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Ospedale Koelliker, nuova tecnologia per la chirurgia degli occhi

Cataratta e maculopatia, nuova piattaforma operatoria al Koelliker

Ospedale Koelliker

Ospedale Koelliker, nuova tecnologia per la chirurgia degli occhi

Un salto tecnologico rilevante per la chirurgia oculistica a Torino.
All’ospedale Koelliker, in corso Ferraris, è entrata in funzione a gennaio 2026 una nuova piattaforma di microscopia digitale tridimensionale destinata agli interventi agli occhi, utilizzabile sia in ambito adulto sia pediatrico.

La struttura torinese ha introdotto l’esoscopio oftalmico Beyeonics One, diventando il primo ospedale in Italia e il terzo in Europa a dotarsi di questa tecnologia. Si tratta di un sistema che consente una visualizzazione immersiva del campo operatorio, superando i limiti dei microscopi tradizionali e di ultima generazione.

Dal punto di vista del paziente, il nuovo strumento permette di ridurre sensibilmente l’intensità luminosa durante l’intervento, con una diminuzione fino al 30% dell’esposizione alla luce potenzialmente fototossica. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante nella protezione delle strutture oculari più delicate. Anche il minor ricorso ai coloranti contribuisce a rendere le procedure meno invasive, favorendo un recupero visivo più rapido nelle fasi immediatamente successive all’operazione.

Il sistema integra inoltre una illuminazione a infrarossi, che consente al chirurgo di operare utilizzando una luce non percepita dal paziente, aumentando il comfort durante l’intervento e migliorando la gestione dei passaggi più delicati.

L’impiego dell’esoscopio trova applicazione soprattutto negli interventi di cataratta e nei casi di maculopatia, due patologie in costante crescita. In Italia si eseguono ogni anno oltre 700mila interventi di cataratta, con stime che indicano il superamento del milione di operazioni annue entro il 2030. L’aumento dell’età media della popolazione comporta inoltre una maggiore incidenza di cataratte ipermature, spesso associate a quadri avanzati di maculopatia.

Anche la maculopatia registra numeri in aumento, con circa 60mila nuovi casi all’anno, un quarto dei quali riguarda pazienti con più di 75 anni. Questo rende sempre più centrale la chirurgia del segmento posteriore dell’occhio, ambito in cui il nuovo sistema consente una visualizzazione estremamente precisa, utile nella rimozione di membrane epiretiniche sottilissime e nella gestione di patologie complesse come fori maculari, pucker maculari e distacchi di retina.

La tecnologia introduce benefici significativi anche per l’operatore. La visione tridimensionale ad altissima definizione permette di operare senza l’uso dell’oculare, migliorando l’ergonomia e riducendo l’affaticamento fisico, in particolare di collo, spalle e schiena. Questo aspetto assume rilievo soprattutto negli interventi lunghi o complessi, contribuendo a una maggiore precisione e fluidità dei gesti chirurgici.

L’integrazione dell’esoscopio con una diagnostica pre-operatoria avanzata, già presente al Koelliker, consente di seguire il paziente lungo l’intero percorso di cura, dalla valutazione clinica iniziale fino al post-operatorio. Un investimento tecnologico che rafforza il ruolo dell’ospedale torinese come riferimento nella chirurgia oftalmica ad alta specializzazione.

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