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La storia come responsabilità collettiva: San Mauro ricorda le proprie vittime della Shoah

In piazza l’iniziativa “Inciampare per ricordare” per il Giorno della Memoria, nel segno delle pietre d’inciampo e dell’impegno a trasmettere la storia alle nuove generazioni

La storia come responsabilità collettiva: San Mauro ricorda le proprie vittime della Shoah

La storia come responsabilità collettiva: San Mauro ricorda le proprie vittime della Shoah

Una piazza raccolta in silenzio rispettoso. Quel silenzio di chi sa che la memoria non è un rituale, ma una responsabilità. Nella serata del 27 gennaio, San Mauro Torinese ha celebrato il Giorno della Memoria con una commemorazione intensa e partecipata davanti al municipio, dedicata alle vittime sanmauresi della Shoah e in particolare a Lelio Leone Davide Segre e a suo figlio Roberto Mario Segre, cittadini di San Mauro travolti dalle leggi razziali, arrestati e deportati ad Auschwitz, da dove non fecero mai ritorno.

L’iniziativa, dal titolo “Inciampare per ricordare”, è stata promossa dal Centro Sociale Boccardo APS, dalla Scuola di Cultura Politica AD, dall’ANPI – sezione “Leo Lanfranco”, da Libera – Presidio “Lea Garofalo” e da Seven Arts APS, ed è stata pensata proprio come momento di riflessione collettiva attorno alle pietre d’inciampo collocate sul selciato all’ingresso del Municipio. Piccoli segni, incastonati nella quotidianità urbana, che costringono a fermarsi, a chinare lo sguardo e a ricordare.

A mantenere viva la storia di Lelio e Roberto Segre è stato negli anni il lavoro rigoroso e paziente di Guglielmo Girardi e Renzo Masiero, storici e ricercatori sanmauresi, che hanno ricostruito le vicende familiari, i passaggi drammatici delle persecuzioni, l’arresto e la deportazione. Un lavoro che ha permesso non solo la posa delle pietre d’inciampo, ma anche la restituzione alla comunità di una memoria che rischiava di restare sommersa.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante incendio e illuminazione

Alla commemorazione hanno preso parte numerosi cittadini, rappresentanti delle associazioni promotrici, esponenti della società civile, oltre ad assessori e consiglieri comunali. A nome dell’amministrazione è intervenuto il vicesindaco Luca Rastelli, che ha portato il saluto istituzionale sottolineando l’importanza dell’impegno costante sulla memoria, soprattutto nella sua trasmissione alle giovani generazioni, perché ciò che è stato non venga ridotto a pagina di storia lontana ma resti monito attuale.

Accanto alle istituzioni civili erano presenti anche i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia locale, in un momento che ha voluto unire simbolicamente istituzioni, associazioni e cittadini attorno ai valori condivisi di democrazia, uguaglianza e antifascismo. Valori richiamati con forza anche nel discorso pronunciato dal consigliere Rudy Lazzarini, intervenuto in rappresentanza dell’Arci, che ha scelto parole nette e prive di ambiguità: «San Mauro Torinese, inciampando nella memoria, sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Sceglie di riconoscersi in una comunità democratica, antifascista, solidale. Sceglie di dire che ciò che è accaduto non deve accadere mai più».

In una fase storica in cui la memoria è spesso messa in discussione, relativizzata o piegata a letture strumentali, l’appuntamento del 27 gennaio ha ribadito una scelta chiara: non ignorare il passato e continuare a "inciampare" consapevolmente nella storia, perché solo così la memoria resta viva e diventa responsabilità collettiva.

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