AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
09 Febbraio 2026 - 19:24
L’inaugurazione del nuovo defibrillatore a Robassomero non è stata soltanto un momento formale, ma un’occasione per ripercorrere un lungo cammino di prevenzione e collaborazione che negli anni ha trasformato il paese in un territorio sempre più cardioprotetto. A scandire il senso profondo dell’iniziativa è stato il discorso pronunciato dal sindaco Antonio Massa, che ha ricostruito le tappe di un percorso iniziato oltre un decennio fa e cresciuto grazie all’impegno congiunto di istituzioni, associazioni e cittadini.
«Siamo qui oggi ad inaugurare qualcosa di importante per il nostro paese – ha esordito il primo cittadino – stiamo continuando un percorso ricco di meriti, che ricompensa tutti coloro che si sono impegnati per il paese». Un percorso che, ha sottolineato il sindaco, nasce dalla consapevolezza che salvare una vita umana non è un gesto astratto, ma il risultato di scelte concrete, fatte nel tempo e condivise dalla comunità.
Nel suo intervento, Massa ha evidenziato il valore dell’abbinamento tra prevenzione e tecnologia, ricordando come la disponibilità di strumenti adeguati sia parte integrante della sicurezza pubblica. «L’opportunità di abbinare all’importante attività di prevenzione delle strutture pubbliche e volontarie la messa a disposizione di strumenti tecnologici in grado di garantire quel valore aggiunto essenziale è per noi motivo di orgoglio e segno di impegno», ha affermato.
Il sindaco ha poi richiamato un concetto centrale, spesso sottovalutato: la necessità di superare l’idea che davanti a un arresto cardiaco non ci sia nulla da fare. «È diffusa la cultura di pensare che la morte arrivi come un fulmine a ciel sereno e che nulla si possa fare; quando da un momento all’altro il cuore smette di battere, se non c’è un defibrillatore a portata di mano è molto probabile che non riprenda a contrarsi». Parole che spiegano il senso profondo dell’investimento nella cardioprotezione diffusa.
Nel discorso del sindaco ha trovato spazio anche la ricostruzione storica del progetto. Robassomero, ha ricordato Massa, ha intrapreso già nel 2014 la strada della collaborazione con le associazioni, quando furono posizionati i primi due defibrillatori nel paese, donati dal Gruppo Alpini e dall’Associazione Amici del Cuore. In quell’occasione, fu il signor Berta, allora presidente della Croce Rossa Italiana di Fiano, a tenere una relazione particolarmente significativa sull’importanza della prevenzione, diventando negli anni uno dei principali punti di riferimento di questo percorso.
Un cammino proseguito nel tempo. Nel 2018 venne installato un terzo defibrillatore, offerto dalla famiglia Monetti e collocato in via Fiano, a copertura della zona nord del centro abitato. Nel 2019 fu il Comune a compiere un ulteriore passo decisivo, acquistando tre nuovi dispositivi e posizionandoli nei plessi scolastici: nella scuola dell’infanzia di via Venezia, nella primaria Don Milani e nella secondaria Vittorio Veneto. Nel 2021 arrivarono altri due defibrillatori, collocati presso la palestra comunale e il campo di calcio, ampliando ulteriormente la copertura del territorio. A questi si è aggiunto anche il contributo dell’Avis, che ha dotato il paese di un proprio dispositivo.
Il nuovo defibrillatore inaugurato oggi si inserisce dunque in una rete già strutturata, ma ancora in crescita. Come ha spiegato il sindaco, la scelta della collocazione nasce dalla volontà di «posizionare sul territorio un altro importante strumento in una zona intensamente popolata», con l’obiettivo di migliorare non solo la dotazione tecnologica al servizio dei cittadini, ma anche la partecipazione attiva della popolazione.
Proprio su questo punto, Massa ha guardato avanti, richiamando il ruolo della formazione. «Abbiamo la speranza che gli abitanti possano partecipare ai corsi che la CRI ha nel tempo effettuato e che abbiamo condiviso nelle programmazioni del 2026», ha detto, sottolineando come un defibrillatore sia davvero efficace solo se accompagnato da cittadini preparati a utilizzarlo.
Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ringraziare in modo esplicito il signor Berta, definendolo «l’attore principale» di questa nuova tappa della cardioprotezione di Robassomero e ricordando il valore del suo impegno nel tempo. Un ringraziamento che si estende idealmente a tutte le realtà associative che hanno contribuito a costruire le condizioni per rendere il paese sempre più sicuro.
Massa ha anche richiamato un episodio simbolico, il ricordo della donazione di un defibrillatore all’ospedale Molinette, definito «un momento straordinario per il nostro piccolo comune», capace di condividere l’obiettivo della prevenzione in un contesto di primaria importanza per la sanità piemontese.
Il discorso si è chiuso con un messaggio che riassume lo spirito dell’iniziativa: «I risultati arrivano se vi è condivisione e collaborazione fra tutti, nessuno ha la bacchetta magica ma può essere una componente essenziale per l’obiettivo finale». Parole che restituiscono il senso di una comunità che ha scelto di investire nella prevenzione come responsabilità collettiva.
L’inaugurazione del nuovo defibrillatore non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma una nuova tappa di un percorso che continua. Un percorso in cui la tecnologia, la formazione e il senso civico si intrecciano, trasformando un gesto concreto in un messaggio più ampio: prendersi cura della salute pubblica è possibile, se lo si fa insieme.
Servizio fotografico
di Milena Brezil
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.