lo slogan “Innamorati di Torino”, tutte le sigle sindacali di categoria scenderanno in piazza sabato mattina per chiedere un rilancio industriale della città e del territorio metropolitano.
Il corteo partirà alle 10 da piazza Arbarello e attraverserà il centro fino a piazza Castello, dove è previsto l’intervento conclusivo del segretario della Fiom torinese, Edi Lazzo. Lungo il percorso prenderanno la parola delegati e sindacalisti, mentre in piazza saranno messe in vendita felpe con la scritta che dà il nome alla manifestazione.
Attesi migliaia di lavoratori provenienti da tutta l’area metropolitana. A Torino arriveranno, tra gli altri, il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, il responsabile Auto della Uilm, Gianluca Ficco, e il dirigente nazionale della Fiom, Samuele Lodi.
La mobilitazione ha già raccolto adesioni istituzionali: ha annunciato la propria presenza il sindaco Stefano Lo Russo, insieme ad altri primi cittadini dell’area metropolitana. Confermata anche la partecipazione della Regione e della Curia.
I sindacati hanno rivolto un appello alla città, invitando cittadini, associazioni studentesche, artisti e intellettuali a partecipare. L’obiettivo è trasformare la manifestazione in un momento collettivo, perché – sostengono – il tema del rilancio industriale non riguarda solo i lavoratori del settore ma l’intera comunità.
Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto il futuro di Mirafiori, dove proprio oggi è iniziato un presidio sindacale destinato a proseguire per tre giorni. La questione degli investimenti produttivi e delle prospettive occupazionali rimane il nodo principale.
«I metalmeccanici tutti stanno difendendo questo territorio, non solo la loro occupazione, ma il futuro industriale di questa nostra Torino», ha dichiarato Michele De Palma, segretario generale della Fiom.
Ancora più diretto l’intervento di Gianni Mannori, della Fiom di Mirafiori: «Se Stellantis non investirà la produzione cesserà naturalmente. Continuiamo a chiedere all’azienda di portare qui investimenti e alle istituzioni di obbligarla a investire in Piemonte e in tutta Italia».
La manifestazione di sabato si inserisce dunque in un clima di forte attenzione per il destino dell’industria automobilistica e manifatturiera torinese, in un momento che i sindacati definiscono decisivo per il futuro della città.

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