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Ombre su Torino
09 Febbraio 2026 - 10:13
Erika Pierno scompare a 21 anni e Torino si volta dall’altra parte: droga, silenzi, fotografie inquietanti e un mistero che dura da oltre trent’anni
Il momento in cui intraprende il viaggio verso un indefinito “altrove” arriva, per Erika, a 21 anni. Un’improvvisa eclissi che oscura un vissuto fino a quel momento breve, ma denso di complicazioni.
Pina, sua madre, per raccontarne la storia inizia da un imprecisato giorno a metà degli anni ’80.
Siamo a Torino, in corso Salvemini; per la precisione, sotto le coperte del letto della ragazza. Erika ha 14 anni, è iscritta al liceo artistico Cottini ma, fondamentalmente, è ancora una bambina. È domenica e, come accade sempre in quel giorno della settimana, Pina entra nella stanza della figlia e si infila tra le lenzuola. La abbraccia, le fa le coccole: si sentono felici e nessuna delle due vuole rinunciare a quel fanciullesco, amorevole rituale.
Poi, però, verso la fine delle superiori, la giovane sembra diventare adulta in maniera talmente fulminante che il tenore degli aneddoti di cui è protagonista cambia radicalmente.
Un giorno d’estate, Erika porta a casa Walter, un coetaneo di cui è innamoratissima, per presentarlo ai genitori. Il ragazzo è simpatico, gentile e a modo, ma c’è un particolare che lascia Pina perplessa: nonostante la giornata afosa e i trenta gradi all’ombra, lui indossa una camicia con le maniche lunghe. A domanda precisa, la figlia risponde con stupefacente candore: “Purtroppo Walter è un tossicodipendente”.
Da quel momento i rapporti tra le due non sono più gli stessi. La ragazza vuole restare accanto al suo amato per salvarlo, mentre la genitrice vorrebbe che smettessero di frequentarsi. La rottura diventa insanabile: Erika se ne va di casa e comincia, a sua volta, a fare uso di eroina.
Pina, tuttavia, non smette di occuparsi di lei. Riesce a convincerla a consultare medici e psicologi, tenta la strada della comunità, le trova un impiego in un bar e, visto che la giovane non vuole tornare a vivere con lei, le affitta una stanza in una pensione. Lo fa per la sicurezza che non finisca a dormire per strada, ma anche per sapere dove rintracciarla in caso di necessità. In questo lasso di tempo, Erika lascia Walter ma si lega a un altro eroinomane. Per sottrarsi ai controlli, finisce spesso a passare la notte nell'auto della madre: un tentativo goffo poiché la donna, pur in uno stato di tremenda angoscia, la vede spesso uscire dall’abitacolo al mattino presto.
Estate 1993.
Pina tenta di convincere la figlia a partire con lei e il marito, direzione Spagna. La giovane rifiuta ma la coppia, in ogni caso, confida sul fatto che comunque, a Torino, in caso di necessità, potrà appoggiarsi alla sorella maggiore.
È proprio lei che Erika chiama il 27 luglio, chiedendo quando sarebbero rientrati i genitori e sentendosi rispondere che sarebbe accaduto di lì a poco.
Quasi guidata da un sesto senso, quando la signora Pina sbarca a Torino e va subito a cercarla. Il problema è che, proprio da quel 27 luglio, nessuno ha più notizie della ragazza.
È scomparsa nel nulla.
Le indagini — certamente non agevolate dal fatto che, a 21 anni, non si possa escludere l’allontanamento volontario (teoria a cui la madre si ribellerà sempre) — collegano inizialmente la sparizione al sottobosco criminale della città. È la stessa mamma a suggerire che, qualche tempo prima, la giovane avesse conosciuto Pietro Scimeni, detto “Tarzanetto”, indicato da alcuni pentiti come killer della mafia trapanese e freddato con tre colpi di pistola davanti a un bar di Porta Palazzo nel 1992.
Erika sarebbe stata sentita dagli inquirenti sull’accaduto, così come sarebbe stata interrogata quando, l’anno successivo, un suo conoscente uccise un rivale durante una rissa. È finita in un giro più grande di lei? È stata fatta sparire in quanto testimone scomoda? Si è allontanata perché minacciata? Non è dato saperlo.
Come spesso accade, sulla vicenda calano tenebre che vengono illuminate solo grazie alla caparbietà dei parenti e di qualche giornalista. Il caso arriva alla redazione di Chi l’ha visto? e qualcosa sembra muoversi.
Nel 2000, un telespettatore segnala di aver incontrato Erika più volte a Roma, nei pressi della stazione Termini; l’avrebbe accompagnata a un camper dove i volontari assistono i tossicodipendenti in difficoltà. Dopo tale testimonianza, anche un poliziotto in servizio in quella zona sembra riconoscerla. Alla “pista romana” si aggiunge il ricordo di Pina: dalla capitale sarebbe arrivato più volte a Torino un uomo che frequentava la figlia. Un odontoiatra in pensione, molto elegante, che le faceva numerosi regali e con cui, probabilmente, Erika aveva una relazione. Tuttavia, nonostante gli approfondimenti, non emerge il minimo indizio utile.
Passano 5 anni e, stavolta, qualcosa sembra accadere davvero. La madre scova un plico di fotografie raffiguranti la ragazza e, sul retro di una di esse, trova scritto “via Duchessa Jolanda”.
Gli scatti sono moltissimi e ritraggono Erika — ammesso che appartengano a un unico photoshooting — inizialmente in abiti ispirati al suo idolo Madonna e poi via via sempre più svestita. Nelle immagini senza veli è truccata pesantemente e ritratta in pose provocanti (in una impugna persino un machete), mai eccessivamente volgari, ma con uno sguardo che appare assente.
Di sfondo al suo corpo, si possono notare moltissimi particolari. L’ambiente appare quello di un’abitazione, se non di lusso, quantomeno di proprietà di qualcuno con peculiare gusto per l’arredamento. Si scorgono divani e mobili di valore, suppellettili, porcellane e, soprattutto, una serie di vetrate a mosaico in stile Art Nouveau. Tipiche di molte case di via Duchessa Jolanda, nel quartiere Cit Turin.
È da notare, tra l’altro, che in una delle tantissime puntate che Chi l’ha visto? dedica al caso, nel 2019, accade un fatto curioso: la signora Pina e l’inviata aprono una valigia contenente gli effetti personali della giovane e, insieme alle celebri istantanee, trovano un diario. Una pagina, che corrisponde all’11 dicembre 1991, ha l’angolo ripiegato e riporta proprio l’annotazione “foto via Duchessa”.
L’avvento dei social network trasforma l’analisi di quelle immagini in una gigantesca e commovente caccia al tesoro. In centinaia notano particolari, avanzano ipotesi e riferiscono impressioni, ma anche stavolta non si arriva a una svolta.
Pur senza avere prove concrete a supporto (e senza aver mai trovato, nonostante le ricerche condotte in più occasioni dalla trasmissione, l’alloggio giusto) Pina si convince che la chiave del mistero risieda in quegli scatti. Per lei, chi quel giorno era in compagnia di Erika deve necessariamente essere coinvolto nella sua scomparsa.
Un’ultima puntata di Chi l’ha visto dedicata al caso è andata in onda il 5 settembre 2025, ancora una volta senza aggiornamenti di rilievo.
Che fine abbia fatto Erika Pierno, a quasi 33 anni di distanza, resta un mistero.
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Il vostro narratore preferito è stato invitato a parlare di questo caso (e di altri di persone sparite in quegli anni a Torino e provincia) nuovamente nel corso della trasmissione Scomparsi che andrà in onda sul canale 122 del digitale terrestre e in streaming mercoledì 11 febbraio a partire dalle ore 15.
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