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19 Gennaio 2026 - 13:40
Addio a Sebastiano Cavalli, chirurgo e riferimento della sanità cuneese e piemontese
La sanità piemontese perde una delle sue figure più conosciute e autorevoli. È morto oggi, all’età di 69 anni, il dottor Sebastiano Cavalli, chirurgo dell’ospedale Ferrero di Verduno, presidente provinciale dell’Ordine dei medici di Cuneo e presidente regionale della Federazione Cimo-Fesmed Piemonte. La notizia ha suscitato cordoglio diffuso nel mondo medico e istituzionale, dove Cavalli era considerato un punto di riferimento per competenza professionale e capacità di rappresentanza.
Originario di Aci Bonaccorsi, in provincia di Catania, Cavalli viveva da anni a Guarene, nel Cuneese, territorio con il quale aveva costruito un legame profondo e duraturo. Dopo la laurea in Medicina nel 1981, aveva avviato il proprio percorso professionale all’ospedale di Mondovì, per poi entrare nel 1994 nell’Asl di Bra e Alba. All’ospedale di Verduno ricopriva il ruolo di dirigente medico di chirurgia generale ed era responsabile della struttura di endocrinochirurgia, ambito nel quale aveva maturato una riconosciuta esperienza clinica.
Accanto all’attività ospedaliera, Cavalli ha avuto un ruolo di primo piano nella rappresentanza sindacale dei medici, arrivando a guidare a livello regionale la Cimo-Fesmed, federazione che riunisce i sindacati dei medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Un incarico svolto in una fase complessa per la sanità pubblica, segnata da carenze di personale, riorganizzazioni e tensioni crescenti tra istituzioni e professionisti. Proprio su questi fronti Cavalli aveva concentrato gran parte del suo impegno, ponendo al centro la tutela della professione medica e la qualità del sistema sanitario.
Il suo percorso pubblico non si è limitato all’ambito sanitario. Cavalli è stato anche impegnato in politica locale, in particolare nella città di Alba, dove dal 2004 era stato eletto consigliere comunale. Dal 2009 al 2014 aveva ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio comunale, contribuendo alla gestione istituzionale della città in una fase di trasformazioni economiche e sociali rilevanti. Successivamente si era candidato alla carica di sindaco, sostenuto da una coalizione formata dal Nuovo Centrodestra e da liste civiche, portando nel dibattito politico temi legati ai servizi, al welfare e al rapporto tra amministrazione e cittadini.
Nel suo curriculum figura anche la presidenza, dal 2005 al 2009, del Consorzio socio-assistenziale Alba-Langhe-Roero, esperienza che aveva rafforzato il suo profilo di medico attento non solo all’ospedale, ma all’intero sistema di cura e assistenza sul territorio.
Sposato e padre di due figli, Cavalli lascia un vuoto significativo in una comunità professionale che lo riconosceva come interlocutore autorevole e spesso capace di mediare tra esigenze diverse. In una nota, la Cimo-Fesmed ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando che «tutta Cimo, stringendosi con affetto intorno ai familiari del dottor Cavalli, esprime gratitudine per il tempo, l’impegno e la dedizione rivolti alla tutela della professione medica».
La cerimonia funebre si terrà martedì 21 gennaio alle 14.30, nel Duomo di Alba, città nella quale Sebastiano Cavalli aveva intrecciato gran parte della sua vita professionale, istituzionale e personale. Un ultimo saluto a un medico che ha attraversato, da protagonista, sanità, sindacato e amministrazione pubblica, lasciando un segno riconosciuto anche da chi ne ha condiviso solo un tratto di strada.

Sebastiano Cavalli
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