Ormai è deciso: lunedì prossimo scatterà il nuovo varco elettronico in corso Sommeiller e, ancora prima dell’attivazione, la polemica politica è già accesa. A sollevarla sono Roberto Rosso, senatore e vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito, che parlano apertamente di un utilizzo distorto delle corsie preferenziali, ormai trasformate – a loro dire – in strumenti di sanzione di massa più che di regolazione del traffico.
Secondo Rosso, l’introduzione del nuovo varco non risponde né a esigenze di sicurezza né a un reale miglioramento della mobilità urbana. «L’attivazione del nuovo varco elettronico in corso Sommeiller è l’ennesimo tassello di un assedio elettronico contro i torinesi, che non ha nulla a che vedere con una mobilità più efficiente», ha dichiarato, puntando l’attenzione sui numeri delle sanzioni. Nel solo 2025, le multe elevate per accessi non autorizzati alle corsie preferenziali avrebbero già superato quota 101 mila, generando incassi per oltre 8,5 milioni di euro.
Numeri che, secondo l’esponente azzurro, raccontano una strategia basata più sulla repressione che sulla razionalizzazione del traffico. «Si moltiplicano corsie preferenziali superflue che producono imbottigliamenti, aumentano il traffico e aggravano l’inquinamento. Altro che sostenibilità: è una gestione ideologica che penalizza i cittadini e peggiora la qualità della vita urbana», ha aggiunto Rosso.

Sulla stessa linea Marco Fontana, che annuncia un’iniziativa politica in Consiglio comunale. Forza Italia ha infatti presentato una mozione per chiedere una revisione complessiva delle politiche di mobilità adottate dall’amministrazione torinese. Al centro della proposta c’è una moratoria sui nuovi varchi, la razionalizzazione delle corsie preferenziali esistenti e l’apertura al transito dei veicoli 100% elettrici, da equiparare ai mezzi pubblici come incentivo concreto alla transizione ecologica. «Non si può parlare di mobilità sostenibile limitandosi a sanzionare», ha sottolineato Fontana, che chiede anche l’accesso alle corsie per i camion di aziende private impegnate in lavori di manutenzione autorizzati dal Comune.
A rafforzare la critica arrivano i dati sul confronto con altre grandi città italiane. Torino, spiegano gli esponenti di Forza Italia, avrebbe una capacità stradale pro-capite tra le più basse, con il 7,5% della rete viaria riservata alle corsie preferenziali, contro il 2% di Genova, il 2,3% di Roma e il 4,5% di Napoli. Una scelta che, secondo Fontana, Deodato Scanderebech e Veronica Pratis, sottrae spazio alla circolazione ordinaria e finisce per congestionare ulteriormente il traffico, con il paradosso di aumentare anche l’inquinamento.
Il nuovo varco di corso Sommeiller diventa così il simbolo di uno scontro più ampio sulla visione della mobilità cittadina. «Torino ha bisogno di soluzioni intelligenti e concrete, non di fare cassa moltiplicando occhi elettronici», concludono Rosso e Fontana. Una presa di posizione che promette di alimentare il dibattito politico nelle prossime settimane, proprio mentre la rete dei controlli automatici continua ad allargarsi sulle strade della città.