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Eporedia Futura

Perché le foibe fanno ancora paura?

Giardino del Ricordo sì, ma svuotato di significato: a Ivrea le foibe finiscono in un minestrone ideologico che cancella storia, responsabilità e verità

Perché le foibe fanno ancora paura?

Perché le foibe fanno ancora paura?

Gentili lettori, questo editoriale sarà in edicola proprio martedì 10 febbraio, Giorno del Ricordo, istituito dalla legge del 30 marzo 2004 n. 92, per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Più di una volta, dalle elezioni del 2023, questo tema è stato affrontato dal Consiglio Comunale e oggi, grazie a una mozione che abbiamo presentato quasi un anno fa, verrà intitolato a Ivrea un “Giardino del Ricordo”, con tanto di cerimonia istituzionale e apposizione di una targa.

Tutto bene fin qui, sembrerebbe.

Purtroppo no, anche questa volta. Mi è bastato leggere la delibera di Giunta di fine gennaio per comprendere i dubbi che avevo sollevato in occasione della discussione della suddetta mozione: temevo, infatti, che il Ricordo venisse macchiato dalle tristi strumentalizzazioni che la Sinistra continua a operare su di un tema così importante. Temevo, magari, che si potesse coinvolgere lo “storico” Eric Gobetti. Quello che dice che le foibe sono solo il risultato del Fascismo, per intenderci.

E, invece, la Giunta Chiantore è riuscita a fare di meglio.

Basta leggere cosa sarà scritto sulla targa per comprendere l’entità del problema: “La Città di Ivrea dedica IL GIARDINO DEL RICORDO alle vittime del nazi-fascismo e dei totalitarismi, le Donne e gli Uomini della Resistenza, gli Internati Militari Italiani, i Deportati, gli Infoibati, gli Esuli, i soldati di tutte le guerre”.

Un minestrone in cui le vittime delle foibe e dell’esodo finiscono quasi per scomparire.

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Approssimazione, assimilazione e vuoti parallelismi sono stati i principi a cui si è evidentemente ispirata la Giunta eporediese.

Tralasciando l’assenza della parola Comunismo dal testo della targa, come mai fa ancora così paura parlare apertamente di foibe e dei crimini dei partigiani del Maresciallo Tito (a cui si spera di veder presto revocate le onorificenze della Repubblica Italiana)?

“Desta preoccupazione e sconcerto l’allineamento alla narrazione di centro-destra dell’intero Consiglio Comunale riguardo a una questione divisiva, di estrema delicatezza e rilevanza storica che include i crimini perpetrati dal nazismo e dal fascismo italiano nelle terre slave.”
Questo è un estratto di un comunicato stampa fatto circolare da Rifondazione Comunista dopo l’approvazione all’unanimità della nostra mozione.

Ecco spiegata la targa di cui sopra (tra l’altro, una spesa non dovuta per il Comune, dal momento che ne avevo personalmente donata una io, recante la scritta “Il Consiglio Comunale della Città di Ivrea pose questa targa a imperituro ricordo delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano dalmata”, specificando la mia disponibilità a effettuare a mie spese delle modifiche): la Giunta Chiantore, ancora una volta, ha chinato il capo di fronte all’estrema sinistra, erede diretto dei complici di Tito.

Tutto questo è un’ulteriore mancanza di rispetto per dei morti e degli esuli a cui, per troppo tempo (in parte ancora oggi), è stato negato perfino il Ricordo.

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