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Strada San Mauro sventrata da un cratere, Bertolla ostaggio di una voragine: “Possono volerci ancora 45 giorni”

Cedimento dal 28 dicembre, traffico deviato e disagi continui: la Circoscrizione 6 di Torino chiama in causa un privato e avverte che i tempi di ripristino possono essere ancora molto lunghi

Strada San Mauro sventrata da un cratere, Bertolla ostaggio di una voragine: “Possono volerci ancora 45 giorni”

Strada San Mauro sventrata da un cratere, Bertolla ostaggio di una voragine: “Possono volerci ancora 45 giorni”

Un vero e proprio cratere stradale aperto in zona Bertolla, lungo strada San Mauro, sta paralizzando da più di un mese una delle arterie più importanti per la viabilità della Circoscrizione 6 e dell’intera area nord di Torino. Il cedimento, comparso il 28 dicembre, è ancora lì: transenne, restringimenti, rallentamenti quotidiani e una sensazione di precarietà che accompagna residenti e automobilisti. Una ferita nell’asfalto che è diventata simbolo di una gestione farraginosa e di responsabilità rimbalzate per giorni.

A fare il punto è la consigliera della Circoscrizione 6 Giulia Zaccaro, che in un video girato sul posto – all’altezza del civico 220 di strada San Mauro – ricostruisce l’iter che ha portato alla situazione attuale. «Qui c’è il cratere che da svariato tempo, pensate dal 28 dicembre, ci sta facendo un po’ impazzire tutti», spiega, ricordando come inizialmente si fosse ipotizzata una responsabilità delle reti pubbliche. «Inizialmente si pensava che le tubature che hanno causato questo cedimento fossero private, poi si pensava di no. C’è stato tutto questo lavoro degli uffici di SMAT dietro le quinte», fino alla conclusione arrivata solo nei giorni scorsi: «Questo cedimento è privato, di una nota pizzeria».

Giulia Zaccaro Coordinatrice Ambiente Circoscrizione Sei

Giulia Zaccaro, consigliera in Circoscrizione 6 a Torino

Una svolta che non ha però accelerato i tempi. Al contrario. «Ieri (5 febbraio, n.d.r.) è stata emessa l’ordinanza per procedere con il ripristino, a carico chiaramente del privato», chiarisce la consigliera. Ma l’atto amministrativo apre ora una finestra temporale che pesa come un macigno sui residenti: «Dall’ordinanza ci possono volere 45 giorni prima che il privato intervenga. Capisco il disagio, umanamente comprendo il fastidio, ma purtroppo la situazione è questa».

Il punto politico e amministrativo è netto. Zaccaro respinge le accuse di inerzia verso la Circoscrizione: «Non è che la Circoscrizione 6 non voglia intervenire. Non si può intervenire quando si tratta di cose private, perché altrimenti sarebbe un utilizzo improprio delle risorse pubbliche». Una spiegazione formale che, tuttavia, non attenua l’impatto quotidiano del problema. Strada San Mauro è una direttrice fondamentale per collegare Bertolla con il resto della città e con i flussi in uscita verso l’area metropolitana: tenerla parzialmente compromessa per settimane significa congestionare traffico, allungare i tempi di percorrenza e aumentare i rischi, soprattutto in condizioni di nebbia o scarsa visibilità.

Sul posto è stata installata una segnalazione luminosa. «La lucetta del crepuscolare c’è», osserva la consigliera, «spero che funzioni la sera per far vedere agli automobilisti il pericolo relativo alla voragine». Ma è una misura tampone, che non risolve il nodo centrale: un cedimento stradale aperto da oltre un mese su una via strategica, con la prospettiva concreta che resti tale ancora a lungo.

Il caso di Bertolla riapre una questione più ampia: quando il confine tra responsabilità privata e interesse pubblico produce stalli che ricadono interamente sui cittadini, il sistema mostra tutte le sue crepe. E mentre l’asfalto resta sventrato, la domanda che corre tra residenti e automobilisti è una sola: davvero una strada così importante può permettersi altri 45 giorni di attesa?

Il video di denuncia

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