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Pedoni costretti in strada tra auto in divieto e paletti divelti: torna l'incubo del parcheggio selvaggio in Canavese

A Candia Canavese multe e telecamere non bastano: parcheggi selvaggi e paletti divelti mettono a rischio i pedoni

Pedoni costretti in strada

Pedoni costretti in strada tra auto in divieto e paletti divelti: torna l'incubo del parcheggio selvaggio in Canavese

A Candia Canavese la tolleranza zero sbandierata contro i parcheggi selvaggi funziona, ma non abbastanza. Perché mentre le multe fioccano e le telecamere osservano, c’è ancora chi continua a posteggiare dove non dovrebbe, trasformando spazi pensati per i pedoni in corridoi pericolosi. E quando non bastano le auto, ci si mettono anche i vandali, che divelgono i paletti e rendono tutto di nuovo più semplice per chi se ne infischia delle regole.

Succede in via Roma, strada provinciale e asse centrale del paese, dove alcuni automobilisti parcheggiano direttamente sul camminamento protetto, quello che dovrebbe garantire un passaggio sicuro a chi si muove a piedi. Il risultato è un percorso obbligato in mezzo alla carreggiata, tra auto in transito e manovre azzardate. Una scena quotidiana che, secondo i residenti, non ha nulla di normale.

A notarlo è stato un cittadino che non parla per astratto, ma con un episodio ben chiaro in mente: l’incidente mortale di San Sebastiano Po, nella collina del Chivassese, dove la scorsa settimana uno studente ha perso la vita mentre stava raggiungendo la fermata dell’autobus. Una tragedia che rende difficile liquidare il problema come una semplice questione di decoro urbano.

Il copione è sempre lo stesso. Le giustificazioni pure. «Solo un minutino», «se aspetta cinque minuti me ne vado», fino alla più creativa: «sono dietro la riga bianca». Tutto pur di legittimare una sosta che di legittimo non ha nulla. E quando c’erano i paletti delimitatori, almeno in parte la situazione era contenuta. Oggi molti di quei paletti sono stati divelti e, secondo i residenti, mai ripristinati.

Una questione che l’amministrazione comunale conosce bene. Il sindaco Mario Mottino non nega il problema, ma ridimensiona l’allarme. Pur confermando che alcuni paletti sono stati divelti dai vandali, spiega che a Candia non esiste un problema di sicurezza.

Sul fronte dei controlli, il Comune rivendica l’uso delle telecamere di videosorveglianza. «Chi posteggia viene ripreso, individuato e multato», assicura il sindaco. Ed è vero: negli ultimi mesi le sanzioni e la linea dura hanno prodotto risultati. La situazione è migliorata rispetto al passato, soprattutto dopo che il problema era arrivato a un punto critico.

Prima dell’installazione dei paletti, infatti, a lamentarsi non erano stati solo i cittadini, ma anche gli autisti degli autobus di linea. I mezzi faticavano a transitare e la società del trasporto pubblico aveva persino minacciato di ridurre le fermate in centro, giudicate troppo pericolose. Un segnale forte, che aveva costretto l’amministrazione a intervenire con decisione.

Oggi, però, restano quelle che i residenti definiscono vere e proprie sacche di resistenza. Zone dove il senso civico si ferma davanti alla comodità di un parcheggio improvvisato. Dove un camminamento diventa un’area di sosta e un paletto divelto è un invito a fare come prima.

Il punto non è se le multe funzionino o meno. Il punto è se si voglia davvero prevenire, prima che qualcuno si faccia male. Perché le regole esistono, i precedenti pure. E continuare a minimizzare, mentre i pedoni scendono in strada per aggirare le auto parcheggiate, significa accettare un rischio che non avrebbe motivo di esistere.

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