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Dal doping alla genetica forense, il Centro Bertinaria cambia volto e diventa il nuovo hub piemontese della diagnostica avanzata

Via libera dal Consiglio regionale alla trasformazione della storica struttura di Orbassano in un polo di ricerca applicata tra biotecnologie, droghe e medicina di frontiera

Dal doping alla genetica forense

Dal doping alla genetica forense, il Centro Bertinaria cambia volto e diventa il nuovo hub piemontese della diagnostica avanzata

Il Centro regionale antidoping “Bertinaria” compie un salto strutturale e culturale che ne ridefinisce ruolo, ambizioni e prospettive. Con l’approvazione a maggioranza in Consiglio regionale, il Piemonte ha dato il via libera al disegno di legge che trasforma ufficialmente la storica struttura, attiva dal 2004 all’interno dell’ospedale San Luigi di Orbassano, in un Centro avanzato di diagnostica, destinato a diventare un punto di riferimento non solo nella lotta al doping, ma in un ambito molto più ampio che intreccia ricerca scientifica, sanità pubblica e innovazione tecnologica.

Il provvedimento, intitolato “Sviluppo della ricerca applicata nel comparto sanitario. Promozione delle attività del Centro avanzato di diagnostica”, interviene su un vuoto normativo che accompagnava da anni l’attività del Bertinaria. A sottolinearlo in aula è stata la relatrice di opposizione Monica Canalis (Pd), che ha ricordato come, nonostante l’importanza strategica del Centro, mancasse fino a oggi una cornice regionale di riferimento capace di valorizzarne appieno il potenziale e di ridefinirne la governance.

La nascita del Centro avanzato di diagnostica (Cad) segna quindi un cambio di passo netto. Non più soltanto un presidio focalizzato sul contrasto alle sostanze dopanti, ma una struttura multidisciplinare chiamata a operare su più fronti, con competenze che spaziano dalle biotecnologie alla biologia molecolare, dalla genetica forense alla tossicologia avanzata. Un’evoluzione che riflette i profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi vent’anni sia nel panorama delle dipendenze e delle sostanze illegali, sia nelle possibilità offerte dalla ricerca scientifica.

Il nuovo assetto del Cad si fonda su una rete di enti consorziati che fotografa l’ambizione del progetto. Ne fanno parte la Regione Piemonte, l’Azienda ospedaliera universitaria San Luigi di Orbassano, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Azienda Zero e l’Università degli Studi di Torino. Una compagine che potrà essere ulteriormente ampliata, includendo aziende sanitarie regionali, enti pubblici e soggetti privati con competenze coerenti con le attività del Centro, aprendo così a collaborazioni nazionali e internazionali.

Sul piano operativo, il perimetro delle attività affidate al nuovo Centro avanzato di diagnostica è ampio e altamente specializzato. Tra le missioni principali rientrano la ricerca e lo sviluppo applicativo nel campo delle biotecnologie, l’elaborazione di protocolli avanzati di biologia molecolare, l’utilizzo della genetica forense per la caratterizzazione di tracce biologiche e il supporto alle attività di contrasto agli illeciti legati a droghe, farmaci e sostanze dopanti. Ambiti che richiedono strumentazioni sofisticate, personale altamente qualificato e una costante integrazione tra ricerca e pratica clinica.

Particolare rilievo assume anche l’approccio integrato che il Cad potrà sviluppare, mettendo in dialogo tossicologia, proteomica, farmacogenomica ed esomica, discipline che consentono di analizzare in modo sempre più preciso l’interazione tra sostanze, patrimonio genetico e risposta dell’organismo. Un salto di qualità che apre prospettive rilevanti non solo sul fronte repressivo, ma anche su quello preventivo e diagnostico, con ricadute dirette sulla sanità pubblica.

Tra le novità più significative previste dal disegno di legge c’è inoltre la creazione di un Osservatorio tecnico permanente sulle droghe d’abuso, pensato per monitorare l’evoluzione delle sostanze, intercettare nuove tendenze e fornire dati aggiornati a istituzioni, sistema sanitario e forze dell’ordine. Un tassello strategico in un contesto in cui il mercato delle droghe e dei farmaci illegali è in continua trasformazione, spesso più rapida della capacità di risposta delle strutture tradizionali.

La trasformazione del Bertinaria in Centro avanzato di diagnostica rappresenta quindi una scommessa politica e scientifica: investire su competenze, ricerca applicata e integrazione tra enti per rafforzare la capacità del Piemonte di affrontare sfide complesse, che vanno dal doping sportivo alla criminalità, dalla tutela della salute collettiva allo sviluppo di nuove tecnologie diagnostiche. Una scelta che guarda al futuro della sanità regionale e che, nelle intenzioni del legislatore, punta a fare del Cad un modello replicabile anche oltre i confini piemontesi.

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