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Bilancio regionale, l’opposizione c’è ma non si vede. Tronzano "s'arrabbia!"

Conferenza stampa tra slide, distinguo e fughe in avanti: contro la Giunta Cirio le minoranze parlano tutte, ma ognuna per conto suo

Bilancio regionale, l’opposizione c’è ma non si vede

Andrea Tronzano

C’era una volta l’opposizione. Anzi no: c’era una conferenza stampa. Che non è proprio la stessa cosa.

Alla Sala delle Bandiere le minoranze regionali si presentano per spiegare come intendono contrastare la legge di bilancio della Giunta Cirio. L’idea è nobile, l’esecuzione un po’ meno. Più che una strategia, va in scena una rappresentazione collettiva del disaccordo, con quattro capogruppo che condividono il tavolo ma non il copione.

Le parole chiave sono sempre quelle giuste: sanità, scuola, trasporti, cultura. Le cifre fanno il loro dovere scenografico, soprattutto quando si parla del buco sanitario da 268 milioni. Il problema è che, finita la lettura, resta una domanda imbarazzante: e quindi? Perché denunciare è facile, governare è difficile, ma anche fare opposizione, se presa sul serio, richiederebbe qualcosa in più di un elenco ben impaginato.

Le slide scorrono ordinate, le idee un po’ meno. Si chiede “un bilancio vero”, “trasparenza”, “numeri chiari”. Tutto sacrosanto. Peccato che il vero elemento mancante sia proprio ciò che dovrebbe distinguere un’opposizione da un gruppo di lettura: una proposta politica riconoscibile. Invece si galleggia. E quando si galleggia, di solito, è perché nessuno vuole decidere dove andare.

La dimostrazione arriva subito dopo. Alla domanda sull’ostruzionismo, la risposta è un elegante vedremo. Prima si osserva cosa farà la maggioranza, poi eventualmente si reagisce. Nel frattempo, però, gli emendamenti sono già lì: circa seicento. Tanti, tantissimi. Forse troppi per non sapere ancora come usarli.

Il bello – si fa per dire – è che mentre si predica unità, ognuno decide per conto proprio. Il Movimento 5 Stelle rompe gli indugi e cala la carta della sicurezza: più fondi alla polizia locale, stazioni presidiate, caserme da sistemare, aiuti ai commercianti delle “zone rosse”. Sarah Disabato parla di cambio di passo, di Giunta che fa finta di nulla. Il messaggio è chiaro: se la destra vive di sicurezza, allora giochiamo sul suo campo.

Peccato che il campo non fosse stato concordato. La sinistra resta a bordo campo, spiazzata. E il disagio prende il volto di Alice Ravinale, che in conferenza stampa sembra chiedersi – senza dirlo – se questa sia davvero l’idea di opposizione che aveva in mente. Avs, va detto, un risultato lo porta a casa: un errore da 7 milioni nel Defr viene corretto. Matita blu, lo chiama Ravinale. Una vittoria tecnica, utile, ma che non basta a nascondere il caos generale.

Intanto, dall’altra parte del tavolo, Andrea Tronzano assiste con una certa serenità. L’assessore al Bilancio ascolta, prende nota e poi archivia tutto come polemica. Rivendica sette anni di conti parificati, Corte dei Conti soddisfatta, equilibri rispettati. Il nuovo parere dei revisori? Arriva a breve, e – assicura – non sarà il mostro evocato.

Anche la parola più grossa, “debiti fuori bilancio”, viene rimandata al mittente senza troppi complimenti. Non esistono, dice Tronzano. E invita tutti ad abbassare i toni, perché – tradotto dal politichese – quando l’opposizione alza la voce ma non il livello, conviene lasciarla fare.

Morale della favola: nella settimana decisiva per il bilancio, l’opposizione riesce soprattutto a raccontare il proprio stato d’animo. Molto pluralista, poco coordinato, vagamente nervoso. La maggioranza ringrazia, resta ferma e passa all’incasso. Perché a volte, in politica, il miglior alleato non è un buon programma. È l’avversario che si perde da solo.

Gli appunti dell'assessore Andrea Tronzano

Stavolta Andrea Tronzano non ha sorriso, non ha glissato e nemmeno ha fatto finta di nulla. Pare che l’assessore al Bilancio della Regione Piemonte si sia arrabbiato sul serio, come non lo si era mai visto, dopo la conferenza stampa delle opposizioni sulla legge di bilancio. E lo ha fatto mettendo in fila, punto per punto, una replica che ha il sapore della risposta secca, senza troppi giri di parole.

In un comunicato stampa diffuso oggi pomeriggio ricorda che, negli ultimi sette anni, la Corte dei Conti ha sempre espresso un giudizio positivo di parificazione sul rendiconto generale della Regione, certificando regolarità contabile, copertura delle spese ed equilibrio dei conti. Un dato che, a suo avviso, è stato ignorato nel dibattito pubblico, sostituito da ricostruzioni ritenute fuorvianti.

Sul parere richiamato dalle minoranze, l’assessore chiarisce che si è trattato di una valutazione espressa dal precedente Collegio dei Revisori su una bozza di bilancio costruita con i dati disponibili a settembre. Da allora, spiega, la manovra è stata aggiornata in modo significativo: sono state integrate risorse statali e comunitarie vincolate, riviste le stime di entrata e ridefinite alcune poste di spesa, anche sulla base del confronto con il Consiglio regionale. Il nuovo Collegio dei Revisori, insediatosi il 1° gennaio, ha dovuto esprimere il parere definitivo che sarà allegato alla legge. Parlare di bocciatura, secondo Tronzano, significa forzare la realtà dei fatti.

Altro punto su cui, si dice, l’assessore abbia alzato la voce è stato quello dei debiti fuori bilancio. Tronzano li smentisce in modo netto, spiegando che tutte le risorse destinate alla copertura degli impegni sono state regolarmente allocate nei capitoli di spesa e contabilizzate con piena tracciabilità. Evocare obbligazioni prive di copertura, fa capire, non ha alcun fondamento.

Quanto alla trasparenza, Tronzano sostiene che il confronto con il Consiglio regionale è stato continuo e documentato e che ogni variazione della manovra è stata discussa nelle sedi istituzionali competenti. L’opacità, fa sapere, non ha mai fatto parte del metodo adottato.

Infine, l’assessore richiama le scelte compiute sulla rimodulazione dell’IRPEF, spiegando che sono state adottate per garantire i servizi essenziali in una fase di risorse calanti e che consentiranno un risparmio a partire dal prossimo anno con l’entrata in vigore dei nuovi scaglioni nazionali. Sul trasporto pubblico locale e sul sostegno agli enti locali, riferisce di un confronto costante per distribuire al meglio le risorse disponibili, evitando tagli lineari.

Insomma, Tronzano ha voluto mettere un punto fermo, lasciando intendere che, almeno sul bilancio, di slogan non ne vuole più sentire.

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