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02 Febbraio 2026 - 11:43
Del Piero si commuove in tv a “C’è posta per te”: il dolore dei fratelli riapre la ferita per la perdita del padre
Non è stato il campione abituato agli stadi pieni e agli applausi a scena aperta, ma un uomo che si è lasciato attraversare dal dolore degli altri. Alessandro Del Piero si è commosso nella puntata di “C’è posta per te”, andata in onda sabato 31 gennaio, ascoltando la storia di Sara e Matteo, due fratelli segnati da un’infanzia e un’adolescenza spezzate troppo presto.
La vicenda raccontata in studio è quella di una famiglia colpita due volte dalla stessa tragedia. Sara e Matteo avevano 9 e 10 anni quando il padre si ammalò gravemente e morì. Dieci anni dopo, quando i due ragazzi avevano 19 e 20 anni, la stessa malattia portò via anche la madre. Da allora Matteo è diventato il punto di riferimento della sorella, assumendo un ruolo che andava ben oltre quello di un fratello maggiore.
È stata proprio Sara, descritta come una ragazza introversa e riservata, a scrivere alla redazione del programma per ringraziare Matteo nel modo che non era mai riuscita a trovare nella vita quotidiana. Per farlo ha chiesto l’aiuto dell’idolo del fratello, Alessandro Del Piero, legando così un dolore privato a una passione condivisa.

Davanti alla busta aperta, Sara ha trovato il coraggio di dire parole rimaste a lungo in silenzio: «Sei la persona più importante della mia vita. Da quando non c’è il babbo sei stato una figura paterna, e da quando non c’è la mamma ti sei preso cura di me. Mi dispiace che non te lo dico mai: ti voglio un bene dell’anima». Un momento che ha colpito profondamente anche l’ospite della serata.
Del Piero ha ascoltato in silenzio, visibilmente emozionato, prima di prendere la parola. «In quello che raccontate rivedo un pezzo del mio passato. Anch’io ho perso mio padre quando ero giovane, non come voi, e so cosa significa dover crescere in fretta», ha detto. Poi una riflessione che ha allargato il racconto oltre lo studio televisivo: «Noi calciatori riceviamo tanto affetto perché siamo molto visibili. Ma ci sono storie come la vostra, vissute in privato, che hanno difficoltà ben più grandi. Ed è bello che in un’occasione come questa vengano raccontate».
Matteo, con emozione composta, ha spiegato quanto Del Piero fosse legato alla figura del padre. «Sin da piccolo mio padre mi ha fatto vedere la Juve. Diceva che nel mio sangue c’erano globuli bianchi e neri. La cosa che ci univa era guardare la Juventus e il motivo eri tu». Poi un ricordo che ha strappato un sorriso amaro: «Le uniche volte che ho visto piangere mio padre sono state quando è morta mia nonna e quando Del Piero ha detto addio alla Juve. Eravamo allo stadio, Juventus-Atalanta».
Il campione bianconero ha voluto chiudere l’incontro con un messaggio che andasse oltre il calcio. «Il capitano ce l’ho al fianco. Scrivo una dedica a te e a tua sorella insieme, perché tu lo sei per lei, ma siete tutti e due capitani delle vostre vite per quello che siete riusciti a fare». Poi gli autografi, le foto, le sciarpe firmate e un viaggio a Berlino regalato ai due fratelli e ai rispettivi fidanzati.
In uno studio televisivo spesso associato allo spettacolo del sentimento, la presenza di Del Piero ha trasformato una storia familiare in un racconto più ampio, fatto di assenze, responsabilità precoci e legami che tengono in piedi una vita. Per una sera, il calcio è rimasto sullo sfondo. Al centro, solo le persone.
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