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Maxi aula fantasma, ma i processi restano a Ivrea. De Stefano interroga Chiantore

Maxi aula svanita: il ministero blocca i fondi, i processi restano a Ivrea e De Stefano chiede chiarimenti

Maxi aula fantasma, ma i processi restano a Ivrea. De Stefano interroga Chiantore

Massimiliano De Stefano

La maxi aula del Tribunale di Ivrea non c’è. E, almeno per ora, non si farà. I grandi processi però sì. E si celebreranno a Ivrea, punto. A chiarirlo, senza giri di parole e senza diplomazie, è la procuratrice capo Gabriella Viglione, che mette finalmente un punto fermo dove per giorni hanno regnato voci, ipotesi e mezze verità: la Procura resta, i procedimenti restano, le udienze si fanno nelle aule che ci sono. Chi entra entra, chi non entra resterà fuori. Pazienza.

Una presa di posizione netta, che chiude la porta a qualsiasi ipotesi di “fuga” verso Torino e, allo stesso tempo, apre una questione politica pesantissima: perché la maxi aula annunciata come imminente, data per certa e raccontata come già avviata, è improvvisamente sparita?

A riportare la vicenda dentro il perimetro istituzionale è il consigliere comunale Massimiliano De Stefano, capogruppo di Azione – Italia Viva, che ha presentato un’interpellanza alla giunta e al sindaco Matteo Chiantore chiedendo conto, nero su bianco, di una promessa evaporata nel giro di pochi mesi. Non un dettaglio tecnico, ma un passaggio che – sottolinea De Stefano – incide direttamente sul ruolo e, soprattutto, sulla credibilità del presidio giudiziario eporediese.

Il contesto è noto. Novembre 2025: durante la Conferenza permanente del Tribunale di Ivrea e in una serie di incontri pubblici, la realizzazione di una maxi aula per i grandi processi viene presentata come un percorso già avviato, con il coinvolgimento di Regione Piemonte, Comune di Ivrea e Ministero della Giustizia. Non un’ipotesi da valutare, ma una strada già imboccata. A suggellare il clima da svolta storica arriva persino il collegamento streaming del governatore Alberto Cirio dal Giappone, pronto ad annunciare lo stanziamento di 500 mila euro, poi effettivamente inseriti a bilancio.

Si parla apertamente di finanziamenti, di soluzioni tecniche, di tempi stretti ma compatibili con l’avvio dei procedimenti più complessi attesi nei prossimi anni. Il messaggio che passa è chiaro: Ivrea si attrezza per restare sede dei grandi processi.

Oggi, però, di quella narrazione resta poco o nulla. La realtà è che il Ministero della Giustizia ha negato il finanziamento e le autorizzazioni necessarie alla realizzazione della maxi aula, bloccando di fatto l’intera operazione. Ed è proprio su questo punto che, secondo De Stefano, si consuma una responsabilità politica evidente: nessuna comunicazione ufficiale alla città, nessuna presa di posizione pubblica dell’Amministrazione comunale, nessuna spiegazione su cosa sia andato storto e perché.

L’interpellanza entra esattamente qui. Il consigliere chiede se siano ancora valide le ipotesi circolate nei mesi scorsi – la costruzione di una struttura nel parcheggio adiacente al Tribunale o la trasformazione del Meeting Point in maxi aula – e quali iniziative politiche e istituzionali il sindaco intenda intraprendere per tutelare il ruolo del Tribunale di Ivrea. Non per inseguire nuovi annunci, ma per fornire risposte concrete a una situazione che oggi appare profondamente paradossale.

Perché il paradosso è evidente: i grandi processi restano a Ivrea, come rivendica con forza la procuratrice Gabriella Viglione, ma le strutture restano quelle che sono. Nessuna maxi aula, nessuna soluzione alternativa, nessun piano B reso pubblico. Il risultato è che procedimenti complessi, con decine di imputati, avvocati, parti civili e pubblico, dovranno comunque essere gestiti in spazi concepiti per tutt’altro carico.

Fino a poche settimane fa si parlava di sopralluoghi, di confronti tecnici, di una corsa contro il tempo condivisa da tutti gli attori istituzionali. Oggi, invece, la sensazione è quella di un progetto arenato senza che nessuno si sia assunto la responsabilità di dirlo chiaramente.

È questo il nodo politico che De Stefano porterà in Consiglio comunale. Non una polemica astratta, ma una richiesta di trasparenza: chi ha annunciato cosa, su quali basi, e perché, di fronte allo stop del Ministero, il Comune non ha ritenuto doveroso informare subito cittadini e istituzioni.

La presa di posizione della procuratrice Viglione, da questo punto di vista, non cambia il quadro ma lo rende ancora più nitido: non c’è alcuna resa, nessuna rinuncia al ruolo del Tribunale di Ivrea. C’è semmai la conferma che la giustizia eporediese continuerà a fare il proprio lavoro anche senza la maxi aula promessa. Ed è proprio per questo che il silenzio della politica pesa ancora di più.

Insomma. La maxi aula non c’è. I processi restano. E ora, grazie all’interpellanza di Massimiliano De Stefano, la giunta e il sindaco sono chiamati a spiegare pubblicamente come si sia passati dagli annunci trionfali di novembre a una realtà fatta di aule insufficienti e promesse mancate. Non per cercare colpevoli a posteriori, ma per capire se Ivrea intende davvero difendere il proprio Tribunale o limitarsi, ancora una volta, a subirne le conseguenze.

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