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22 Gennaio 2026 - 17:39
Disabato e Unia, sullo sfondo la stazione di Chivasso
La Regione Piemonte ammette i disservizi sulla linea ferroviaria Pinerolo–Chivasso, ma non indica una data per il ritorno alla regolarità. La spiegazione fornita in Consiglio regionale, attraverso l’assessore Vignale (che ha risposto per conto dell’assessore Gabusi), è tecnica e generica: i ritardi e le soppressioni sarebbero legati a “problemi di assestamento” degli impianti, dopo i lavori realizzati durante l’estate.
Una risposta arrivata dopo settimane di proteste e segnalazioni, e che ha innescato l’attacco del Movimento 5 Stelle, con un comunicato firmato dal consigliere regionale Alberto Unia e dalla capogruppo Sarah Disabato. I due esponenti parlano di “risposte carenti” e contestano soprattutto la parte che manca: le tempistiche.
Secondo quanto riferito in aula, la Giunta avrebbe attivato un tavolo di confronto con RFI e Trenitalia per individuare le criticità e ripristinare la puntualità. Unia e Disabato sottolineano il ritardo politico con cui la Regione sarebbe intervenuta: “La Giunta, dopo tanto silenzio, ha chiarito che è stato attivato un tavolo di confronto con RFI e Trenitalia per individuare le criticità e risolverle, così da ripristinare la puntualità del servizio.”
Nel comunicato, i due esponenti riconoscono che alcune misure sarebbero già state avviate, ma avvertono che non basta: “Alcune misure sono già state adottate ma c’è ancora tanto da fare, anche alla luce degli ingenti investimenti che riguardano la linea.” Il problema, però, è che la Regione non avrebbe indicato tempi certi per il ritorno a un servizio considerato “adeguato”.
Unia e Disabato puntano proprio su questo: “Come Movimento 5 Stelle dobbiamo però denunciare la carenza di risposte certe sulle tempistiche del ritorno della linea a livelli adeguati di efficienza.” E aggiungono il quadro che negli ultimi mesi ha accompagnato la tratta: “Dopo mesi di ritardi cronici, soppressioni improvvise di corse, guasti tecnici, carenza di informazioni e mancate alternative, è necessario che i gestori della linea ferroviaria garantiscano il prima possibile, senza ulteriori perdite di tempo, un servizio compatibile con il diritto alla mobilità dei pendolari.”
La chiusura è una richiesta netta: “Il territorio non può più aspettare.”
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Unia e Disabato
La denuncia politica arriva mentre sul territorio cresce la protesta, anche con azioni simboliche. A Pinerolo, davanti alla stazione, l’assessora comunale alla Mobilità sostenibile e Ambiente Giulia Proietti ha allestito una installazione definita “Panchina dell’attesa”: una panchina dipinta di nero, un cartello, una valigia e uno scheletro seduto. Un’immagine costruita per rendere evidente il disagio dei pendolari e la sensazione di immobilità.
Sul cartello affisso vicino alla panchina, il messaggio è esplicito: “Qui si aspetta ciò che la Regione non è ancora riuscita a garantire: un servizio ferroviario funzionante.” La panchina viene descritta come “nera” perché “siamo in lutto” per una linea che, secondo il testo, “sta morendo sotto il peso di scelte sbagliate e mancate responsabilità”. Il cartello richiama poi la ricaduta quotidiana dei disservizi: lavoratori, studenti, cittadini. E chiude con una frase che taglia corto su ogni interpretazione: “Il trasporto pubblico non è un favore. È un diritto.”
Nel suo post, Proietti rivendica l’iniziativa e la definisce un gesto politico: “Ho creato questa panchina. Non come gesto simbolico fine a sé stesso, ma come atto politico. Questa è la Panchina dell’attesa.” E individua il bersaglio: “L’attesa che la Regione Piemonte chiede ogni giorno ai cittadini del pinerolese.”
L’assessora comunale ricorda inoltre la sospensione della linea avvenuta tra giugno e settembre 2025, legata ai lavori di miglioramento. Un passaggio che per molti pendolari avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque. Ma, secondo Proietti, l’esito non ha rispettato le aspettative: “Da mesi, nonostante la sospensione della linea tra giugno e settembre 2025 per lavori di miglioramento, la situazione della Pinerolo–Chivasso non è migliorata.” E aggiunge: “Ritardi e cancellazioni continuano a essere quotidiani.”
Un altro tema centrale nel post riguarda l’informazione agli utenti, considerata insufficiente: “Ma ciò che più colpisce è l’assenza totale di informazioni chiare, puntuali e trasparenti.” Proietti spinge la critica sul piano politico: “E questa non è una difficoltà tecnica: è una scelta politica.” Nella sua ricostruzione, il problema non è solo il ritardo del singolo treno, ma l’incertezza continua che impedisce ai cittadini di organizzare la giornata: “I cittadini non sanno perché i treni non partono, non sanno quando arriveranno, non sanno come organizzare la propria giornata.”
Accanto alla panchina è stato posizionato un orologio fermo sulle 7:16, orario legato a una delle corse più utilizzate in fascia pendolare. Proietti lo descrive come l’orario in cui spesso il treno risulta sovraffollato o non parte, lasciando persone a terra.
La linea Pinerolo–Torino–Chivasso, negli ultimi mesi, è diventata terreno di scontro tra segnalazioni dei pendolari, proteste degli amministratori locali e interrogazioni in Regione. Il comunicato del M5S si inserisce in questo contesto e rilancia la richiesta di una svolta: non solo tavoli di confronto e misure tampone, ma un ritorno rapido a standard affidabili.
Unia e Disabato insistono sulla necessità di garantire continuità e dignità del servizio, soprattutto in un periodo in cui, dopo i lavori estivi e gli investimenti annunciati, il territorio si aspettava l’effetto opposto: meno ritardi, meno soppressioni, più regolarità.
Il tema, ora, è politico oltre che tecnico. Perché se la Regione parla di “assestamento”, il rischio è che l’assestamento diventi una giustificazione permanente. E il punto non è più soltanto cosa non funziona, ma quanto ancora si chiederà ai pendolari di reggere la situazione senza risposte verificabili.
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