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21 Gennaio 2026 - 10:53
Torino come un colabrodo, marciapiedi rotti e cittadini a rischio: “La pacchia è finita, ora vi osserviamo”
Da nord a sud l’Italia continua a mostrare le sue crepe, spesso letterali. Marciapiedi sconnessi, buche, pavimentazioni degradate che trasformano la quotidianità dei cittadini in un percorso a ostacoli. Questa volta sotto la lente finisce Torino, città simbolo di efficienza e servizi, ora accusata di trascurare la sicurezza dei pedoni. A sollevare il caso è il movimento Italia dei Diritti De Pierro, che attraverso i suoi consiglieri ombra segnala una situazione definita allarmante.
A rendere pubblica la denuncia è Carlo Spinelli, responsabile nazionale per la Politica Interna del movimento, che utilizza parole nette per sintetizzare l’operazione di monitoraggio: «Cari amministratori la pacchia è finita, Italia dei Diritti De Pierro vi osserva». Una frase che non lascia spazio a interpretazioni e che chiarisce il tono dell’iniziativa, apertamente polemico e orientato alla denuncia pubblica di ciò che viene definito come cattiva gestione del territorio.
Le segnalazioni arrivano da Teresa Trerotola e Massimo Pacico, impegnati a Torino in qualità di consiglieri ombra, figura introdotta dal movimento per consentire anche a chi non ricopre incarichi istituzionali di evidenziare criticità locali. Un ruolo che, nelle intenzioni dell’organizzazione, serve a colmare il divario tra cittadini e amministrazioni.
«Noi dell’Italia dei Diritti non ci fermiamo mai», spiega Teresa Trerotola, che ricopre il ruolo di consigliera comunale a Sant’Angelo a Fasanella ma che, in questa occasione, opera come osservatrice sul territorio torinese. «Sfruttiamo anche i nostri viaggi di lavoro o per svago per segnalare anomalie che possono mettere a rischio l’incolumità fisica dei cittadini». Parole che rivendicano un’attenzione costante, anche lontano dai confini amministrativi di competenza diretta.
Il quadro descritto non riguarda periferie degradate o aree marginali, ma zone centrali della città. «A Torino abbiamo notato che molte strade presentano un manto stradale dissestato», prosegue Trerotola, entrando nel merito delle segnalazioni. Uno degli esempi citati è via Luigi Tarino, dove il marciapiede sarebbe «costellato di buche e sconnessioni che potrebbero causare infortuni anche gravi ai pedoni». Da qui la domanda, che suona come un atto d’accusa: «Non è forse il caso garantire maggiore sicurezza ai pedoni?».

Una domanda che assume un peso ancora maggiore se si considera il contesto urbano. Torino è una città attraversata quotidianamente da anziani, famiglie, studenti, persone con mobilità ridotta, per le quali un marciapiede dissestato non è un disagio, ma un rischio concreto. Cadute, distorsioni, fratture sono conseguenze tutt’altro che teoriche, spesso finite al centro di contenziosi giudiziari tra cittadini e amministrazioni.
La seconda segnalazione porta in via degli Artisti, un’altra zona tutt’altro che periferica. Qui, secondo Massimo Pacico, la situazione non sarebbe migliore. «Anche questa strada presenta un marciapiede gravemente dissestato dove è facile per i pedoni mettere un piede in fallo e procurarsi seri infortuni», afferma, esprimendo un giudizio che va oltre il singolo caso. «Siamo veramente sconcertati che, anche nel nord Italia dove si decanta tanto la differenza dei servizi forniti più attenta rispetto al sud, si debbano riscontrare invece problematiche legate a una cattiva gestione dell’ambiente e del territorio».
Un passaggio che colpisce al cuore una narrazione consolidata. L’idea di un Nord virtuoso contrapposto a un Sud in affanno viene messa in discussione da immagini di buche, sconnessioni e incuria che parlano un linguaggio universale. Secondo Italia dei Diritti, la geografia non assolve nessuno e la responsabilità resta tutta nelle mani di chi amministra.
A rafforzare la linea politica interviene nuovamente Carlo Spinelli, che elogia l’operato dei due consiglieri ombra e rilancia il senso dell’iniziativa. «Questa è l’Italia dei Diritti De Pierro, un movimento composto da chi ha veramente a cuore il nostro Paese», afferma. «Le segnalazioni di Teresa e Massimo sono un esempio del nostro impegno politico volto a favore del cittadino».
Spinelli rivendica con forza il valore dello strumento del consigliere ombra, voluto dal presidente Antonello De Pierro. «Dà modo a tutte le persone, anche quelle che non sono parte del movimento ma semplici cittadini, di segnalare eventuali anomalie che riscontrano nel proprio comune». Una modalità che, nelle intenzioni del movimento, vuole trasformare il disagio individuale in denuncia collettiva.
Il messaggio è chiaro e diretto. «Italia dei Diritti De Pierro è sempre pronta a dare voce a tutti coloro che vogliono urlare il proprio disappunto su chi amministra in maniera maldestra un ente», prosegue Spinelli, sottolineando come anche chi si trova in viaggio per altri motivi resti «sempre attento a scovare e segnalare situazioni che vanno a penalizzare il cittadino».
Il colpo finale arriva nella chiusura, affidata a una frase che suona come una promessa e una minaccia politica insieme: «Anche dove non siamo presenti nella stanza dei bottoni, riusciamo a scovare amministrazioni poco virtuose e a denunciarne l’operato poco attento ai problemi della cittadinanza. E come dice il nostro presidente, la pacchia è finita».
Una denuncia che riporta al centro un tema spesso relegato a segnalazioni isolate ma che riguarda da vicino la qualità della vita urbana. I marciapiedi non sono dettagli marginali, ma infrastrutture essenziali. Quando cedono, insieme all’asfalto, si incrina anche la fiducia dei cittadini verso chi è chiamato a governare lo spazio pubblico.

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