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A Belmonte con Don Giampiero, una giornata insieme per fermarsi e ritrovarsi

Famiglie, bambini e ragazzi della parrocchia di Torrazza Piemonte e Borgo sud est di Chivasso vivono al Santuario di Belmonte un’esperienza di comunità, fede e relazione guidata da don Giampiero Valerio

A Belmonte con Don Giampiero, una giornata insieme per fermarsi e ritrovarsi

A Belmonte con Don Giampiero, una giornata insieme per fermarsi e ritrovarsi

È stata una giornata diversa dal solito, lontana dalla frenesia quotidiana e dal rumore di fondo che spesso accompagna le settimane di famiglie, bambini e ragazzi. Una giornata di sosta, di luce e di comunità quella vissuta al Santuario di Belmonte dalla parrocchia guidata da don Giampiero Valerio, parroco a Torrazza Piemonte e nel quartiere Borgo sud est di Chivasso.

Non una semplice uscita o una gita “fuori porta”, ma un tempo scelto e voluto per fermarsi. Famiglie, bambini, ragazzi, catechiste, animatori e il parroco hanno condiviso un’esperienza inserita nel cammino del catechismo, pensata come occasione di relazione autentica, di ascolto reciproco e anche di silenzio. Perché, come è emerso nel corso della giornata, il vero “miracolo” non è stato il luogo, pur suggestivo, ma lo stare insieme.

La mattinata è scivolata via tra momenti di gioco, dialogo e riflessione, fino alla celebrazione della Santa Messa, cuore della giornata. Nell’omelia, don Giampiero ha richiamato le immagini evangeliche del pane, del sale e della luce, ricordando come la fede non sia qualcosa di astratto o lontano, ma cresca nella semplicità dei gesti quotidiani e nella concretezza della vita familiare. "Una fede vissuta, capace di entrare nelle case, nelle relazioni, nelle fatiche e nelle gioie di ogni giorno...".

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Particolare attenzione è stata dedicata al valore della sosta, del tempo gratuito e del silenzio, elementi sempre più rari ma fondamentali per educare all’interiorità e alla relazione, soprattutto nel percorso di crescita dei più giovani. Fermarsi non come perdita di tempo, ma come scelta educativa e spirituale.

Nel pomeriggio, una riflessione condivisa ha coinvolto in modo particolare gli adulti e i genitori, invitati a vivere il presente con maggiore consapevolezza e fiducia. Uno sguardo rivolto al futuro, senza restare prigionieri del passato, ma imparando a riconoscere il valore dell’oggi.

Una giornata semplice, senza effetti speciali, ma intensa e profonda. Un’esperienza che ha rafforzato il senso di comunità e ha lasciato un messaggio chiaro: i “migliori anni” non sono quelli da rincorrere o rimpiangere, ma quelli vissuti insieme, con presenza, ascolto e cuore.

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