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Carnevale di Ivrea: carro eliminato... Sarà battaglia legale? "Dica 33..."

Regolamento nuovo di zecca, problemi vecchi come le arance: I Guerrieri esclusi ancora una volta dalla Battaglia

Carnevale di Ivrea, il carro 33 resta fuori: la storia che si ripete

Carnevale di Ivrea, il carro 33 resta fuori: la storia che si ripete

Alla fine i numeri tornano. O quasi. Saranno 51 i carri da getto a prendere parte alla Battaglia delle Arance 2026, come comunica con tono rassicurante la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea. I conti, almeno sulla carta, sono chiari: 52 domande depositate nelle serate del 15 e 16 gennaio, quelle dedicate alle iscrizioni a palazzo della Credenza. Di queste, 51 sono state accolte. Una no. E indovinate quale...

Sì, ancora una volta, resta fuori il carro numero 33, la pariglia I Guerrieri. Un numero che, a Ivrea, sembra ormai più vicino alla cabala che all’elenco ufficiale dei carri. E' la sfiga del  numero: "Dica 33..."

Entrando nel dettaglio, i 51 carri ammessi si dividono in 15 tiri a quattro e 36 pariglie. Un quadro apparentemente ordinato, frutto di un percorso che quest’anno è stato tutt’altro che lineare. Prima le pre-iscrizioni in autunno, con 54 richieste e due carri finiti in lista di attesa. Poi le defezioni, che hanno permesso l’ingresso proprio di quei carri rimasti inizialmente fuori. Infine l’ammissione all’iscrizione vera e propria quando tutto avrebbe dovuto trovare una forma definitiva.

Avrebbe, appunto.

Alberto Alma

Rispetto alla platea dei carri che avrebbero potuto essere ammessi, non si sono iscritti la pariglia 36 L’Ariete del Sacro Cuore e il tiro a quattro Y, I Guerrieri di Re Arduino. Assenze che hanno contribuito a ridisegnare il quadro finale, lasciando però immutato il nodo più spinoso: quello del carro 33.

La motivazione ufficiale è chiara e formalmente inattaccabile. Nessuno dei conducenti indicati nella domanda dei Guerrieri risulta iscritto all’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto, come richiesto dall’articolo 6 del regolamento. Senza iscrizione all’Albo, niente guida. Senza guida, niente carro. Regola secca, applicata senza deroghe. Almeno quest’anno.

Già, perché questa storia Ivrea la conosce fin troppo bene.

Solo dodici mesi fa, il caso de I Guerrieri aveva infiammato il Carnevale ben prima del lancio della prima arancia. Avvocati schierati, regolamento contestato, interpretazioni opposte e una tensione tale da far temere che la Battaglia delle Arance si spostasse dalle piazze eporediesi alle aule di tribunale. In quei giorni, durante una riunione piuttosto movimentata, l’allora presidente della Fondazione Alberto Alma aveva pronunciato una frase destinata a rimanere negli annali: “Non me ne frega niente dell’albo dei cavallanti”. Altro che arance.

Alla fine, come noto, la soluzione era stata trovata. Un “accordo tra gentiluomini”, lo avevano definito. Il carro 33 era rientrato in pista, Alessandro Lissolo alla guida, regolamento interpretato con una certa elasticità e Carnevale salvo. La vera battaglia, almeno per quell’edizione, restò nelle piazze.

Ed è qui che la vicenda assume contorni ancora più paradossali. Perché il regolamento che oggi viene applicato con rigore notarile non è un testo vecchio o superato, ma il nuovo regolamento, sottoscritto alla fine di giugno dello scorso anno. A firmarlo sono stati Alberto Alma per la Fondazione, Simone Lavezzo per l’Associazione Aranceri dei Carri da Getto e Roberto Anselmo per l’Associazione Conducenti Carri da Getto. Un regolamento condiviso, approvato, nero su bianco. Non imposto, non calato dall’alto.

Eppure, alla prima vera prova dei fatti, il carro numero 33 inciampa esattamente nello stesso punto dell’anno precedente. Come se nulla fosse cambiato. Come se quelle firme servissero più a certificare un problema che a risolverlo.

Per ora l’elenco è chiuso, i carri sono 51 e il Carnevale può andare avanti. Ma a Ivrea lo sanno anche i bambini: finché non passa l’ultima pariglia, nulla è davvero definitivo. E quando di mezzo c’è il carro 33, l’esperienza insegna che la parola “fine” arriva sempre molto più tardi.

Insomma, anche quest’anno la Battaglia delle Arance promette spettacolo. Solo che, ancora una volta, la battaglia più combattuta non è quella in piazza. È quella tra regolamenti, firme, interpretazioni e una memoria che, puntualmente, sembra durare meno di un Carnevale.

Per la cronaca: cinque sono i conducenti donna, tutte nelle pariglie, e sei le capocarro donna, di cui due nei tiri a quattro e quattro nelle pariglie

Questi i carri ammessi.

Pariglie: 

Gli alfieri della vecchia Ivrea (Marco Borra, Eric Agrano); Le vecchie mugnaie (Marco Pignocchino, Davide Ferraiuolo); I paladini di via Palma (Adriano Anselmo, Bernardo Pagano); I conti di San Lorenzo (Giovanni Arborio, Alex Lo Cicero); I tiranni di Sant'Ulderico (Osvaldo Andorno, Alessandro Pittana); I vendicatori del barone(Giuseppe Favre, Raffaele Di Micco); I grifoni (Anna Maria Massetto, Loris Nanchino); Gli arcieri del re (Mauro Moretto, Andrea Moretto); I difensori di San Lorenzo (Roberto Cossu, Andrea Ciaberta); I cavalieri del Castellazzo(Franco Giachino, Diego Pan); I paladini di Sant'Ulderico (Gaetano Capula, Livio Marangon); I cavalieri del Tricolore(Davide Pascuzzo, Giorgio Zanus Fortes); Gli scudieri del re (Debora Bollati, Giovanna Strobbia); I giullari di corte(Claudio Piscitelli, Vittorio Piscitelli); I templari (Fabio Amione, Elia Marcelletti); Il consiglio della credenza (Davide Rei Rosa, Erika Rei Rosa); La compagnia di ventura (Dario Bagnod, Enrico Busca); Gli imperatori (Ivo Cona, Mauro Pozzo); I difensori del Borghetto (Alessandro Mancuso, Davide Soggia); I cavalieri di San Ulderico (Elisa Anselmo, Marco Passarello); I nobili alfieri (Pier Paolo Sciacero, Luca Pezzatti); La contea di Monte Navale (Massimo Giglio Tos, Matteo Arnoletti); I difensori del Castellazzo (Ivan Quagliotti, Stefano Ramezzana); I cavalieri del Borghetto(Enrico Viola, Rolando Campesato); Gli aguzzini dei Biandrate (Marco Redolfi, Erika Ghebbano); I difensori della corona (Francesco Brocco, Marcello Mura); Gli arcieri di via Palestro (Massimo Cossavella, Mauro Godardi); Il corpo di guardia del borgo vecchio (Massimo Piccolo, Roberto Marengo); Gli aranceri del centro storico (Ivan Cresto, Cristian Rigassio); La vecchia Eporedia (Andrea Raga, Fabio Torreano Gatto); Gli scorpioni del tiranno (Adriano Leggero, Alberto Borsetto); I cavalieri del re (Sara Anrò, Alex Caccia); I falchi del castello (Maurizio Danna, Giacomo Costa Laia); I giustizieri (Antonio Franco, Franco Nicole); I cavalieri di Santa Croce (Federico Rivan, Calogero Salamone); I nobili del Lungo Dora (Cristina Ponsetto, Riccardo Laurenti).

Tiri a quattro:
I falchi di re Arduino (Luciano Moirano, Cristian Nebbia); L’armata del generale (Alessandro Bodrino, Alex Vernetto); I difensori del castello (Samuel Pedrotta, Marcello Begala); Il contado del Canavese (Daniele De Andrea, Alessandro Negri); I baroni del castello (Alex Vallino, Matteo Gechele); I balestrieri d’Albeto (Domenico Tripodi, Giovanni Seidita); Gli arcieri di via Palma (Nicolas Pitti, Samuel Macario Pindo); I baroni di borgata (Marco Barroero, Paolo Tarello); I cavalieri del lago (Roberto Anselmo, Irene Rege); I traditori del tiranno (Loris Dortù, Giacomo Sansone); I conti Casana (Roberto Pedrotta, Roberto Presicci); I cavalieri di San Bernardo (Alessandro Formia, Martina Formia); Gli araldi della regina (Paolo Vicario, Demis Bosonin); Le guardie del tiranno (Massimo Filisetti, Denis Giacoma); I seguaci di re Arduino (Roberto Viretto, Manuel Mantovani).

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