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28 Gennaio 2026 - 09:31
La storia come responsabilità collettiva: San Mauro ricorda le proprie vittime della Shoah
Una piazza raccolta in silenzio rispettoso. Quel silenzio di chi sa che la memoria non è un rituale, ma una responsabilità. Nella serata del 27 gennaio, San Mauro Torinese ha celebrato il Giorno della Memoria con una commemorazione intensa e partecipata davanti al municipio, dedicata alle vittime sanmauresi della Shoah e in particolare a Lelio Leone Davide Segre e a suo figlio Roberto Mario Segre, cittadini di San Mauro travolti dalle leggi razziali, arrestati e deportati ad Auschwitz, da dove non fecero mai ritorno.
L’iniziativa, dal titolo “Inciampare per ricordare”, è stata promossa dal Centro Sociale Boccardo APS, dalla Scuola di Cultura Politica AD, dall’ANPI – sezione “Leo Lanfranco”, da Libera – Presidio “Lea Garofalo” e da Seven Arts APS, ed è stata pensata proprio come momento di riflessione collettiva attorno alle pietre d’inciampo collocate sul selciato all’ingresso del Municipio. Piccoli segni, incastonati nella quotidianità urbana, che costringono a fermarsi, a chinare lo sguardo e a ricordare.
A mantenere viva la storia di Lelio e Roberto Segre è stato negli anni il lavoro rigoroso e paziente di Guglielmo Girardi e Renzo Masiero, storici e ricercatori sanmauresi, che hanno ricostruito le vicende familiari, i passaggi drammatici delle persecuzioni, l’arresto e la deportazione. Un lavoro che ha permesso non solo la posa delle pietre d’inciampo, ma anche la restituzione alla comunità di una memoria che rischiava di restare sommersa.

Alla commemorazione hanno preso parte numerosi cittadini, rappresentanti delle associazioni promotrici, esponenti della società civile, oltre ad assessori e consiglieri comunali. A nome dell’amministrazione è intervenuto il vicesindaco Luca Rastelli, che ha portato il saluto istituzionale sottolineando l’importanza dell’impegno costante sulla memoria, soprattutto nella sua trasmissione alle giovani generazioni, perché ciò che è stato non venga ridotto a pagina di storia lontana ma resti monito attuale.
Accanto alle istituzioni civili erano presenti anche i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia locale, in un momento che ha voluto unire simbolicamente istituzioni, associazioni e cittadini attorno ai valori condivisi di democrazia, uguaglianza e antifascismo. Valori richiamati con forza anche nel discorso pronunciato dal consigliere Rudy Lazzarini, intervenuto in rappresentanza dell’Arci, che ha scelto parole nette e prive di ambiguità: «San Mauro Torinese, inciampando nella memoria, sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Sceglie di riconoscersi in una comunità democratica, antifascista, solidale. Sceglie di dire che ciò che è accaduto non deve accadere mai più».
In una fase storica in cui la memoria è spesso messa in discussione, relativizzata o piegata a letture strumentali, l’appuntamento del 27 gennaio ha ribadito una scelta chiara: non ignorare il passato e continuare a "inciampare" consapevolmente nella storia, perché solo così la memoria resta viva e diventa responsabilità collettiva.
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