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08 Febbraio 2026 - 14:14
FOTO LUISA ROMUSSI
Sono le 14.00 e Ivrea è già dentro, fino al collo, alla sua penultima domenica di Carnevale. Quella che al mattino ha messo in scena la potenza dell’immaginario, dei cavalli, del legno, del ferro e della tradizione, e che adesso si prepara a vivere uno dei suoi momenti più solenni e identitari.
La giornata si è aperta presto, con il profumo inconfondibile dei fagioli grassi che già dalle 9 del mattino hanno richiamato eporediesi e visitatori alle fagiolate di Montenavale, Torre Balfredo, Cuj dij Vigne, Santi Pietro e Donato. Un rito popolare che non ha bisogno di spiegazioni: si arriva, si aspetta, si mangia, si chiacchiera. E intanto la città si scalda.
Poco dopo, a prendersi la scena sono stati loro, i protagonisti più scenografici del Carnevale: i Carri da getto. Schierati in corso Massimo d’Azeglio a partire dalle 9.45, hanno iniziato a sfilare nel centro storico trasformando le strade in un teatro a cielo aperto. Cinquantuno carri in tutto, 36 pariglie e 15 tiri a quattro, valutati dalle giurie Cavalli-Finimenti-Guida e Allestimento e Design. Un’esplosione di colori, precisione, eleganza e tradizione culminata nella presentazione ufficiale in piazza del Rondolino, mentre in piazza Ottinetti il Mercatino degli aranceri ha iniziato a popolarsi di bandane, sciarpe e simboli della battaglia che verrà.
A mezzogiorno, come da tradizione, la città si è fermata sul Ponte Vecchio. Qui è andata in scena la Riappacificazione dei Rioni di San Maurizio e del Borghetto, una cerimonia che rievoca antichi odi e una pace suggellata – racconta il Libro dei Verbali – grazie alla persuasione delle donne eporediesi, capaci di anteporre la gentilezza alle armi. Il Console maggiore di San Maurizio e il Bano della Croazia si sono incontrati a metà del ponte e si sono abbracciati, rinnovando un rito di invenzione ottocentesca che continua a parlare al presente. La riappacificazione è poi proseguita con il Pranzo della Croazia in Borghetto e con la lettura del verbale ufficiale, aprendo la strada al Corteo Storico.
Ed è proprio da qui che la giornata entra adesso nella sua seconda parte. Tra pochi minuti, alle 14.30, partirà la seconda Alzata degli Abbà, uno dei momenti più sentiti del Carnevale. A San Grato toccherà a Viola Rossi, seguita alle 15 da Margherita Ganio a San Maurizio, alle 15.30 da Allegra Maria Bergantin a Sant’Ulderico, alle 16 da Lea Bessolo a San Lorenzo e infine alle 16.30 da Chiara Perotta a San Salvatore. Un percorso che attraversa la città e ne scandisce il tempo, tra campane, folla e ritualità antiche.
La chiusura è fissata per le 17.00, con la Generala in Piazza di Città, ultimo appuntamento di una domenica che ha già detto molto e che sta per dire ancora tanto. Ivrea, anche oggi, non recita: vive il suo Carnevale, sospesa tra ciò che è stato e ciò che sta per accadere.
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