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23 Gennaio 2026 - 09:36
Neve fino alle porte delle città e weekend sotto assedio, il Piemonte ripiomba nell’inverno con freddo e perturbazioni a raffica
Il Piemonte si prepara a vivere un weekend pienamente invernale, segnato dal ritorno della neve a quote insolitamente basse e da una fase meteorologica instabile destinata a protrarsi per diversi giorni. Dopo settimane caratterizzate da alternanza di piogge e temperature altalenanti, la regione entra ora sotto l’influsso di due perturbazioni atlantiche ravvicinate, capaci di riportare scenari tipicamente stagionali anche su aree collinari e, localmente, di pianura.
La prima perturbazione è attesa tra il pomeriggio-sera di oggi e la notte, con un progressivo peggioramento delle condizioni meteo a partire dal Piemonte meridionale ed orientale. Le precipitazioni tenderanno a estendersi rapidamente a tutta la regione, risultando più insistenti lungo il confine con la Lombardia e sulle Alpi Marittime, mentre sulle valli del Torinese si presenteranno più deboli e intermittenti. In questa fase la quota neve si manterrà generalmente compresa tra i 400 e i 600 metri, ma con possibilità di abbassamenti fino ai 200-300 metri tra Cuneese, Astigiano, Monferrato e Alessandrino, dove non si esclude la comparsa di neve umida o pioggia mista a neve anche in pianura durante i rovesci più intensi, seppur senza accumuli significativi.
Dopo una breve pausa asciutta attesa tra la mattinata e il pomeriggio di sabato, una seconda perturbazione, più organizzata e intensa, raggiungerà il Piemonte tra la sera di sabato e l’alba di domenica. In questa fase sono previste precipitazioni diffuse, localmente moderate durante la notte, con neve fino a quote di bassa collina su Torinese, Astigiano e Alessandrino, in pianura sul Cuneese e tra i 500 e gli 800 metri sul resto della regione. Anche in questo caso non mancheranno fasi di neve umida notturna fino ai 200-300 metri, in particolare tra Torinese, Astigiano, Acquese e Ovadese. Le temperature massime, già in calo, si assesteranno tra i 2 e i 5 gradi su pianure e basse colline, contribuendo a creare condizioni favorevoli agli accumuli.

Sul fronte degli accumuli nevosi, le stime indicano quantitativi rilevanti sulle Alpi, dove sono attesi 20-40 centimetri di neve fresca sopra i 1.000-1.500 metri, con i valori più elevati sulle Alpi Marittime e Liguri. Sui restanti settori alpini sono previsti 10-25 centimetri, con possibili picchi superiori tra Sesia e Ossola. Importanti anche le nevicate sull’Appennino Alessandrino, dove si stimano 15-25 centimetri, mentre tra altopiano Cuneese, Monregalese e alte Langhe potrebbero cadere 10-20 centimetri già dai 500 metri di quota.
Per quanto riguarda le aree di pianura, la probabilità di un’imbiancata rimane limitata ma non esclusa. Qualche centimetro potrebbe depositarsi sul basso Alessandrino e sul Cuneese, mentre altrove gli accumuli saranno più probabili oltre i 300-500 metri. Sulle sommità collinari di Torino, del Roero e del Monferrato non si escludono 5-10 centimetri di neve, sufficienti a cambiare temporaneamente il volto del paesaggio urbano.
Lo sguardo, tuttavia, va già oltre il fine settimana. Le ultime proiezioni confermano l’arrivo di una terza perturbazione atlantica, potenzialmente più intensa, tra il pomeriggio di martedì 27 e la mattina di mercoledì 28 gennaio. In questo caso si aprirebbe la possibilità di precipitazioni moderate e diffuse, con neve fino in pianura e accumuli localmente significativi già a bassa quota sul basso Piemonte. L’attendibilità resta al momento medio-bassa, ma il segnale è sufficiente a mantenere alta l’attenzione su un’evoluzione che potrebbe riportare condizioni pienamente invernali su larga parte della regione.
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