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Candia onora Muin Masri: scrittore palestinese che ha fatto della parola un ponte tra due patrie

Cittadinanza onoraria a un autore che ha raccontato il dolore senza odio e l’integrazione come scelta

Candia onora Muin Masri: scrittore palestinese che ha fatto della parola un ponte tra due patrie

Candia onora Muin Masri: scrittore palestinese che ha fatto della parola un ponte tra due patrie

Candia Canavese si prepara a un gesto dal forte valore simbolico e civile. Sabato 24 gennaio, alle 10.30, nella Sala Rossa del municipio, si terrà la cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria a Muin Masri, scrittore palestinese da quarant’anni in Italia, autore capace di intrecciare memoria, identità e impegno culturale senza mai cedere alla retorica o alla rabbia. Un riconoscimento che arriva dopo il voto del Consiglio comunale del 15 dicembre 2025, formalizzato con la delibera numero 31, e che racconta molto del rapporto tra un uomo, una comunità e una terra scelta come casa.

Masri nasce a Nablus, in Palestina, il 20 marzo 1962. Arriva in Italia nel 1985, in un tempo in cui l’emigrazione palestinese era spesso segnata da precarietà e silenzi. Il suo percorso di formazione si sviluppa nel Canavese: studia informatica al Ghiglieno di Salerano e si laurea in Scienze politiche all’Università degli Studi di Torino, costruendo una doppia traiettoria fatta di competenze tecniche e riflessione critica. Dal 1989 al 1996 vive a Candia, anni che segneranno in modo profondo il suo legame con il paese e con le colline circostanti, diventate un riferimento affettivo che non verrà mai meno.

È nel 1994 che inizia il suo cammino letterario con l’opera “Racconti”. Da allora Masri ha pubblicato oltre dieci libri, partecipando anche a progetti collettivi, racconti e rubriche culturali, con presenze su Radio Tre che ne hanno consolidato il profilo nazionale. La sua scrittura si concentra su un tema centrale e mai abbandonato: le sofferenze del popolo palestinese, raccontate attraverso storie, immagini e testimonianze che restituiscono umanità a un conflitto spesso ridotto a numeri e slogan.

Le motivazioni alla base del conferimento della cittadinanza onoraria parlano chiaro. Candia riconosce in Masri uno scrittore che ha saputo raccontare il dolore senza trasformarlo in odio, descrivendo le vite spezzate, i bambini uccisi sotto le bombe o dalla fame, la quotidianità stravolta dalla guerra e dall’occupazione. Un racconto portato avanti con uno stile pacato ma fermo, capace di denunciare senza gridare, di testimoniare senza invocare vendetta. Un equilibrio raro, soprattutto in un contesto internazionale segnato da polarizzazioni sempre più estreme.

Accanto alla Palestina, nei libri di Masri c’è però sempre spazio per l’Italia. Non come semplice terra di passaggio, ma come luogo di accoglienza, crescita e riconoscimento. E in questo racconto l’Italia assume spesso un volto preciso: quello del Canavese e di Candia, a cui l’autore dedica un capitolo nel suo ultimo libro, “Vendesi Croce”. Un omaggio che non ha il tono nostalgico dell’esule, ma quello concreto di chi ha costruito relazioni, radici e affetti.

C’è un episodio, raccontato con discrezione, che riassume più di molti discorsi il legame tra Masri e la terra che lo ha accolto. Dalla Palestina portò con sé un sacchetto di terra e un piccolo alberello, piantato sulle colline candiesi insieme a quella terra lontana. L’albero è cresciuto, diventando grande. Il luogo esatto lo conosce solo lui. Un gesto intimo, quasi segreto, che unisce due patrie senza proclami, affidando alla natura il compito di custodire la memoria.

Oggi Masri vive a Ivrea, ma Candia resta una tappa costante. Spesso torna in bicicletta, attraversando le strade e i paesaggi che considera parte del proprio percorso umano. Non un ritorno rituale, ma un’abitudine silenziosa, che parla di appartenenza più di qualsiasi certificato.

La cittadinanza onoraria che Candia gli conferisce non è solo un riconoscimento individuale. È una scelta politica e culturale, nel senso più alto del termine. In un tempo segnato da conflitti, muri e semplificazioni, il Comune sceglie di valorizzare una figura che ha fatto della parola scritta uno strumento di conoscenza e dialogo, capace di tenere insieme denuncia e gratitudine, memoria e integrazione.

La cerimonia di sabato non sarà soltanto un atto formale. Sarà il momento in cui una comunità riconosce come “uno dei suoi” un uomo che ha saputo raccontare il mondo partendo dal proprio dolore, senza mai dimenticare di ringraziare chi gli ha offerto una seconda possibilità. Candia, per Masri, non è solo un luogo del passato. È una parte viva della sua identità. E da sabato, lo sarà anche ufficialmente.

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