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28 Gennaio 2026 - 15:58
San Mauro dedica una sala dell’oratorio a Martina Giacobini, l’animatrice 18enne scomparsa un anno fa
A un anno dalla sua scomparsa, Martina Giacobini continua a essere una presenza viva nella comunità di San Mauro Torinese. Nei giorni scorsi, all’oratorio di San Benedetto, la sala animatori – uno degli spazi più centrali e vissuti della struttura – è stata ufficialmente dedicata a lei. Non una commemorazione formale, ma un atto carico di significato, pensato per intrecciare memoria e quotidianità, dolore e speranza, passato e futuro.
Martina aveva solo 18 anni quando, nel gennaio 2025, una malattia improvvisa e aggressiva l’aveva strappata all’affetto della sua famiglia, degli amici e di un’intera città. Studentessa del liceo classico D’Azeglio di Torino, era soprattutto una animatrice dell’oratorio, un volto conosciuto e amato da generazioni di ragazzi più piccoli, un punto di riferimento discreto ma costante. La sua presenza era fatta di disponibilità, entusiasmo, capacità di stare accanto agli altri senza mai mettersi al centro.
La scelta di intitolarle la sala animatori nasce proprio da qui. Quello spazio, dove si progettano attività, si condividono idee, si costruiscono relazioni, era per Martina un luogo familiare, quasi una seconda casa. Oggi diventa anche un luogo della memoria, non cristallizzata nel ricordo, ma affidata alla vita che continua. Ogni riunione, ogni momento di confronto, ogni risata che attraverserà quella stanza porterà con sé il segno di una storia che non si è spenta.
L’iniziativa è stata annunciata con un messaggio pubblico dalla comunità oratoriale guidata da don Luca Ramello, parole che hanno saputo tenere insieme fede e realtà, luce e fatica: «A un anno dalla salita al cielo di Martina abbiamo dedicato a lei la sala animatori. C’è tanto colore in oratorio, ma sappiamo che non sempre così è la vita», ha fatto sapere.
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Una riflessione che va oltre il ricordo personale e tocca il senso più profondo dell’educare: restare aperti alla luce anche quando il dolore sembra prevalere.
La storia di Martina è rimasta impressa nel tessuto della città. La sua scomparsa aveva generato un dolore collettivo, condiviso nel giorno del funerale, celebrati nella chiesa di San Benedetto Abate davanti a una folla che aveva riempito ogni spazio disponibile. Accanto ai familiari – i genitori Silvia e Mario, il fratello Davide – c’erano amici, compagni di scuola, animatori, sacerdoti, cittadini comuni. Un’intera comunità riunita per salutare una ragazza descritta da tutti come solare, ironica, profonda, capace di unire musica, fede e allegria.
Martina amava la musica, suonava arpa e violino, cantava nel coro parrocchiale, partecipava alla vita della comunità con naturalezza. Non cercava visibilità, ma lasciava tracce. È questo il filo che lega la dedica della sala animatori al suo percorso umano: un segno che non chiude una ferita, ma la attraversa con responsabilità, affidandola alle nuove generazioni.
A un anno di distanza, San Mauro non dimentica. E sceglie di farlo nel modo più coerente possibile: trasformando il ricordo di Martina in presenza quotidiana, in stimolo silenzioso per chi oggi vive l’oratorio, per chi cresce, sbaglia, riprova, sogna. In quella sala, il suo nome non è un punto fermo, ma una promessa che continua a camminare.

Martina Giacobini
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