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08 Febbraio 2026 - 19:07
Le luci soffuse della sera, il profumo dell’incenso che aleggia tra le navate, i mosaici della Fruttuaria che sembrano accendersi di nuova vita.
E' la sera del 7 febbraio e l’Abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese sembra trasformarsi in una macchina del tempo grazie ad uno spettacolo intenso e suggestivo, capace di unire teatro, storia e spiritualità: “Guglielmo da Volpiano… all’Europa”.
In scena, solo lui: Saulo Lucci. Ma la sensazione, per chi era seduto tra i banchi dell’abbazia, era quella di trovarsi immerso in un racconto corale, fatto di voci, canti, silenzi e immagini evocative. Un viaggio nel cuore del Medioevo, reso ancora più potente dal luogo che lo ospitava, simbolo stesso dell’eredità di Guglielmo da Volpiano.
Lo spettacolo, scritto e interpretato dallo stesso Lucci, nasce su base scientifica grazie al lavoro dell’Associazione Terra di Guglielmo, ed era già stato presentato con successo in occasione del ventennale dell’associazione. Ma a San Benigno ha trovato una nuova forma: più ampia, più profonda, perfettamente calata nel contesto del progetto di valorizzazione culturale e turistica dedicato alla figura del grande monaco benedettino.
Ad aprire la serata sono stati i saluti di don Mario Viano, abate e parroco dell’Abbazia di Fruttuaria e della parrocchia di Santa Maria Assunta, che ha richiamato il valore spirituale e storico di San Guglielmo, sottolineando quanto la sua figura sia ancora oggi capace di parlare al presente.

Tanta partecipazione per “Guglielmo da Volpiano… all’Europa”.
Subito dopo, l’intervento dell’Associazione Amici di Fruttuaria, realtà attiva da oltre vent’anni nella tutela e nella divulgazione della storia dell’abbazia e del territorio, ha ricordato l’impegno quotidiano dei volontari nel far conoscere “mille anni di storia” a cittadini e visitatori.
A dare ufficialmente il via allo spettacolo sono stati poi Luigi Camoletto, presidente dell’Associazione Terra di Guglielmo ODV di Volpiano, e Piero Balbo Mossetto, segretario dell’associazione, che hanno ricordato il lungo lavoro di ricerca, tutela e divulgazione che sta alla base del progetto e l’importanza di restituire al pubblico, attraverso linguaggi contemporanei come il teatro, una figura chiave della storia europea.
Ma è con l’ingresso in scena di Saulo Lucci che l’abbazia ha trattenuto il respiro. Incappucciato, la voce che si fa ora intima ora potente, l’attore ha dato corpo e anima a Guglielmo da Volpiano, raccontandone la vita e il pensiero, Il suo è stato un racconto vivo, attraversato da musica e canto, capace di restituire il clima culturale e religioso dell’Europa intorno all’anno Mille.
Attraverso parole e suggestioni, Lucci ha evocato la straordinaria parabola di Guglielmo (962-1031): monaco, abate, architetto, riformatore. Una figura centrale della riforma cluniacense, capace di lasciare un segno profondo tra Italia e Normandia, fondando o riformando oltre quaranta monasteri, da Fruttuaria fino al Mont-Saint-Michel. Ma nello spettacolo trovano spazio anche le leggende, le paure e le speranze di un’epoca sospesa tra fede e inquietudine, così come il racconto del mondo di Cluny e della figura di Maiolo, uno dei grandi protagonisti del monachesimo medievale.

Saulo Lucci racconta Guglielmo da Volpiano
Il risultato è stato uno spettacolo emozionante, che ha saputo parlare a pubblici diversi, avvicinando generazioni e sensibilità attraverso il linguaggio diretto e coinvolgente del teatro. Un’occasione preziosa per riscoprire la storia locale non come qualcosa di lontano, ma come un racconto ancora capace di interrogare e affascinare.
Alla serata erano presenti anche l’assessora alla cultura di Volpiano, Barbara Sapino, e rappresentanti della Soprintendenza di Torino, a sottolineare l’importanza dell’evento all’interno del progetto “Territori in luce”. Un progetto che, ancora una volta, dimostra come la valorizzazione del patrimonio passi anche, e soprattutto, dalla capacità di raccontarlo.
Sabato sera, tra le pietre millenarie della Fruttuaria, la storia di Guglielmo da Volpiano è tornata a vivere.
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