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Tutte colpa degli "Istriani"

In Consiglio comunale a Settimo Torinese riesplode lo scontro sul Giorno del Ricordo. A oltre due anni dall’approvazione unanime dell’ordine del giorno, nessun protocollo è stato firmato. Tra accuse di immobilismo, rimpalli di responsabilità e il caso Anpi, la memoria resta bloccata in aula

Tutte colpa degli "Istriani"

Luca Rivoira

Si è parlato di istriani, foibe e Giorno del Ricordo nel Consiglio comunale di Settimo Torinese riunitosi lo scorso giovedì. E, come spesso accade quando si affrontano pagine di storia ancora incandescenti, il dibattito è rapidamente scivolato dal piano degli atti amministrativi a quello dello scontro politico e ideologico, con accuse incrociate, nervi scoperti e responsabilità che rimbalzano da una parte all’altra dell’aula.

Al centro della discussione c’era un ordine del giorno approvato nel novembre 2022, all’unanimità. Impegnava l’amministrazione comunale a sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’Unione degli Istriani, esteso – tramite emendamenti – anche ad altre associazioni e centri studi che si occupano della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Un documento votato dal Consiglio, quindi formalmente vincolante, ma che a distanza di oltre tre anni risulta ancora lettera morta.

A ricostruire la genesi e lo stato dell’arte è stato il presidente del Consiglio comunale Luca Rivoira. Ha ricordato come l’odg risalga a un periodo precedente al suo incarico, quando la presidenza era affidata a Carmen Vizzari.

«È un documento ereditato dal mandato precedente – ha spiegato –. La volontà di procedere c’è, l’impegno esiste perché è stato votato dal Consiglio. C’è stato un primo tentativo, un aggiornamento a luglio, ma la situazione è complessa».

Rivoira ha poi puntato il dito su un nodo che, a suo dire, avrebbe bloccato tutto: i rapporti conflittuali tra l’Unione degli Istriani e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Fr

il consigliere comunale Francesco D'Ambrosio

«Avrei voluto che si sedessero attorno a un tavolo per un protocollo che rappresentasse tutti – ha detto –. Ma ad oggi rilevo una delusione istituzionale: non è stato possibile avere tutte le associazioni allo stesso tavolo».

Nessun carattere ostativo, ha assicurato il presidente, ricordando anche come un analogo odg approvato dal Consiglio regionale nel novembre 2022 sia rimasto, anche lì, senza seguito concreto.

La proposta finale: "riportare la questione in capigruppo per individuare una data e provare a sbloccare la situazione".

Una ricostruzione che non ha convinto per nulla le Opposizioni di centrodestra. Il consigliere comunale Enzo Maiolino  ha parlato senza mezzi termini di «inattività totale», chiamando in causa sia l’attuale presidente sia chi lo ha preceduto.

«Al di là delle difficoltà, che non ci devono riguardare – ha attaccato – un presidente non può venire qui a dirci che non si è fatto nulla perché due associazioni non si parlano tra loro. L’odg era chiaro: includere l’Unione degli Istriani. Sono passate più e più commemorazioni del 10 febbraio e non è stato fatto nulla».

Maiolino ha anche ricordato come la Regione Piemonte sia ormai prossima a firmare un protocollo d’intesa e ha aggiunto un elemento politico tutt’altro che secondario: «Quando si tratta di parlare di questa pagina di storia, l’Anpi osteggia. Lo scorso anno sono rimasto sconfortato da un evento organizzato da loro».

Una frase che ha immediatamente acceso la miccia. A quel punto è intervenuta la capogruppo del Partito Democratico Elena Ruzza, visibilmente infastidita. «Voglio rassicurare il consigliere Maiolino – ha ribattuto –: la discussione dell’odg nel 2022 fu franca, coerente e assolutamente senza discriminazioni. Tanto che l’ordine del giorno fu approvato all’unanimità. Sull’azione culturale non ammetto critiche all’operato dell’Anpi. È un’accusa ingiusta, irricevibile e falsa».

Poi però l’ammissione che pesa come un macigno: «Il dispositivo prevedeva la firma di un protocollo d’intesa. Quel protocollo non c’è e non è stata fatta alcuna azione amministrativa».

Il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco D’Ambrosio, ha rivendicato il diritto di critica.

«In questo Paese, che è ancora democratico, non esistono gruppi o associazioni sottratte al giudizio – ha sottolineato – L’Anpi in passato è stata promotrice del negazionismo sulle foibe e solo di recente ha cambiato registro. Non è una critica generica, è una critica specifica su questo tema». D’Ambrosio ha poi citato lo storico Eric Gobetti, accusandolo di portare avanti ogni anno tesi negazioniste sulle foibe, chiedendo apertamente se anche questo non possa essere oggetto di discussione pubblica.

Nel finale il consigliere della Lega Manolo Maugeri, ha riportato il dibattito sul terreno degli atti.

«Il 24 novembre 2022 – ha ricordato – abbiamo approvato un odg che verteva proprio sul protocollo con l’Unione degli Istriani, con cui avevamo già organizzato una commemorazione qui a Settimo. Ci fu un emendamento per includere altri centri studi e associazioni, e uno mio che demandava al presidente l’attuazione. Ma nell’odg approvato si parla chiaramente dell’Unione degli Istriani. Abbiamo approvato una cosa ben precisa».

Insomma, a distanza di oltre due anni il quadro è chiaro: un ordine del giorno votato all’unanimità, nessun atto amministrativo conseguente, rimpalli di responsabilità e una commemorazione che continua a essere terreno di scontro politico. La memoria, a Settimo Torinese, resta ostaggio delle divisioni. E il Giorno del Ricordo continua a essere ricordato più nelle polemiche che nei fatti. Insomma.

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