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07 Febbraio 2026 - 18:10
Foto profilo Instagram @kenanyildiz_official
La partita contro la Lazio, almeno per un giorno, può aspettare. Alla Continassa e all’Allianz Stadium il presente si ferma un attimo per guardare dritto al futuro, che ha un nome, un cognome e un numero sulle spalle: Kenan Yildiz. La Juventus sceglie di celebrare così il rinnovo del suo talento più luminoso, prolungando il contratto del classe 2005 fino al 2030 e trasformando una semplice firma in un vero evento simbolico.
La sala conferenze dello Stadium è “addobbata” a festa, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. In prima fila ci sono i vertici del club, accanto a loro i genitori del ragazzo. Al centro, inevitabilmente, c’è lui: il numero 10 bianconero, già protagonista del presente e sempre più indicato come volto della Juve che verrà. Un ragazzo che parla poco, ma che quando prende la parola lo fa con naturalezza e con un senso di appartenenza che raramente si ascolta a questa età.
«Sono felice di questo rinnovo e di stare nella storia della Juve. Faremo belle cose insieme e amo questo club», dice Yildiz subito dopo la firma, davanti alle telecamere e ai flash. Parole semplici, ma pesanti. Anche perché dietro c’è un investimento forte: l’ingaggio più che triplica, passando da meno di due milioni a sei milioni di euro, che diventeranno sette dalla prossima stagione, oltre a un bonus alla firma da sei milioni. La Juventus scommette senza esitazioni sul suo talento e sulla sua crescita.
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A spiegare il senso dell’operazione è l’amministratore delegato Damien Comolli, che per la prima volta sceglie di parlare in italiano in un’occasione pubblica. «Mi scuso con Spalletti se prendo qualche minuto, ma annunciamo questo rinnovo con una felicità condivisa da tutti», esordisce. Poi il messaggio diventa chiaro: «Kenan è un campione vero. È una stella, come ci ricorda il suo cognome: Yildiz in turco significa proprio stella. Vogliamo riportare la Juventus ai successi che merita e questo rinnovo non è che uno dei passi che faremo per il futuro».
Parole che inevitabilmente aprono anche un altro tema caldo: quello del futuro in panchina. E se il prossimo rinnovo fosse proprio quello di Luciano Spalletti? L’allenatore, in scadenza a fine stagione, risponde con cautela e realismo. «Quando avrò dimostrato di meritarmelo come ha fatto Kenan, allora sarà possibile. La società deve avere il tempo per fare le sue valutazioni. Io sono venuto qui con l’intenzione di lasciare a loro la scelta». Nessuna pressione, almeno a parole. «Ci sono ancora tante partite e tante situazioni che possono far cambiare opinione a tutti», aggiunge.
Nel frattempo, però, Spalletti comincia a tracciare la linea guida per la Juventus che verrà. «Se dovessi essere ancora io l’allenatore, si andrebbe a cercare calciatori che migliorino davvero la squadra, evitando investimenti inutili. Un tecnico può impegnarsi quanto vuole, ma alla fine sono i giocatori a determinare i risultati. Servono profili forti, di personalità, capaci di reggere obiettivi importanti». Un messaggio chiaro, che guarda oltre l’emergenza del presente.
Presente che passa anche dal rapporto diretto con John Elkann. «Parliamo spesso al telefono, lo sento vicino e partecipe alle nostre ambizioni di diventare sempre più forti. Con lui al nostro fianco ci sentiamo ancora più solidi», rivela l’allenatore. Il numero uno di Exor è atteso allo Stadium anche per la sfida contro la Lazio, una gara delicata dopo la pesante battuta d’arresto in Coppa Italia, con il 3-0 incassato a Bergamo contro l’Atalanta.
E proprio sulla partita di domenica sera Spalletti non abbassa la guardia. «La Lazio gioca meglio di quanto dica la classifica. Sarri ha la qualità di tenere le sue squadre compatte e organizzate. Dovremo essere bravi a leggere i vari momenti della partita». Quanto alla formazione, restano due dubbi: «Conceicao e Kelly sono ancora da valutare, si sono allenati a parte».
Una certezza, invece, c’è: Kenan Yildiz sarà della partita. E l’idea che il nuovo numero 10 possa festeggiare il rinnovo con un gol, magari decisivo contro la Lazio, accende l’entusiasmo di tutto il mondo bianconero. Sarebbe il modo perfetto per unire simbolo e risultato, presente e futuro, sogno e ambizione. Insomma, la Juventus riparte da una stella. E spera che continui a brillare a lungo.
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