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I pinguini africani trovano rifugio a Torino: nuove nascite nella colonia più grande d’Italia

Al bioparco Zoom controlli delicatissimi sulle uova, due pulcini già nati per una specie in pericolo di estinzione in natura

I pinguini africani trovano rifugio a Torino: nuove nascite nella colonia più grande d’Italia

I pinguini africani trovano rifugio a Torino: nuove nascite nella colonia più grande d’Italia (immagine di repertorio)

Al bioparco Zoom di Torino sono giorni decisivi per il futuro dei pinguini africani, una delle specie più minacciate del pianeta. Nella struttura di Cumiana, che ospita la colonia più numerosa d’Italia e una delle più grandi d’Europa, sono in corso i controlli sulle uova deposte dalle coppie riproduttive. Un lavoro silenzioso, rapido e altamente specializzato, che ha già dato un primo risultato concreto: due pulcini sono nati.

Un segnale importante, perché ogni nascita ha un valore che va ben oltre i confini del bioparco. Il pinguino africano è infatti classificato come in pericolo critico di estinzione dalla Lista Rossa Iucn, l’Unione mondiale per la conservazione della natura. In natura, tra Sudafrica e Namibia, la specie è in costante declino e il rischio di una scomparsa definitiva non è più un’ipotesi remota.

I controlli sulle uova rappresentano una fase cruciale del percorso riproduttivo. Le verifiche vengono effettuate in tempi brevissimi per non alterare l’equilibrio della cova: le uova vengono rimosse dal nido solo per il tempo strettamente necessario a contarle e a verificarne la vitalità, per poi essere subito riportate al calore dei genitori. Un’operazione fondamentale per monitorare lo stato di salute degli embrioni senza interferire con i comportamenti naturali della colonia.

A spiegare nel dettaglio il lavoro svolto è la veterinaria del parco, Sara Piga. «Non appena le uova arrivano in clinica procediamo immediatamente alla speratura, una tecnica non invasiva che, attraverso una fonte luminosa in condizioni di buio, permette di osservare lo sviluppo dell’embrione all’interno dell’uovo», chiarisce. Una procedura che consente di valutare in modo preciso se la gestazione stia procedendo correttamente. «Gli ultimi minuti sono dedicati alla rilevazione del battito cardiaco embrionale. Nelle fasi immediatamente precedenti alla schiusa si può arrivare anche a 150 battiti al minuto», aggiunge.

African Penguin Facts | Jackass Penguins

Pinguino africano

Non tutte le uova, però, sono destinate a diventare pulcini. Anche questo fa parte del ciclo naturale e della complessità della riproduzione. «Può capitare che l’uovo non sia fecondato e che non sia presente alcun embrione», spiega ancora Piga. «In questo caso lo riportiamo comunque ai genitori, permettendo loro di proseguire regolarmente la cova senza interferenze, per accorgersi naturalmente che il pulcino non nascerà e acquisire esperienza utile per le deposizioni successive». Una scelta che rispetta i tempi e le dinamiche della specie, senza forzature.

Attualmente la colonia di pinguini africani di Zoom è composta da diciassette coppie stabili. I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia del lavoro svolto: nel corso del 2025 sono stati allevati con successo sette pulcini, oggi ancora riconoscibili per il piumaggio giovanile, privo delle tipiche macchie nere sul petto che caratterizzano gli esemplari adulti.

Il successo riproduttivo della colonia torinese assume un significato ancora più forte se messo in relazione con ciò che accade in natura. «Permettere a questa colonia di avere un buon successo riproduttivo significa offrire una speranza a una specie che, tra Sudafrica e Namibia, è in continuo declino», sottolinea Sara Piga. Le cause sono molteplici e intrecciate tra loro: la riduzione delle risorse alimentari, lo spostamento delle principali prede legato alle variazioni ambientali e ai cambiamenti delle temperature marine, oltre alla crescente competizione con la pesca industriale.

Tutti questi fattori rendono sempre più difficile per i pinguini africani trovare cibo sufficiente, non solo per nutrire sé stessi ma soprattutto per allevare i pulcini. Le conseguenze sono dirette e drammatiche: meno cibo significa meno nascite e minori possibilità di sopravvivenza per le nuove generazioni.

In questo scenario, il lavoro portato avanti al bioparco Zoom di Torino rappresenta una vera e propria linea di resistenza contro l’estinzione. Ogni uovo controllato, ogni pulcino che nasce e cresce diventa un tassello di una strategia più ampia di conservazione, che affida alle strutture zoologiche un ruolo sempre più centrale nella tutela delle specie a rischio. Per i pinguini africani, oggi, una parte importante della speranza passa anche da qui.

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