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Traforo ferroviario del Frejus, Italia e Francia firmano un piano di soccorso comune

Accordo binazionale tra i prefetti di Torino e della Savoia per coordinare interventi e dispositivi di sicurezza

Traforo ferroviario del Frejus, Italia e Francia firmano un piano di soccorso comune

Traforo ferroviario del Frejus, Italia e Francia firmano un piano di soccorso comune

Un’intesa che rafforza la cooperazione transfrontaliera e mette nero su bianco procedure condivise per affrontare le emergenze in uno dei punti più delicati delle infrastrutture alpine. Il 16 gennaio è stato sottoscritto il Piano di soccorso binazionale (Psb) del traforo ferroviario del Frejus – linea storica, firmato congiuntamente dal prefetto di Torino e dal prefetto della Savoia. Un passaggio formale ma sostanziale, che aggiorna e struttura il coordinamento operativo tra Italia e Francia in caso di incidenti all’interno della galleria.

Il traforo del Frejus rappresenta da oltre un secolo un collegamento strategico tra i due Paesi, con un traffico ferroviario che attraversa un ambiente complesso per conformazione e condizioni operative. Proprio per questo, la gestione delle emergenze richiede protocolli chiari, tempi di intervento rapidi e una perfetta integrazione tra le autorità e i soccorsi dei due versanti. Il Psb nasce con questo obiettivo, superando logiche esclusivamente nazionali e puntando su una risposta unitaria e coordinata.

La Prefettura di Torino viene spiega che «il piano consente di realizzare un più efficace coordinamento dei soccorsi tra l’Italia e la Francia con l’obiettivo di contenere le eventuali conseguenze derivanti da una situazione di emergenza e di disciplinare l’impiego dei dispositivi di sicurezza e dei mezzi di soccorso». Un passaggio che chiarisce la ratio dell’accordo: non solo intervenire meglio, ma intervenire insieme, evitando sovrapposizioni, ritardi o incertezze operative in un contesto dove ogni minuto può essere decisivo.

Il documento definisce quindi le modalità di attivazione dei soccorsi, il ruolo delle autorità competenti sui due lati del confine e l’utilizzo coordinato dei mezzi disponibili, inserendosi «nell’ottica della proficua collaborazione con le autorità transalpine», come sottolineato dalla Prefettura. Un approccio che tiene conto delle esperienze maturate negli anni e delle lezioni apprese da incidenti avvenuti in ambito ferroviario e infrastrutturale, non solo sulle Alpi.

La firma del piano arriva in una fase in cui il tema della sicurezza delle grandi infrastrutture è tornato centrale nel dibattito pubblico e istituzionale. Il Frejus, pur nella sua linea storica, continua a svolgere un ruolo rilevante nei collegamenti ferroviari internazionali, rendendo essenziale una pianificazione condivisa delle risposte alle criticità. Il Piano di soccorso binazionale rappresenta quindi uno strumento di prevenzione oltre che di intervento, perché stabilisce in anticipo chi fa cosa, come e con quali mezzi.

Dal punto di vista politico-istituzionale, l’accordo è anche il segnale di una collaborazione solida tra Torino e la Savoia, e più in generale tra Italia e Francia, su un terreno concreto come quello della protezione delle persone e della sicurezza pubblica. Non una dichiarazione di intenti, ma un atto operativo che mira a ridurre i rischi e a gestire in modo più efficace eventuali situazioni critiche all’interno del traforo.

In un’epoca in cui le infrastrutture transfrontaliere sono chiamate a rispondere a standard sempre più elevati di sicurezza, il Psb del Frejus si inserisce come un tassello importante di una strategia più ampia. Un piano che guarda alla prevenzione, ma soprattutto alla capacità di risposta, consapevole che la cooperazione internazionale non è un’opzione, bensì una necessità quando si tratta di tutelare vite umane in contesti complessi e condivisi.

Traforo ferroviario del Frejus - Wikipedia

Traforo del Frejus, lato italiano

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