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23 Gennaio 2026 - 22:31
Macron a Davos
La domanda è banale solo in apparenza: quanto costano gli occhiali di Macron? Perché a Davos, nel giro di poche ore, non è stata la politica a fare rumore. È stata una montatura. Due lenti blu, una silhouette da aviator, e quel riflesso metallico che in foto sembra un dettaglio ma in Borsa diventa una miccia. Emmanuel Macron sale sul palco del Forum Economico Mondiale, parla, gesticola, incalza. E intanto qualcuno in platea — e soprattutto online — guarda altrove: gli occhiali.
Sono il modello Pacific S 01 di Henry Jullien, maison fondata nel 1921 nello Jura, tra le montagne e le officine di un artigianato che sa ancora lavorare il metallo come si faceva un secolo fa. Il prezzo è scritto nero su bianco: 659 euro sul sito ufficiale. Una cifra che piazza la montatura nel segmento del “lusso accessibile”, quel territorio ambiguo in cui l’oggetto non è solo un accessorio ma una dichiarazione di rango: non sono ostentazione, sono scelta.
Il punto, però, è un altro. Perché dietro il “Made in France” c’è una regia che parla italiano. Henry Jullien produce ancora a Lons-le-Saunier, in Francia, con lavorazioni speciali come il Double Or Laminé, una tecnica di oro laminato che non è semplice placcatura: è più resistente, più “gioiello”, più identitaria. Ma dal 2023 il marchio è entrato nell’orbita di iVision Tech, gruppo italiano quotato a Milano. È lì che la storia cambia passo: il presidente francese diventa, senza volerlo, il testimonial di un’operazione industriale a trazione italiana.
E quando la rete se ne accorge, succede quello che ormai succede sempre: l’oggetto diventa meme, il meme diventa ossessione, l’ossessione diventa ordine d’acquisto. L’e-shop viene preso d’assalto fino a risultare temporaneamente inaccessibile. Il brand corre ai ripari con una pagina dedicata, come si fa quando non hai pianificato niente ma devi reggere l’onda. Perché non è marketing: è panico operativo. E insieme a quel traffico esplode anche il termometro più spietato e più istantaneo del capitalismo contemporaneo: la Borsa.

A Piazza Affari il titolo iVision Tech corre con rialzi che, a seconda delle rilevazioni, oscillano tra +28% in una seduta e ricostruzioni che parlano di un +65% su più giorni, fino a sospensioni per eccesso di volatilità. Traduzione: bastano due lenti e un presidente per far impazzire un book ordini, e per far scoprire a investitori e curiosi un nome che fino al giorno prima era roba da addetti ai lavori. È il paradosso perfetto: un gesto non pensato per vendere che finisce per muovere il mercato.
Il dettaglio politico, in tutto questo, sembra quasi secondario ma non lo è. Secondo ricostruzioni vicine all’Eliseo, Macron avrebbe iniziato a indossare occhiali scuri a metà gennaio per coprire un piccolo problema all’occhio, una lieve emorragia sottocongiuntivale. Motivo clinico, certo. Ma la comunicazione — soprattutto quando ti chiami Emmanuel Macron e sali su un palco globale — non lascia nulla “solo clinico”. Gli occhiali scuri indoor sono un azzardo e uno statement: rischiano la distanza, producono autorità. E a Davos, mentre la platea ascolta parole pesanti su economia e geopolitica, l’immagine fa il resto. Tanto da provocare reazioni, commenti, persino increspature diplomatiche.
La parte davvero interessante, però, è la geometria industriale che emerge dietro quel frame. Henry Jullien resta francese nei luoghi e nelle mani: piccole serie, artigiani specializzati, volumi contenuti. iVision Tech è italiana nella governance e nella capacità produttiva: quartier generale a Milano, stabilimento a Martignacco (Udine), un’architettura industriale costruita anche sull’eredità del sito ex Safilo e su un’impostazione da fabbrica 4.0. L’acquisizione del marchio francese ha aggiunto il pezzo “nobile”, quello che non si scala in pochi mesi e non si copia con un algoritmo: competenza artigianale e lavorazioni preziose.
È qui che il caso diventa un piccolo manuale dell’Europa che esiste davvero, non quella raccontata nei convegni. Un marchio storico, una proprietà italiana, produzione locale, hype globale. E una domanda che continua a tornare come un refrain: quanto costano gli occhiali di Macron? Risposta: 659 euro. Ma il prezzo reale, quello invisibile, è il valore di un simbolo che per qualche giorno ha piegato traffico, ordini, attenzione e mercati.
Alla fine resta un’immagine: un presidente che parla al mondo con due lenti blu davanti agli occhi. E intorno, un ecosistema che si mette in moto. Nello Jura qualcuno lamina oro su metallo come si faceva quando le cose duravano. In Friuli una filiera industriale italiana prova a trasformare un picco virale in capacità di consegna. A Milano gli investitori rincorrono la notizia. Tutto per una montatura che, in 48 ore, è passata da accessorio a caso studio. E ha fatto vedere — in modo brutale, chiarissimo — che oggi anche la politica, quando entra nell’inquadratura giusta, diventa economia reale.
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