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Una mostra fotografica racconta i giovani della città: a San Mauro si chiude la rassegna “Contrasti”

Il Centro Giovani prova a rilanciarsi, ma resta l'incognita su come coinvolgere veramente a San Mauro i ragazzi della fascia 14-20 anni

Una mostra fotografica racconta i giovani della città: a San Mauro si chiude la rassegna “Contrasti”

Una mostra fotografica racconta i giovani della città: a San Mauro si chiude la rassegna “Contrasti”

Il Centro Giovani di San Mauro Torinese prova a rilanciarsi e a diventare più attrattivo, puntando su attività aggregative e artistiche.

Si è chiuso giovedì 29 gennaio il percorso del laboratorio fotografico inserito all’interno del progetto Play District, culminato con la presentazione della mostra “Contrasti”. Un momento conclusivo sobrio, ma significativo, che ha restituito al pubblico il lavoro svolto dai partecipanti nel corso delle settimane precedenti.

Il laboratorio, condotto da Jessica Pasqualon, si è sviluppato lungo tre direttrici precise: la formazione sul campo, la narrazione generazionale e l’evoluzione del progetto attraverso nuovi linguaggi espressivi. Ne è nata una mostra che mette al centro lo sguardo dei giovani, senza mediazioni adulte o sovrastrutture retoriche: immagini che raccontano frammenti di quotidianità, contrapposizioni visive e simboliche, dettagli urbani e umani osservati da chi San Mauro la vive, spesso, in una fase di passaggio della propria vita.

“Contrasti” non è stata pensata come un evento isolato, ma come l’esito naturale di un percorso laboratoriale che ha puntato sull’esperienza diretta e sulla costruzione di un racconto collettivo. Un approccio coerente con lo spirito di Play District, progetto che negli ultimi anni ha provato a offrire occasioni di aggregazione e sperimentazione rivolte soprattutto ai più giovani, utilizzando spazi pubblici e contesti informali come luoghi di attività culturali, educative e ricreative.

Alla presentazione della mostra era presente anche l’assessore Daniele Bagarin, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, complimentandosi con i partecipanti per il lavoro svolto. Un passaggio istituzionale breve, che ha riconosciuto il valore del percorso e l’impegno dei ragazzi coinvolti.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

I ragazzi coinvolti, l'assessore Bagarin e Jessica Pasqualon

Il progetto Play District, promosso dal 2024 come iniziativa di animazione territoriale, ha avuto come fulcro soprattutto il Parco Einaudi, trasformato in uno spazio di incontro e di attività attraverso laboratori, momenti sportivi e proposte culturali. L’idea di fondo è sempre stata quella di utilizzare luoghi già esistenti per offrire opportunità di partecipazione e socialità, in particolare durante i mesi più caldi.

Anche il laboratorio fotografico rientra in questa logica: un’attività circoscritta, ma capace di lasciare un segno concreto nel percorso dei partecipanti. Non per niente la mostra è stata ospitata proprio al Centro Giovani, uno degli spazi comunali dedicati alle politiche giovanili, che negli ultimi anni ha accolto iniziative simili, anche se senza diventare mai un punto di riferimento stabile per l’intera fascia adolescenziale e giovanile della città.

L’esperienza di “Contrasti” si inserisce così in un contesto più ampio, fatto di tentativi, sperimentazioni e progettualità che cercano di intercettare una generazione spesso difficile da coinvolgere. A San Mauro, come noto, il nodo resta quello della fascia 14–20 anni, composta in larga parte da ragazzi che studiano fuori città e che costruiscono altrove gran parte della propria vita sociale. In questo quadro, iniziative come il laboratorio fotografico di Play District rappresentano un tassello positivo, ma ancora parziale.

Anche negli ultimi mesi, il tema delle politiche giovanili è tornato più volte nel dibattito cittadino. Da un lato, vengono riconosciute esperienze consolidate come il Consiglio Comunale dei Ragazzi o la consegna della Costituzione ai neo-diciottenni; dall’altro, resta evidente la difficoltà nel costruire percorsi continuativi e strutturati per i giovani più grandi, quelli che San Mauro tende a “perdere” una volta terminata la scuola media.

In questo senso, il laboratorio fotografico e la mostra “Contrasti” mostrano una strada possibile: quella di progetti capaci di parlare il linguaggio dei giovani, valorizzandone lo sguardo e la creatività, senza trasformarli in semplici destinatari passivi di iniziative calate dall’alto. Una strada che, però, richiederebbe continuità, risorse e una visione più ampia per diventare davvero incisiva.

Nei prossimi mesi, come annunciato, Play District proseguirà con nuovi laboratori, sempre ospitati nell’area del Parco Einaudi. Sarà lì che si potrà capire se esperienze come quella appena conclusa resteranno episodi isolati o se riusciranno a consolidarsi come parte di una strategia più strutturata sulle politiche giovanili cittadine.

Per ora, “Contrasti” resta una fotografia fedele di ciò che San Mauro riesce a fare quando lascia spazio ai giovani: uno sguardo autentico, diretto, che racconta la città senza filtri. Sta alla politica decidere se fermarsi allo scatto o sviluppare davvero il “rullino”.

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Alcune delle foto esposte

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