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Ombre su Torino
11 Febbraio 2026 - 09:07
La sparizione di Maria Angela Corradin e quel silenzio che da trent’anni pesa su una villetta di Torino
15.31.
L’orologio è fermo, non ticchetta più, non scandisce più il banale ma imprescindibile scorrere del tempo. Il vetro che ne ricopre il quadrante è intatto, ma deve aver subito un colpo violento o, quantomeno, essere caduto dal polso di chi lo indossava perché uno dei numeri indicanti le ore si è scollato, adagiandosi su una delle lancette.
La sua improvvisa dipartita è uno dei tasselli che contribuiscono a cristallizzare una scena che, se fosse il parto di un giallista d’altri tempi, risulterebbe semplicemente perfetta.
Si svolge in una villetta in via Beato Angelico 9, nel cuore di Madonna di Campagna, Torino nord.
Un silenzio inquietante avvolge un’abitazione dove, in quel momento, non c’è nessuno. Vi risiede una coppia coi loro 3 figli e, chiunque sia uscito per ultimo, ha diligentemente chiuso la porta d’ingresso con quattro mandate e il cancello del cortile con tanto di lucchetto. Da fuori regna la calma, ma dentro deve essere necessariamente accaduto qualcosa.
A parte l’orologio, in un posacenere c’è una sigaretta che è stata soltanto accesa e poi abbandonata lì, dove l’aria se l’è piano piano “fumata” tutta da sola; c’è un ferro da stiro lasciato acceso, bollente, attaccato chissà da quanto alla corrente; c’è una protesi dentaria e una borsa con dentro dei documenti.
Tutti questi oggetti sono di proprietà (o di esclusivo utilizzo) di Maria Angela Corradin, 46 anni. Li trova il figlio Paolo al suo rientro dal lavoro, verso le 19,30 dell’11 agosto 1995. Il giorno in cui la donna svanisce nel nulla.
Maria Angela, detta Carmen, nasce a Trivero, nel vercellese, nel 1949. Bella ed esuberante, si sposa giovanissima e ha due figli, Paola e Paolo, prima di divorziare.
Intorno al 1980 si trasferisce a Torino, dove si guadagna da vivere gestendo una bancarella al Balon. Qui conosce un uomo di tre anni più giovane di lei, anch’egli con un matrimonio fallito alle spalle, e per il quale viene attraversata da un tremendo e meraviglioso colpo di fulmine. È di origine calabrese e lavora per una ditta specializzata nella bitumatura delle strade: si chiama Pasquale Caterisano.
La loro storia è travolgente, particolarmente passionale ed emotivamente intensa, con tutti i pregi e i difetti che ne conseguono. Da questa unione, nel 1981, nasce anche un bambino, Andrea.
È però l’arrivo di Romina, figlia di Pasquale e concepita nella precedente convivenza, a provocare le prime crepe nella coppia. La giovane giunge dalla Calabria e viene accolta di buon grado dal resto della famiglia. Dopo un paio d’anni, tuttavia, accusata di non aver mai ripagato con gratitudine l’ospitalità ricevuta, va ad abitare altrove. Da quel momento, il legame tra la Corradin e Caterisano si complica; iniziano a litigare spesso, anche per le cose più banali.
E anche perché, dopo qualche tempo, la donna scopre che il suo compagno ha una frequentazione clandestina con una 35enne originaria di Asti di nome Francesca.

Tradita e caduta in depressione, Maria Angela stabilisce, nell’estate 1995, che la misura è colma, anche perché, spesso, le litigate col partner diventano violente non solo a parole. È per questo motivo che, il 19 luglio dello stesso anno, consegna ai carabinieri un esposto di tre pagine nel quale dichiara di essere stata picchiata da Pasquale e segnala di avere paura per sé e per i figli e, proprio il giorno prima di scomparire, firma il contratto d’affitto di un alloggio a Corio, 30 km a nord di Torino, dove avrebbe voluto trasferirsi.
Pasquale parte in vacanza per la terra natia il 2 agosto, in compagnia di Francesca e Andrea, e le lascia sul tavolo un biglietto e un milione di lire in contanti. “Ecco i soldi per il viaggio” le scrive “se mi raggiungi l’altra la mando via per sempre”.
L’uomo torna in via Beato Angelico il 10 agosto, confidando a Paolo, uno dei due figli della convivente, di volersi riappacificare con la madre. I due cenano, discutono e vanno a dormire insieme. L’indomani, tuttavia, avendo trovato la Corradin - nelle parole di Pasquale - “particolarmente nervosa” nel pomeriggio Caterisano carica sul suo furgone Andrea e si recano a Caselle. Ha deciso che, dovendo tentare di ricostruire la propria relazione, è meglio che il ragazzo torni in Calabria, motivo per il quale si sono diretti all’aeroporto in modo da prenotare il primo volo disponibile.
Una volta rientrati alla villa, scoprono dagli altri figli che Carmen è scomparsa e si mettono a cercarla anche se, quasi immediatamente, Pasquale avanza l’ipotesi che, viste le condizioni psicologiche della donna, la stessa si fosse allontanata volontariamente allo scopo di non farsi trovare più. In tutto ciò, particolare curioso e terribilmente suggestivo, Caterisano, decide che fa troppo caldo nella sua abitazione e, proprio quella sera, va a dormire con Andrea in una pensione in collina, a Pino Torinese. Il giorno successivo, infine, stabilisce di denunciare la sparizione della compagna.
Le indagini iniziano solo due settimane dopo e, per quattro lunghi anni, non approdano da nessuna parte.
Poi, però, anche grazie alla determinazione instancabile dei figli, e in particolare di Paola, il 4 marzo 1999 Pasquale Caterisano e Francesca vengono ufficialmente indagati a piede libero per omicidio e occultamento di cadavere. Secondo la squadra mobile, al culmine dell’ennesimo litigio, l’uomo avrebbe ucciso la quarantaseienne e poi ne avrebbe fatto sparire il cadavere in una delle discariche di cui si serve per lavoro. Avrebbe il movente, l’indole violenta già manifestatasi in passato, non convincono i suoi spostamenti il giorno del fatto; inoltre sarebbe stato visto da una vicina di casa in compagnia di un’altra donna (Francesca?) nei pressi dell’appartamento in un orario compatibile con l’eventuale azione omicidiaria.
Passano cinque mesi. Il 23 agosto 1999 il PM Scevola chiede l’archiviazione del procedimento e dell’accusa: non ci sono elementi sufficienti né per provare l’assassinio né per attribuire la colpa a Pasquale.
Da li in avanti il buio totale, illuminato da sprazzi di luce soltanto da numerose puntate di Chi l’ha visto? che si occupano, nel corso degli anni, del caso. In una di queste si viene a sapere che, nel 2010, una lettera anonima avrebbe acceso un minimo di speranza. In questa, un collage fatto con ritagli di giornale accusa “il marito calabrese” di avere ucciso Carmen e sostiene che Andrea si a conoscenza di tutti i dettagli sulla fine della madre. Dalla busta viene anche estratto il DNA che viene confrontato con quello di 15 persone che a vario titolo sono entrate nella vicenda: l’ennesimo buco nell’acqua.
Nel 2024 Pasquale muore dopo una grave malattia. Chissà se (e quali) verità si è portato nella bara.
L’unica cosa certa è che, l’11 agosto 1995, Maria Angela Corradin è scomparsa e, ancora oggi, non è mai stato scoperto che fine abbia fatto.
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Il vostro narratore preferito è stato invitato a parlare di questo caso (e di altri di persone sparite in quegli anni a Torino e provincia) nuovamente nel corso della trasmissione Scomparsi che andrà in onda sul canale 122 del digitale terrestre mercoledì e in live streaming 11 febbraio a partire dalle ore 15.
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